
Tratteremo di seguito alcuni articoli riguardanti la Bioenergetica, codificata da Alexander Lowen, postfreudiano e allievo di Wilhelm Reich che ha posto l’attenzione a certi disturbi riguardanti corpo e psiche, iniziando dal libro “La Depressione e il Corpo” 1972, ed. Astrolabio. 1980, seguendo poi altri testi come “Bioenergetica”, “Paura di Vivere”, “Amore Sesso e Cuore”, “Espansione ed integrazione del corpo”, “La Spiritualità del corpo”, “Il linguaggio del corpo”, “Il Narcisismo” e un testo specifico molto dettagliato sulla mandibola, ormai fuori catalogo da tempo “Volontà di vivere e voglia di morire”. edito da Biosofia.
“Gli uomini pensano di risolvere tutto con la mente invece di “sentire”. Ma il sentire non ha a che fare con l’intelligenza o con la forza. Solo lavorando su di sé, sul proprio corpo – grazie al quale l’uomo sente – l’uomo può curarsi e aspirare, come è sacrosanto, a una vita sana, libera, felice. Ed essere in grado di amare veramente” . Alexander Lowen.
Nessun individuo esiste separato dal corpo. La concezione della realtà della persona con disturbi e sintomatico è fallace, perchè egli opera in base ad illusioni (separazione dal corpo) e di conseguenza il suo funzionamento non è radicato nella realtà. Questo è vero quanto ciò che affermiamo noi da anni ovverosia che la capacità di propriocezione dentale, orale, muscolare è (sebbene arcaica ed esistente in qualche luogo del cervello) sopita, repressa, dormiente. In diversi soggetti addirittura poco presente pur applicandosi, pur se ci si aiuta col tempo e l’esercizio dei test muscolari appim, in altri addirittura, dopo poco tempo diventa un evidentissimo e chiaro linguaggio tutto da decifrare volta per volta, fino a diventare dialogo profondo e apportatore di coesione corporea e mentale. E’ un grande passo in avanti, dato che finora l’Uomo ha sempre considerato i denti come dolore e fastidio e le percezioni tutte da reprimere, dimenticare, chiudere nel più profondo recesso con atti di vera e propria rimozione. In certi casi Alexander Lowen dimostra, pur non conoscendo l’occlusione muscolare che corpo e il segmento orale sono connessi sin da Freud e in maniera evidente nei suoi pazienti.
Esemplare il caso di David (sempre ne “La depressione e il corpo” che consiglio di leggere assieme agli altri testi menzionati) una persona che mostra come una maschera sul volto, “Sembra congelato, morto. La mandibola rigida e in avanti (terza classe?), conferendogli un’aria truce, ma gli occhi sono spenti e il corpo di una rigidità legnosa”. Respirazione superficiale e mal di schiena ed una voce piatta completano il quadro. Egli ricordò, durante la terapia verbale che nei i momenti duri dell’infanzia diceva a se stesso “Stringi i denti e sopporta”. In inglese grim e grin rendono bene l’idea del gioco tra il serramento dentale con l’attivazione muscolare e l’apparenza di durezza; “Grin and bear it” si dice da quelle parti, ovvero “buon viso a cattivo gioco”. Quale sia il cattivo gioco e soprattutto contro chi, appare chiaro. E’ un gioco contro se stessi. Ora, nonostante le buone condizioni sociali e l’ottenimento di una classe sociale agiata dovuta alla competitività insita nella classe di occlusione diremmo noi, oltre all’attività fisica, “il corpo aveva perso vitalità, così come la potenza sessuale”.
Un’altra frase tipica di chi perde vitalità ma che può essere riferita ad una persona sbilanciata è “Tanto non serve a niente vivere, non ce la faccio” , con una mancanza di vitalità unita a rassegnazione. Si rivela notoriamente in questi soggetti la volontà di vivere si, ma in un’atmosfera astratta, eterea, mentale, virtuale. Il corpo perde di realtà. Negano quindi la possibilità del piacere in senso ampio e completo, insito nel corpo, nel loro corpo afferma Lowen. La persona quindi, possiamo dire, si riveste di un corpo equivalente, un simulacro, che porta a spasso nei vari luoghi del quotidiano, identificandosi con quell’immagine ma non con la realtà in quanto essa è troppo dolorosa. Se ogni persona che manifesta depressione ha bisogni orali insoddisfatti e quindi di ricevere quella attenzioni come il baciare il succhiare l’essere oggetto di bisogno orale, così come egli sostiene, ebbene questi soggetti dovrebbero avere una certa difficoltà nell’esecuzione del puro test muscolare Bacio, una certa esitazione e quindi un mancato incontro corretto delle arcate che l’operatore dovrà verificare con l’ausilio delle sue capacità di visione, di far controllare con le cartine per articolazione, per esempio. Capita spesso che le labbra di certe persone non riescano a tenere nemmeno per qualche secondo in più, con un certo tremore che non è coerente con il gesto. Cosa succede? Succede che i muscoli che hanno lavorato poco e male, quasi solo per parlare e masticare (poco e male), non sopportino tutta la gamma di possibilità che invece il tratto orale deve avere per incontrarsi con le arcate, dente per dente.

Chi è sano ha sempre i piedi piantati per terra ed una bocca solida, con contatti percepibili e sfioramenti netti, chiari, bilaterali simmetrici, senza guide di funzione di gruppo, senza contatti ambigui. Le persone che oscillano camminando, con i loro Lati Alti e Bassi molto diversi tra loro danno sempre l’impressione di individui che non poggiano su un terreno solido, che avanzano nuotando più che camminando, con i loro ondeggiamenti di spalle e braccia, soprattutto poi un lato, un braccio, una gamba che devia, che trascina, una difficoltà a girare nel senso opposto a quello dello scivolamento mandibolare, tutte questa serie di situazioni fanno capire molto.
“Della massima importanza”, continua Lowen “a questo punto, sono le tensioni dei muscoli della gola e del collo. Tali tensioni si sviluppano sino a bloccare ed inibire il pianto e il grido. Con la costrizione dei canali di passaggio dell’aria, esse riducono l’ingresso di ossigeno ed abbassano il livello energetico dell’organismo. Le tensioni alla gola si estendono in alto fino alla testa e giù fino alla gola passando per la bocca, perchè fanno parte dell’inibizione generale dello stimolo della suzione”.
Ottimo per valutare in questo senso, la manovra detta Bacio o quella dello Sbadiglio chiusura in Bacio, in modo da reintegrare quell’aspetto titubante e perplesso toccando i denti posteriori e collegarsi con la sottotraccia psicoemotiva che affatica chi esegue un test muscolare così banale, con sconcerto dell’operatore tecnico…Eppure sembra difficilissimo per la persona malocclusa, sbilanciata, di una difficoltà senza pari eseguire questo test muscolare. Evidentemente ci sono implicazioni che Lowen qui di seguito spiega.
“Ho trovato”, dice, “che qualsiasi disturbo al processo funzionale della suzione, si riversa in un turbamento del respiro , in qualche maniera”. Sappiamo d’altro canto dall’esperienza di Bilanciamento di Occlusione Muscolare che la suzione come anche la deglutizione, quindi con attenzione soprattutto a il test Bacio (premolare) e alla Coca-Cola test di Relazione Centrica, quindi arricciamento dei muscoli e poi aspirazione, in cui viene coinvolto innanzitutto sempre il primo premolare, è coinvolta in maniera diretta con i premolari (Bacio).
Osservando i due tipi di mandibola che noi chiamiamo più precisamente classi di occlusione, l’inibizione dell’affermazione della propria personalità è data da una mandibola retratta, ovvero traducendo, in seconda classe e all’opposto una terza classe, con mandibola in tendenza alla protrusione è sempre piena di sfide e non vuol cedere, è ostinata. Eppure vediamo bene come, durante il controllo con le cartine, le seconde classi strappino letteralmente le cartine anche in plastica, soprattutto molari…E’ risaputo che i morsi profondi siano i “grandi masticatori”, con superfici abrase e piatte, per cui si può pensare ad un diverso tipo di ostinazione, più profonda, meno evidente ma egualmente esistente.
Il rilasciamento della tensione muscolare nella persona che si bilancia non è l’unico obiettivo dato che la tonicità è importante, ovvero il gioco continuo di rilascio e di contrazione sia nella testa, ove i muscoli bilaterali sono in più stretto dialogo, ove essi sono capaci di eseguire il loro lavoro di contatto e sfioramento in continuità e armonia a cascata in tutto il resto del corpo. Se per Lowen la connessione immediata è il contatto con la terra, il famoso grounding , oggi questa non può più essere la sola a dover essere presa in considerazione per stabilire un contatto certo nello spazio e nel tempo, dato che non esistono solo le gambe a connetterci con il movimento. E’ il raffinato gioco di chiusure ed aperture tra cranio e mandibola che non è governato dai condili non è governato dai muscoli, almeno non solo, ma governato dai denti che possono fare in modo, chiudendo in maniera bilanciata, di poter essere connessi in maniera precisa e immediata, con la parte superiore del corpo e quella inferiore.

Osservare le bocche di persone depresse, da parte di psicologi psicoterapeuti e psichiatri, può essere illuminante per capire certe questioni fisiche che governano poi attività mentali o meglio cerebrali. Una persona bilanciata non ha mai un sorriso con gli angoli rivolti verso il basso, perchè necessariamente ha contatti corretti e sfioramenti di guide anteriori canine soprattutto e premolari, con i relativi stop di retrusione. Ma una persona depressa si può presentare con una bocca immobile ma sempre obliqua, che devia verso una certa posizione. Andiamo a verificare in bocca cosa succede, utilizzando per esempio il calco in gesso e le cartine.
Se una persona è inibita nel desiderio di protendersi realmente, baciare per esempio, in maniera naturale (non artificiosa), lo è a maggior ragione nelle persone che soffrono di certe depressioni. Si dice più avanti: “Fondamentale passo è quello in cui, una mandibola tesa e rigida (parla ovviamente di muscoli e legamenti) esprime sempre un atteggiamento negativo, ma se essa non può protendersi in maniera spontanea, con grazia, deve manipolare l’ambiente in modo che il piacere le venga offerto, ma se anche avvenisse questo, non riesce a prenderlo e non vi è modo se non eliminare quelle tensioni muscolari a monte, entrando in un dilemma da cui non ne esce”. In effetti l’atto di Bilanciamento è un atto di accettazione per poi abbandonare il proprio stato di groviglio di sintomi e sindromi. Ma questa accettarsi presuppone comprensione del proprio stato, consapevolezza, fiducia del proprio corpo, prima che del tecnico di bilanciamento e del mondo esterno.
Impariamo a vivere il nostro corpo come sorgente e non come stagno da cui attingere fino a farlo diventare rigido, arido ed invivibile.
Carmine Morcone – tecnico di bilanciamento 2019.
Bibliografia: Alexander Lowen, “Depression and the body”, trad. it. “La depressione e il corpo. La base biologica della fede e della realtà”. 1972, 1980 Roma, Astrolabio editore. traduzione di G. Ottavio Rosati.