
“L’effetto Dunning–Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui inesperti tendono a sopravvalutarsi, giudicando, a torto, le proprie abilità come superiori alla media.
Questa distorsione viene attribuita all’incapacità metacognitiva, da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri limiti ed errori.
Nell’area medica, dove i dottori sono tenuti a identificare le proprie debolezze e migliorare attraverso studio e ricerca dovrebbe essere la norma..Eppure è tutto il contrario. Saccenza e supponenza volano alti.
La difficoltà è che i dottori – e, in pratica, tutta la gente in generale- spesso non riescono a scorgere i propri punti deboli. Il problema è che essi non vedono dov’è il loro errore. Non esiste assolutamente nelle loro menti. E’ quindi bello e liberatorio non sapere tutto? Non essere competenti – parola completamente vuota di significato ormai – ?
C’è però una bella differenza tra chi si rende conto di non essere all’altezza di una situazione e chi non lo capisce proprio dove sono gli errori.
E’ un problema cognitivo che colpisce democraticamente sia i pazienti che i medici. Gli uni, presuppongono di sapere i propri sintomi conoscendone solo una minima parte, facendo deduzioni e associazioni errate, ragionando con le emozioni e per istinto (errato) ” Mi sembra che sia bravo” , “Ho sentito dire tanto bene di lui..” “Secondo me è molto preparato”...E poi è un somaro che raglia…Uno che si tira indietro al primo insuccesso terapeutico, che inizia a distruggere quel poco di buono che ha risolto, andando a casaccio, partendo per la tangente di pensieri e teorie le più disparate, senza un fondamento, preso dalla disperazione… che però non può far vedere al paziente.
Il paziente invece, se dice di non saperne ma vuole imparare ha tutte le carte in regola per intraprendere una strada di successo..ma se arriva dopo un percorso tortuoso e presume di sapere un po’ di occlusione, di denti, e magari pure di Appim… e si cimenta senza sapere, senza una reale guida, senza aver letto una pagina di libro o seguito con costanza una serie di incontri, va egualmente a casaccio e se imbrocca una modifica corretta grida al miracolo..Poi preso da questo successo momentaneo, continuando a non studiare e non confrontarsi con chi ne sa di più, senza ascoltare realmente, cade nella disperazione. E le si vede che fanno cose strane sul bite…inventano di sana pianta pure altre tecniche e metodologie assurde… Per cui, non solo giungono spesso a conclusioni errate e fanno scelte sciagurate, ma la loro stessa incompetenza (reale) gli impedisce di rendersene conto.
Dagli studi di Dunning emerge un dato speculare: anche i migliori sbagliano, in senso opposto. I più competenti tendono a sottovalutare le proprie competenze. Probabilmente quindi ci sottovalutiamo…?
Certo visti i risultati si direbbe di sì, ma chi sa davvero, sa anche che c’è sempre da imparare, da migliorare.
E noi vi dobbiamo insegnare a ragionare meglio per cambiare, non a fare il lavoretto buono senza saperne il metodo. Perché solo così si migliora stabilmente il vostro stato di salute e la nostra conoscenza.