
Oltre ai QUATTRO TEST MUSCOLARI APPIM usiamo le cartine occlusali blu. Le cartine le usiamo in ICP (test del BACIO), seduti con testa dritta quindi non battendo i denti ma strisciando, sono dell’ordine dei 3 micrometro.
Una cartina dente per dente da 4° a ultimo molare esistente, poi l’altro lato, indi protrusione e invece in lateralità solitamente senza cartine per controllare precontatti di lateralità soprattutto sul 7° opposto o dello stesso lato, per verificare che la Disclusione canina sia agevole e egualmente veloce su entrambi i lati. Sul bite non possono esistere contatti puntiformi, essi abbisognano di un appoggio certo e stondato con stop di retrusione sul davanti.
Possiamo individuare sia i contatti di fossa ovvero Occlusione Centrica, con i denti in posizione Bacio, ovvero massima intercuspidazione che quelli di Relazione Centrica ovvero Stop di retrusione, con il test della Cocacola. Tutto qui. Queste sono le manovre di controllo autonome.

Nell’osservare la traccia lasciata dalla cartina blu sul dente infastidito dal precontatto prima di limare, prima di cancellare il blu bisognerebbe isolare il punto fondamentale sul quale i denti tra loro debbono avere contatto solido; consideriamo che i pilastri dell’occlusione sono le fosse e gli stop di retrusione e i versanti di guida incisiva e canina.
Tutto il resto non ci interessa.
Prima di affrontare il punto di sostegno meglio far piazza pulita di tutti i segni blu anche minimi che circondano il punto che dovrebbe essere salvaguardato fino all’ultimo.
Ricordando che i versanti di contatto sono tra loro curvi e comunque non tutti sullo stesso piano.
Eliminare una fossa in modo eccessivo, uno stop, un versante di disclusione significa ritrovarsi in altri fastidi che non necessiteranno di ulteriori molaggi ma di spessoramenti.
Perché vale la pena di alzare il bite per poi scendere adagio adagio? Perché sui denti si dovrà agire allo stesso modo, rialzandoli più del necessario inizialmente e limando poi precontatto dopo precontatto abbassando. Possiamo rialzare senza aprire assolutamente il morso con la posizione del Bacio corretto.
La fase finale del bilanciamento necessita infatti di molaggi leggerissimi, non di rialzi, salvo casi ben precisi.
Ogni molaggio, ogni rialzo scombussolano comunque tutti gli altri rapporti tra denti antagonisti (dicesi in pratica Effetto Tenaglia che solo noi conosciamo) ma non vi è alternativa.
I denti da considerare sono pochi e i contatti sono minori che in natura ma devono essere precisi e chiari.

Come fare, come capire quale zona della traccia blu va limata per prima in caso di Precontatto?
Come leggere la traccia senza rischiare di eliminare il punto vero e proprio del sostegno indispensabile?
La cartina blu li indica abbastanza chiaramente, ma a volte la sensazione ci confonde.
Bisogna distinguere se la sensazione proviene dalla fossa nell’attimo della chiusura serrata dei denti o dallo Stop mentre siamo in riposo retruso o da altri versanti mentre ci spostiamo per avanzare o per andare in Lateralità.
Osservarsi allo specchio è importante se siamo sotto una buona luce.
Lo specchio diventa indispensabile e così l’uso della cartina che alla fine deve essere trattenuta sotto tutte le cuspidi Palatine contemporaneamente sia in Fossa che lungo lo Stop.
Il che non significa pero’ ancora aver raggiunto il bilanciamento spaziale dell’articolazione.
Questo sarà presente nel momento in cui alla SBARRA avremo 4 denti per parte in contatto CONTEMPORANEO.
Coloro i quali si lamentano della difficoltà del metodo lo fanno perché giustamente l’attenzione e la concentrazione necessari per rilevare Contatti e Precontatti, vuoti e slittamenti impegnano tanto fisicamente e mentalmente.
Ma non vi è altra soluzione, bisogna prenderla come un “gioco”, una sfida propositiva. Non serve lamentarsi. Bisogna costringersi a fare e rifare, a sbagliare, a indovinare, a provarle tutte e ad ascoltare le soluzioni logiche che da anni ha già risolto, chi ha terminato, e quindi evitare di perdere ulteriore tempo.
Facendo attenzione al filtraggio soggettivo delle informazioni selezionando arbitrariamente, cioè considerando validi solo quegli aspetti che sono coerenti con le mie credenze precedenti e convinzioni.
L’apprendere e l’ascolto sono fondamentali.
E’ un impegno che ci renderà molto sicuri di noi, purché abbiamo il coraggio e la curiosità sufficienti per portarlo a termine, fieri e giustamente orgogliosi di essere diventati equilibrati nel corpo e nella mente.
E’ un lavoro al quale non conviene proprio sottrarsi anche se in certi momenti la rabbia nel non capire ci potrebbe far venire la voglia di mandare tutto all’aria. Ma i benefici ci fanno capire che seppur impervia, la strada è quella.
Adriana Valsecchi