
Una mandibola non può che seguire passivamente i rapporti dentari. Quali punti di riferimento saranno validi per determinare uno sbilanciamento? Certo non è la line di un naso storta ad essere un riferimento certo, è cartilagine. Il naso è un punto di riferimento inaffidabile. Egualmente le pupille e la linea interpupillare, sciocchezze di pretese della “posturologia” che non hanno un fondamento stabile, perché appunto esse sono ferme, così come le orecchie ed il naso. Allora perchè vediamo le facce “storte” e come facciamo a determinare tale rilevazione? Semplice: E’ il cranio che si inclina, stirato in maniera asimmetrica dai muscoli, asimmetrici per via dei denti sbilanciati, dei rapporti dentari muscolari disarmonici tra i lati nelle tre dimensioni. E’ quindi il collo che si storce, per effetto dello stiramento dei contatti dentari. La mandibola, essendo mobilissima e bi-articolata è sospesa tra gruppi muscolari bilaterali del volto ma resi asimmetrici dai denti sbagliati. Denti che non andranno a rendere più simmetrico un volto con l’ortodonzia ma solo col bilanciamento. Prova ne è tutte le persone sbilanciate che provengono statisticamente al 90% da ortodonzie eseguite in varie fasi della vita, perfettamente inutili a bilanciare. Anzi, possono aumentare o creare sintomi.
E quindi il naso è lì immobile, le orecchie sono ferme, le pupille non si muovono, sebbene osservando certe foto vediamo un occhio più piccolo dell’altro . Il cranio immobile ed il collo non sono organi affidabili per una rilevazione della propria malocclusione, in quanto in una foto una soggetto può mettersi anche volutamente in posa, bisognerebbe valutare più foto e vederlo nel quotidiano dal vivo. Certo molte foto, assieme ai test muscolari Appim danno idea della situazione, almeno in maniera da focalizzare certe questioni in maniera approssimativa ma velocemente, con una certa precisione.
Ciò che invece possiamo fare è quindi osservare il rapporto Occhi-Labbra, una zona sull’orbita, all’esterno degli occhi, fissa, inamovibile, ed una in basso, all’altezza dei premolari, ovvero la commessura labiale. Sono due punti certi che verificano i rapporti tra le arcate, almeno in senso spaziale con una certa precisione affidabilissima, verificata d’altronde in trent’anni e diverse migliaia di foto delle persone contattate nel tempo.