
Quando la cartina non lascia una traccia chiara o ne lascia due o tre nella zona del precontatto, bisogna incominciare a riflettere sulle traiettorie, presumendo il punto del precontatto nell’attimo in cui muovendo la mandibola si incontra l’ostacolo; limando con cautela la zona interessata evitando di modificare stop e Fossa inizialmente e andando poi per esclusione, verificando dopo ogni ritocco se il problema è presente, se si è modificato o che altro è successo.
Certo va individuato sapendo in quale posizione la mandibola si trova in quel momento, se essa sia arretrata o avanzata o spostata di lato, perché questo aiuta a capire in quale posizione (rispetto alla fossa) dovrebbe venire a trovarsi l’ostacolo, lo specchio sarà di aiuto per questo. Quindi come procedere?
bisogna in pratica imparare a distinguere a grandi linee. Basta inizialmente già questo.
2. Dopo di che si prende la cartina e si va a verificare il dente in precontatto
3. Se esiste precontatto la cartina in quel punto viene trattenuta, solo in quel punto; slitta libera sotto tutti gli altri denti.
4. Nel dubbio si verificheranno i denti a stretto contatto con la cartina uno ad uno, fino a trovare il dente che trattiene maggiormente la cartina usando sempre lo stesso test, ovvero Bacio oppure Coca-Cola oppure protrusione oppure guida canina.
E’ quindi la cartina che deve avere l’ultima parola, perché la sensazione a volte inganna maggiormente con certi denti devitalizzati, corone, ponti od anche senza le suddette questioni. Quindi estrema attenzione a ciò che si sente e ciò che invece la cartina indica. Sensazioni che possono mentire e cartine sono uno dei grandi impegni in chi si bilancia.
Il precontatto è ovviamente sempre uno, e su uno per volta bisogna intervenire. E’ anche vero che possiamo avere più precontatti in bocca, ma uno sarà probabilmente in Bacio e uno solo in Coca-Cola e uno solo in protrusione ecc. ecc. Questo ci aiuta a lavorare secondo una logica chiara e sicura ma probabilmente all’inizio un po’ lenta. Succede ed è normale come imparare a camminare, cantare, suonare uno strumento, imparare una lingua od uno sport. Un precontatto per volta.
Dovrebbe anche essere ben chiaro che non vi possono essere due precontatti contemporanei durante un test muscolare…E’ come se esistessero due cime eguali sul Monte Bianco.
E’ logico però che abbassata una cima, ne risalterà un’altra e cosi via e non dovremmo quindi arrivare ad appiattire tutto il tavolato occlusale, ma rendere superfici rialzate ma comode con il loro stop di retrusione, uno davanti ad ogni fossa di intercuspidazione, fino a quando tutti gli stop di retrusione saranno percepiti uniformi durante le verifiche a guance in tensione muscolare eguali tra loro, e idem le fosse e idem il gruppo frontale.
Adriana Valsecchi – appim / a cura di Carmine Morcone tecnico di bilanciamento 2009-2019