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QUAL E’ IL PRIMO PASSO CHE MI PORTA VERSO LA SALUTE?

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Ogni paziente è un caso a sé, cosi come ogni impostazione è soggettiva e non paragonabile ad un’altra; questo perché è la muscolatura che deve riconoscere infine come corretti i denti con le loro altezze e l’inclinazione dei loro contatti. Ma l’inclinazione che la mandibola assumerà nei confronti della mascella non è assolutamente prevedibile inizialmente da nessuno al mondo, perché il lavoro deve procedere lentamente, e solo la muscolatura può dare la risposta definitiva. Bene, il primo passo da capire è come agisce la muscolatura nell’espressione della contemporaneità dei contatti in bocca? Lo fa irrigidendosi. Essa diventa rigida nella tensione dei nostri test muscolari e cosi denota i contatti carenti sulla base dell’unico dente che contatta. Facile, percettibile ed oggettivo.

Ora, fintanto che la muscolatura nella tensione massima non fa percepire alla persona contatti uniformi, significa che quella dentatura non presenta spessori adeguati; quando però il menisco dell’ATM è deformato dagli anni della malocclusione, la mandibola devia in chiusura e apertura, confondendo chi utilizza i tracciati del kinesiografo oppure alterando ad esempio l’arco gotico; è per questo che esistono pazienti più difficili di altri a cui non si può dare risposta se non grazie al metodo di Occlusione Muscolare.

La tragedia avviene quando la mandibola appare scardinata ovvero quando assume tante traiettorie diverse in apertura e chiusura senza mostrarne una più giusta delle altre. Questi sono i famosi casi irrisolti in cui  non si trova soluzione anche dopo trenta terapie e studi medici. In questo caso i test dell’Appim, grazie alla tensione applicata, impongono alla bocca una sola traiettoria in simmetria, facile da effettuare e da controllare usando sia le dita nelle orecchie sia l’aspirazione.. (Fosse e stop). Quindi come possiamo verificare l’ASSE MUSCOLARE per tornare nella migliore simmetria muscolare possibile?

1. L’asse muscolare corretto lo verifichi con il test di Coca-Cola e così facendo ritocchi gli stop di retrusione esistenti, quello più alto degli altri.

2. Il problema principale però è la posizione del mento-fosse e qui inizialmente bisogna fidarsi del rapporto tra incisivi superiori e inferiori; ovvero non bisogna formare delle fosse sulle resine morbide che allontanino troppo gli incisivi inferiori da quelli superiori stringendo in icp, distanziandoli troppo.

3. Conformate le fosse, lo scivolamento normale da fossa a retrusione deve essere quasi immediato ma non tale da creare fastidio muscolare o sensazione di blocco o muro. Quasi immediato ma percettibile e comodo.

4. Il tutto ad un certo punto andrebbe valutato con il rilassamento profondo (test di controllo come la Sbarra) e volendo questo test è fattibile. Un sonno di pochi minuti anche a testa appoggiata di lato; un risveglio cauto ed una verifica a testa, collo e schiena diritta contro lo schienale, vale una sola volta. Ora, se la chiusura avviene sulla verticale delle fosse di intercuspidazone senza deviazioni o scivolamenti, le fosse e il mento sono corrette, vanno bene e si può procedere. Lo stop di retrusione a questo punto ha un punto di partenza sicuro. Il resto del bilanciamento sarà più sicuro e facile. Se invece non si sa da dove partire come rapporti tra le arcate e i denti anteriori, ci saranno sempre problemi.

5. A fosse posizionate bene corrisponde anche un asse di centrica corretto che va pero’ perfezionato con gli stop altrettanto in asse, e cioè non ci devono essere movimenti o alterazioni nell’escursione..Aperture e chiusure che non devino la mandibola nella retrusione nè nella protrusione o lateralità.

Questo perchè i condili della mandibola non hanno alcuna funzione se non quella di trattenere la mandibola alla mascella grazie ai legamenti che li avvolgono, ed hanno però sei gradi di libertà, il massimo consentito  in natura.
Pertanto non parliamo più di condili, che sono solo delle propaggini ossee che debbono trovare spazi adatti necessari al riposo e  che devono principalmente rispondere alla movimentazione in simmetria muscolare ma attenzione, non certo anatomica vista la loro forma deformatasi negli anni della malocclusione e visto che le fosse glenoidee si sono conformate ad essi sin dall’infanzia.

Pertanto noi abbiamo necessità di usare i muscoli dei quali disponiamo e nella tensione fidarci dell’impostazione che essi danno all’articolazione temporo-mandibolare e non ci basta forse ricercare le simmetrie di contatto spessorando i denti inferiori in modo che si riflettano sulla postura positivamente? Che cosa vogliamo di più? Per ritornare diritti e far funzionare il corpo in simmetria tutte le prove muscolari devono coincidere.
E’ tutto molto logico e chiaro.

buon bilanciamento

A. Valsecchi – 2009 editazione 2019 Carmine Morcone- tecnico di bilanciamento 

 

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