
Il fatto che i danni caratteriali siano reversibili con il bilanciamento mandibolare, significa che i percorsi e i collegamenti risentono di stimoli anomali, e dovremmo quindi riscrivere un po’ la storia della psicodinamica. La mandibola sbilanciata opera quindi soltanto un’azione di disturbo. Corpo e psiche sono un tutt’uno strettamente collegato. Il malessere fisico influenza il soggetto deprimendolo anche psicologicamente. La mandibola sbilanciata invece, se non fa male a livello del viso, non influenza la psiche a livello conscio. Essa lo fa a livello inconscio, facendole a volte perdere il senso della misura in maniera tipica.
Il fatto che i vari tipi di anomalìa psichica e di comportamento possano essere catalogati e raggruppati in alcune decine e non in diverse migliaia, perché intervenire sul cervello quando i farmaci possono rendersi utili alterando comunque la lucidità dei pazienti?Boncinelli parla in uno dei suoi libri di una zona specifica che produce ilarità ad una leggera compressione, in altri studi vi sono aree corticali specifiche, ma noi pazienti ci siamo accorti ad esempio che già ad un buon livello di bilanciamento cambia il modo di ridere, non si sorride più…si ride proprio di cuore anche per cose da poco. E’ vero che anche alcuni malocclusi hanno questa dote, di saper ridere senza forzature e teatralità, ma la stragrande maggioranza della popolazione non è più capace di ridere, sorride soltanto e con fatica. Così come esiste quindi un punto del cervello che può scatenare ilarità, sicuramente ne esistono altri che ad una compressione possono scatenare reazioni violente, o cupidigia o depressione, ma visto che nessuno può immaginare di dover intervenire sul cervello che oltretutto non ha terminazioni dolorifiche anche quando certe sue funzioni vengono colpite, consideriamoci fortunatissimi potendo oggi contare sul bilanciamento muscolare della mandibola; certo con questi discorsi stiamo mettendo i medici in difficoltà…stiamo favorendo i dentisti che però non se ne intendono di bilanciamento e quindi siamo punto e daccapo.
Un altro aspetto da chiarire è il seguente: Come mai un disturbo iniziale quale la timidezza eccessiva del ragazzo si trasforma in età adulta spesso in panico e incapacità a relazionarsi con gente sconosciuta? Come mai cioè un disturbo iniziale leggero diventa poi con il progredire dello sbilanciamento un disturbo che paralizza la mente? Il circuito nervoso alterato già inizialmente da uno sbilanciamento genetico come fa a peggiorare così tanto negli anni da impedire una vita normale, tanto da far pensare che l’accumularsi di stimoli abbia messo in crisi tutto il circuito stesso. Facendo un paragone un po’ superficiale, si potrebbe dire che così come un sovraccarico dentario provoca dopo poche ore o giorni lo scatenarsi di dolore sulla gengiva tanto da impedire la masticazione. Così un sovraccarico di impulsi diretti al cervello impedisce allo stesso di funzionare in modo efficiente. Un altro esempio: Una scarpa stretta inizialmente vi permette di camminare, ma dopo un’ora o un giorno il fastidio è tale da non riuscire più a poggiare il piede per terra né a muovere le dita del piede. Se è vero che gli organi del corpo sono costituiti da cellule e così il cervello, non riesco a capire quali sono visivamente i canali di scorrimento degli impulsi elettrici che si propagano dalla muscolatura su verso il collo con destinazione materia cerebrale? Un ultimo dubbio : Come possono gli impulsi elettrici in eccesso alterare i prodotti ormonali tipo ansia, stress, aggressività, depressione, via via peggiorandoli negli anni, e questo solo in alcuni individui particolarmente sensibili…e non in altri invece sofferenti di asimmetrie magari ben peggiori? Tutti questi dubbi dovrebbero essere sciolti dalla vera ricerca medica indipendente, che in questo senso non esiste.
I disturbi psicologi, al contrario di quelli fisici, non sono proporzionati alla gravità dello sbilanciamento muscolare della mandibola. C’è chi mantiene inalterato cervello, sesto senso, fiuto, anzi vede l’accentuarsi di certe sue doti mentali, e sa fare un’analisi giusta delle situazioni usando il buon senso e facendo il calcolo delle probabilità, soprattutto in fase giovanile, poi pian piano o in un lasso di tempo molto ristretto anche qualche mese o pochi anni, accade un decadimento a scapito del maloccluso apparentemente inspiegabile C’è invece chi è meno pragmatico e si lascia trascinare dal pessimismo, dal timore di non essere all’altezza, dal desiderio di rinunciare a priori per evitare delusioni dolorose, dalla convinzione che, là fuori, sia tutto brutto e tutto incomprensibile, basta poco a volte se l’ipersensibilità oppure l’orgoglio sono dominanti..
Ci interessano il carattere, la personalità, la sua instabilità, il fatto che sia difficile da capire e da inquadrare il suo essere anomalo, imprevedibile, poco controllabile, bene, queste caratteristiche non sono il frutto di una volontà personale nel distinguersi. Queste caratteristiche lo accompagneranno per tutta la vita, subendo in molti casi un peggioramento che risulterà faticoso e doloroso da sopportare, perché il maloccluso ha una sensibilità particolare, si rende conto di essere un po’ diverso rispetto agli amici, anche se gli piace in fondo esserlo, anche se invece a volte non vorrebbe ammetterlo.il punto è che il maloccluso che abbia superato una certa soglia limite non può più cambiare in peggio. Non servono i trattamenti e le sedute di analisi, certo ammesso che si renda conto dei suoi difetti e voglia affrontarli con l’aiuto di un psicologo. La personalità del maloccluso lo condiziona tutta la vita, e non potrebbe essere diversamente, ma con la riabilitazione muscolare il maloccluso cambia completamente carattere; anche in famiglia non lo riconoscono più, è una sorpresa piacevole. Qualcuno azzarda persino ipotesi strane sul cambiamento avvenuto; prima era irascibile, timoroso, ansioso, incerto, suscettibile….ma anche impetuoso, generosissimo, tirchio, megalomane. Con la riabilitazione perderà tutte queste caratteristiche. mentre i malocclusi hanno un carattere diverso da individuo a individuo, i benocclusi hanno TUTTI lo stesso carattere senza molta differenza alcuna tra di loro. Diventano persone più semplici, avendo lasciato alle spalle quell’intricato bagaglio nervoso che complicava loro la vita. C’è solo da provare l’autoriabilitazione per capire quanto semplice diventa vivere ed affrontare la gente.