
Immaginiamo un gioco dove a voi vi viene assegnato un oggetto, un vaso e ad un’altra persona vostra amica la possibilità di comprarlo. Un gioco del genere si può trovare spesso nelle neuroscienze e tra premi Nobel proprio per comprendere i motivi reconditi e le sottotracce delle nostre scelte.
Precisato che il vaso è il vostro, scrivere su un pezzo di carta il valore dell’oggetto tale da potersene liberare. All’altra persona verrà chiesto invece il prezzo scritto di una valutazione al fine di comprarselo.
Insomma, bisogna trovarsi alla fine del gioco, con in mano o una certa somma di denaro oppure la tazza. Cosa succede in genere?
Nella maggioranza dei casi chi vende (in questo caso tu) preferisce tenersi la tazza. Ma non basta, vedrete che il prezzo medio indicato dai venditori è sempre maggiore di quello dei valutatori. Perché? Semplice: il fatto che un oggetto sia MIO, anche se non mi ci sono ancora affezionato e anche se mi porta letteralmente a stare male, ne fa aumentare il valore ai miei occhi. Diventa un tesoro.
E’ difficile quindi separare il valore AFFETTIVO da quello EFFETTIVO. Questo succede in tanti campi della nostra vita.
Se sostituissimo l’oggetto Vaso con la parola Salute, Corpo, Sintomi, ne avremo lo stesso risultato.
La persona preferisce, per il solo fatto di possedere certe malattie che però sente SUE, tenersi volentieri, non pensare di sbarazzarsene se non in ultima analisi, con la pistola puntata alla tempia, e solo per estrema necessità di vendita, la malattia, i sintomi, e i limiti nel corpo dovuti tutti allo sbilanciamento di bocca.
Adoriamo quindi le nostre malattie così tanto che, dopo un po’ ci sembrano connaturate, così come certi tratti di comportamento, certe ansie, certe fobie, certe paure e rabbie inconsce che quando vengono fuori diventano:
“Sono fatto così…”,
“Non guarirò mai..”,
“Andrà sempre peggio…” ,
“Che vuoi fare, è la vita…” ;
Eppure basterebbe restituire il proprio Vaso, con un giusto prezzo e godersi la vita. Noi abbiamo pensato nel secondo modo. Da cui la domanda iniziale viene ribaltata in:
Perchè non vogliono guarire?