
PERCHÉ HAI UNA CONOSCENZA LIMITATA?
Il caso limite ma che si può notare in tutti coloro che iniziano il percorso APPIM è quello dell’incapacità precedente di vedersi dall’esterno, indipendentemente dalle consuetudini date per scontate. Ci si guardava ma non ci si osservava esattamente, dando per ovvie cose, lo sbilanciamento che deforma viso e corpo che però ci sembrava “normale”. Fino al momento in cui si comprende che “normale” non lo è.
In questo senso il paziente irrisolto che non conosce Appim è sullo stesso livello del presunto luminare in gnatologia. Entrambi credono di sapere, l’uno di sé e l’altro, di tutti gli altri.
“Ma chi crede di conoscere molto, avviene perché le sue conoscenze, soprattutto di se stesso, coprono un’area molto modesta”. (Legrenzi, Umiltà – Molti inconsci per un cervello, ediz. il Mulino 2018). Non parliamo di chi pensa di conoscere tutti gli altri pazienti a priori…
Le aree di confine ristrette della conoscenza gnatologica errata inducono quindi a credere che si sappia tutto il conoscibile, che quanto è necessario è stato già dato e che il futuro dei pazienti è replica pedissequa del passato.
Finché incontra un paziente che di Appim sa qualcosa…
Lì avviene il cataclisma conoscitivo e la pietra di paragone tra la conoscenza complessa e quella complicata, illogica, non chiara e non verificabile.
Sia il paziente ignaro e il professionista potranno certamente continuare ad agire come prima, un po’ per superbia, un po’ per ingenuità, sottovalutando i veri competenti perchè si sentono all’altezza delle loro aspettative. Potrebbe trattare i pazienti attivi appim con sufficienza ma le soluzioni e le strategie semplicistiche sono condannate al fallimento certo in un mondo complesso come quello dell’occlusione, in cui appim domina.
E i problemi ulteriori derivanti dalle terapie errate o dal non fare nulla per i pazienti o nel continuare a proporre le stesse riabilitazioni sbagliate per i professionisti, verrà imputato dai primi alla cattiva sorte, alla vita malvagia, dai secondi colpevolizzando i pazienti ma non le proprie manchevolezze conoscitive.
Abbiamo quindi tutti grande margine di miglioramento per conoscere sempre di più. Buon Bilanciamento.
Carmine Morcone Tecnico di Bilanciamento – appimlab 2018