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OGNI QUANTO TEMPO DEVO BILANCIARE IL BITE?

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bite in via di bilanciamento
bite in via di bilanciamento

Adriana ci ricorda che  l’autobilanciamento non sarà una passeggiata.
sarà un impegno duro, che vi toglierà tante ore di riposo, che avrà bisogno di pazienza infinita, che vi farà diventare pignoli e testardi proprio perché ne va di mezzo il vostro futuro…
Impossibile sarà lasciarlo a metà. Impossibile sarà dimenticarsene e rimandare al mese successivo, all’anno successivo…
Il bilanciamento va effettuato giorno per giorno non appena vi accorgerete che il bite presenta qualcosa che vi infastidisce o che non vi convince, trapano sempre pronto, cartine blu, resine a freddo…questi saranno i vostri compagni dei prossimi mesi.
Poi nel momento in cui avrete capito, in quel momento potrete incominciare a rilassarvi…e direte ma come ho fatto a non capire prima, ma come ho fatto a complicarne tanto gli aggiustamenti.. in fondo è un gioco da ragazzi .

E’ un puzzle a cui arriviamo quando ormai ci hanno scombussolato tutti i pezzi…all’inizio ci vuole un sacco di pazienza per ritrovare il bandolo della matassa ma poi tentativo dopo tentativo la chiave di volta arriva, ogni occlusione ne ha una e solo una…e da li e’ tutto più semplice, afferma Isabella .

Carmine afferma che, Infatti, non si può assolutamente rimandare e riprendere. Bisogna iniziare e continuare fino alla fine, facendo leva sui consigli dati tutti i giorni per anni e anni e gli incontri, sacrificando ore la mattina presto o la sera tardi, i giorni liberi, le feste..per i primi tempi. Non tanto per la difficoltà ma per l’urgenza di una situazione troppo avanzata. Però già a metà strada non serviranno più consigli strettamente tecnici ma piuttosto ragionare come completare, come velocizzare al massimo la modifica in un pochi minuti, il sostegno morale. Certo Isa noi abbiamo il dovere di dire la verità, non bacchette magiche o pozioni energetiche e tentare la fortuna. Quelle le lasciamo agli altri. E’ una tentazione forte e una grossa illusione quella di pensare che un dentista possa conoscere meglio di noi l’occlusione, ammesso che il paziente sia Appim a tutti gli effetti e abbia compreso appieno il metodo. Perchè si dovrà accontentare necessariamente di soluzioni, se va bene, appena sufficienti. Almeno per i nostri standard altissimi.

a cura di C. Morcone , 2015 

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