Vilayanur S. Ramachandran

PAROLE CHIAVE: NEUROSCIENZA – ESPERIENZA – CERVELLO – BILANCIAMENTO – MALOCCLUSIONE – PERCEZIONE
Nel CERVELLO si trovano strutture che permettono ad eventi occorsi molti anni fa di continuare a produrre effetti nel tempo. La connessione CAUSALE in eventi molto lunghi creano dubbi e diffidenze perché nel percorso degli eventi, è facile che un evento possa disturbare la catena lineare tra Cause ed Effetti. Tuttavia i Test muscolari APPIM creano da subito le condizioni percettive e quindi rielaborando e riorganizzando percezioni che mai si erano considerate. Questo cambia anche lo stato e gli scambi a livello di reti neuronali biologiche. La persona che testa su di sé, ammesso che ragioni attivamente sui propri sbilanciamenti, non è e non sarà più la stessa. Si accende il circuito elettrico, da off a ON. L’oggetto mentale NON ESISTE finchè all’interno del CERVELLO non interpreta il prodotto della percezione. In pratica però, visto che non siamo MAI stati educati alla percezione precisa della simmetria di contatti e sfioramenti, riconosciamo solo ciò che è vicino alla categoria più immediata, ovvero il Dolore. Man mano che si inizia nel bilanciamento si percepiscono cose diverse che vanno interpretate; sensazioni miste, di comfort e dis-comfort, da stabilizzare. Chi prosegue nel Bilanciamento percepirà sempre più e sempre meglio, questo crea la distanza tra un ottimo lavoro (il nostro) ed uno invece mediocre e tutto da verificare.
Siamo stati NOI i primi e gli unici a verificare certe questioni di neuroscienza ancora inverificate. Come? Con l’elaborazione completa della Percezione Spaziale tramite le sensazioni dei denti. Mai si era pensato a questo. L’analisi delle relazioni tra stimoli e spazio, soggetto ed oggetto, e rielaborazione nell’insieme. E non solo. Da qui rieducare il tutto e in autonomia. “I denti non hanno occhi” dice Adriana Valsecchi. Non ci sono studi che verificano nettamente la questione, ovvero nessuno ha mai capito, finora che esiste e si può verificare un meccanismo del cervello che decide quando qualcosa fa parte dell’esperienza e viene collocato nella memoria. Forse per questo, è una ipotesi, è difficile nel complesso ed inizialmente rielaborare verbalmente, col linguaggio, certe sensazioni di contatto e sfioramento. E’ per questo motivo che consigliamo in maniera netta di scrivere sempre le rilevazioni precise delle sensazioni dei test muscolari, per creare un ambito mnemonico ed esperienziale armonico.
L’inaspettata connessione tra stimolo, memoria ed esperienza, non presente ancora nelle strutture neuronali della persona obbliga la persona a creare un mondo di idee, termini e fatti e spiegarseli e spiegarli. Il paziente bilanciante si muove quindi in una “terra di nessuno” dove niente è stato tracciato prima, ed è meglio che il pregresso delle concezioni errate e-o confuse siano del tutto eliminate per non ricorrere ad errori di valutazione (vedi chi ha fatto e seguito tante, troppe terapie, fa fatica ad adeguarsi ad una omogeneità di linguaggio coerente), sempre dietro l’angolo. Nessun esterno può quindi fattivamente accedere al mondo del paziente gnatologico, nemmeno volendo. Si può solo insegnare a crearsi un universo di segni, dandogli senso.
Carmine Morcone , 2016 appimlab