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MALOCCLUSIONE, NESSUN SACRIFICIO MA COLLABORAZIONE

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I pazienti vengono da millenni sacrificati sull’altare della Scienza per migliorarla e fare in modo che le terapie e le cure, arrechino i risultati migliori possibili e che le persone siano in Salute, sfrondando degli errori di valutazione, diagnosi e terapie per le generazioni future, più che per la propria… il che non significherebbe in teoria, stare “meglio” o “alleviare la sintomatologia” e nemmeno accontentarsi dei risultati e sperare che il paziente l’accetti.  

La persona malocclusa, sbilanciata, percorre in genere due strade: i sintomi pervadono l’essere giorno dopo giorno, con alti e bassi, dalla giovinezza fino alla vecchiaia, un livello di qualità della vita bassissimo ma in virtù della medicina, la vita media è aumentata, facendo sì sopravvivere il malato ma con malattie gravi a livello nervoso, muscolare, scheletrico, ormonale, patologico. Oppure succede che la persona arriva fino ad un certo livello di resistenza e sopportazione fisica e nel contempo emotiva e poi crolla. Eppure queste persone erano piene di diagnosi, diagnosi, diagnosi e terapie…Cure che non avrebbero dovuto apportare, in teoria, a stare “meglio” o “alleviare la sintomatologia e nemmeno accontentarsi dei risultati e sperare che il paziente l’accetti. Non solo, perlomeno..sarebbe una immensa montagna costruita sul “tirare avanti”, sulla sommatoria di esami strumentali che non risolvono semmai diagnosticano ma essendo macchine sono tarate non sulla persona ma su una ipotesi. La scienza non è questo. Non possono i pazienti accettare quello che vedono o non vedono i medici..perché i denti non hanno occhi e la muscolatura è personale, così come le sensazioni, anche se i contatti sono contatti, non opinioni. Perciò la collaborazione paziente attivo/medico è fondamentale e il dialogo serrato e produttivo è ineliminabile per creare responsabilmente fiducia e benessere reale. 
Andando a vedere le bocche di queste persone, vi si troverà la causa scatenante o quantomeno una concausa..non solo denti, denti e occlusione ma senza denti sani non si ha occlusione e solo con i denti la stessa può non armonizzare adeguatamente, come sappiamo ai test muscolari in tensione.

©foto Appim
©foto Appim

Eppure essi utilizzano pagine e pagine sulle riviste e testi per spiegare i sintomi e poi glissano volentieri sulle terapie e sulle metodiche e su tutto il resto. Non si può stare mesi a perdere tempo nel fare anamnesi accurate. E’ pur vero che il percorso riabilitativo è difficile per chiunque, ma da qui a insistere sui sintomi senza saper diagnosticare l’entità reale dello sbilanciamento mandibolare, senza neppur voler affrontare l’argomento con i piedi per terra parlando di manovre seriamente, siamo sicuri che siano bilanciati? Ma perché non sperimentano su se stessi prima di scrivere? Parlano di farmaci che hanno guarito, guarito che cosa, la MALOCCLUSIONE ? Impossibile guarire le persone quando neppure di contatti occlusali sanno discutere in termini chiari. Non ci danno, nella stragrande maggioranza, info sicure sullo sbilanciamento di quelle bocche, ma parlano solo dei disturbi, non danno dati sul tipo di deviazione mandibolare o di alterazione Antero-Posteriore e Latero-Laterale e vogliono che il lettore presuma che le riabilitazioni siano andate a buon fine. I pazienti sono noiosi, è vero, saranno anche fissati…è vero, visti i disturbi, ma i pazienti odontoiatrici da chi debbono recarsi allora? Dallo psicologo, dal neurologo, dal reumatologo, dall’oculista, dall’endocrinologo, dal posturologo, dall’osteopata, dal fisiatra, dall’agopuntore, dal massaggiatore, dal logopopedista, dallo psicologo, tutti bravi….ma se il problema è un problema creato dai denti, il paziente che le ha provate tutte, che fa ?

Sull’altare della gnatologia, i martiri paganti e involontari non si contano. Questo, se da un lato è il prezzo (altissimo e non valutabile perchè i danni e le recidive si riscontrano anche dopo anni, anche decenni) da pagare da parte dell’umanità per migliorare le tecniche, dall’altro non è possibile che le persone non abbiano ancora su larga scala gli strumenti per comprendere il proprio sbilanciamento, i denti a contatto, come e dove e perchè…come noi proponiamo. Ovvero la conoscenza diretta e le implicazioni nel corpo e nella mente dell’ingranaggio della propria bocca e se del caso operare su di sé in maniera conscia e consapevole e dopo un percorso teorico-pratico serio e rigoroso, al fine di guarire e tornare a vivere.

Per qualche Isacco che scende integro dall’altare del sacrificio, dopo aver sofferto le durissime fatiche della montagna, accompagnati, tantissimi altri pazienti inconsapevolmente o illudendosi di risolvere, verranno sacrificati. Inutilmente.

©2004, 2015  A. Valsecchi  – C. Morcone (a cura di C. M.) Appim

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