La persona che cerca di comprendere l’universo della malocclusione, dell’asimmetria mandibolare, dei contatti dentari..della gnatologia, deve imparare a distinguere che cosa è solo nei suoi pensieri e desideri, ovvero cosa è percepito realmente e cosa “sembra”, riconnettendosi con quelle sensazioni perse oppure mal recepite sin dalla più tenera età.
Il neonato per diversi mesi e fino a totale svezzamento pur senza dentatura immediatamente e per istinto, cerca di porre le arcate in intercuspidazione e/o retrusione, il seno della madre sopperisce allo spessore dentario mancante, anche grazie alla lingua, così come nell’anziano. Così il neonato si nutre e grazie ai movimenti mandibolari continuativi e ripetuti ritmicamente si riposa profondamente. il pollice in bocca poi significa che il dito o la lingua nell’adulto edentulo, distanziando le mascelle, gli dà sollievo e sostegno muscolare. Ma non è un sostegno certo, perchè quello deriva solo dai denti e dalla stabilità dei contatti.
A denti bassi o inesistenti non si possono chiudere le arcate dentarie se non portando in sofferenza i legamenti che ancorano i condili al cranio.
Le ripercussioni avvengono sul collo e sulla postura e sui condili che si deformano per adattarsi al tetto della cavità glenoidea.
Per imparare però a concepire il proprio Sbilanciamento e successivo riposizionamento mandibolare, il soggetto umano ha bisogno della Ripetizione. Innanzitutto ripetizione dei test muscolari di controllo e poi, sicuramente, una costante ripetizione dei concetti e cosa essi vogliono significare, il porsi domande e rispondersi seguendo le indicazioni certe della sensazione fisica sottile, sapendo che nel mondo della percezione, i millimetri in bocca sono come metri. E’ un mondo sofisticato e sensibilissimo per chi lo conosce. Serve tempo per entrare nel meccanismo della propria bocca. Non difficoltà, solo tempo.
Non a caso i movimenti ripetitivi, come si diceva, sono sempre presenti nella vita dell’uomo, ineliminabili, dalle pulsazioni del cuore fino alle pulsioni sessuali e mentali, non a caso l’istituzione scolastica che è la base della cultura umana è alla fine un strumento di mera ripetizione di concetti che abbisognano di venire assimilati attraverso la ripetizione. Una ritornare sugli stessi concetti stimolando la personalità unica della persona.
Attraverso la ripetizione dei concetti che qui si danno si attiva la logica di pensiero e se le condizioni sono favorevoli anche dare il proprio apporto personale per individuare e arrivare ad una una reale percezione fisica e di conseguenza logica del proprio Sé.
Il maloccluso più di altri abbisogna di ripetizione di concetti perché vengano assimilati, essendo nuovi e provenendo da una vaghezza culturale e da una confusione generata da tanti fattori. Questo perchè è impossibile concepire qualcosa che non si conosce se non con elementi che già si conoscono..per questo i nomi “Bacio”, “CocaCola”, “Altalena”, “Sbadiglio” sono nomi quotidiani che dovrebbero essere facilmente recepiti da tutti. Piuttosto che elevare secondo nomenclatura per molti ostica, essi hanno nomi comuni per andare incontro a tutti.
I test muscolari non appartengono all’esercizio fisico, pur essendo tensioni muscolari di pochi secondi, si ragiona in termini di auto-costruttività e regolazione autonoma del corpo e non tutti sono capaci di ciò, ma nondimeno a tutti deve essere data questa opportunità in maniera democratica e senza filtri né segreti o nascondimenti di sorta. Non esistono segreti inviolabili o verità nascoste.
Ora, se i movimenti della mandibola sono circolari e semicircolari è anche vero che i sintomi sono circolari, in un eterno quanto sempre più logorante ritorno dei sintomi, dove quindi la ripetizione assume un carattere filosofico kierkegaardiano, dove la stessa circolarità del tempo e dei sintomi e della vita assume un carattere simbolico e concreto dove l’essere umano cerca di porre freno a questa circolarità risolvendo i sintomi e se non è possibile non morire, è certo possibile vivere meglio. Ed è questo il compito che ogni essere umano dovrebbe prefiggersi. Ed è questo che noi, col nostro operato, esprimiamo.
Il ripetere concetti discorrendo da vari punti di vista fa acquisire una conoscenza profonda dell’architettura della teoria di occlusione muscolare. All’inizio tutti partono da zero. A scuola, nle lavoro, finanche nel tempo libero..E’ l’unico modo per ottenere i risultati voluti. Per cui, uando sembra di aver ripetuto abbastanza spesso i TEST MUSCOLARI APPIM (Sbadiglio, Bacio, CocaCola, Altalena e poi come controllo la Sbarra e il Rilassamento Profondo), tanto da saper percepire, distinguere, e descrivere a voce in maniera precisa i vari contatti, quando i concetti di base qui taggati sul blog sono stati ben assimilati, quando si ha abbastanza coraggio per capire la propria bocca pur con grandi lacune che verrano colmate col tempo e le discussioni, e si avrà la netta sensazione di una certa noia continua di termini e discorsi, ecco quello sarà il momento in cui si possiederanno tutti gli strumenti minimi per essere autonomi. L’umanità ama la ripetizione, usiamola.
© 2014 C. Morcone – APPIM