L’intuito ci aiuta solo se lo possediamo, la ragione non basta, il coraggio di fare un salto nel vuoto non è da tutti, il timore predomina negli incerti e la soggezione nei protocolli (benché tanti e contraddittori) la fa da padrone; i dubbi ostacolano l’azione.
La disperazione è un’indispensabile spinta. E’ il principio delle Simmetrie è la nostra sicurezza che ci da luce sufficiente. Senza di ciò nessuno prenderà mai in mano trapano incisore e resine o composito, concentrandosi sulle manovre muscolari. Bisogna essere affamati d’aria per respirare a fondo, bisogna essere disperati per imparare a bilanciarsi da soli, superando gli ostacoli del cammino; disperati e intelligenti, disperati e disposti a tutto pur di andare avanti, pur di non arrendersi. Dedicando ore e ore al giorno a quei millimetri quadrati del bite prima, alle sensazioni di contatto, alle simmetrie di funzione, alle traiettorie sulle resine, all’eliminazione dei precontatti in bilanciamento spaziale, ai ragionamenti logici che ci salveranno.
Siamo stati i primi a farlo in maniera così completa e rigorosa dal 1991 ed è stato chiamato Metodo di Occlusione Muscolare.
Solo dei disperati bisogna essere stati, per essersi imbarcati nell’avventura e per essere riusciti a vivere e lavorare durante le fasi del bilanciamento, mangiando poco, dormendo poco, stanchi ed esausti. Non c’era scelta. Ma poi, una volta entrati nel meccanismo, l’impegno diventa una sfida, uno scontro tra la mente e i denti; ove il corpo deve riuscire vincente, ove la soddisfazione di sapere fare ripaga ampiamente, ove abbandonare a metà dell’opera dopo aver avuto inizialmente tanto coraggio, diventa impossibile, assurdo.
©1998, 2015 A. Valsecchi (a cura di C.Morcone)