Le regole sono poche e semplici.
A – A mandibola retrusa (in riposo retruso o Relazione Centrica) i denti laterali debbono contattare tutti contro i relativi stop di retrusione.
A’ La cartina blu deve poter essere trattenuta dente dopo dente.
B – A mandibola con denti serrati in Intercuspidazione (icp ovvero Occlusione Centrica) la cartina blu deve essere trattenuta in ogni fossa dente dopo dente.
B’ La cartina che slitti fuori libera da una fossa a denti stretti denota una fossa troppo profonda da colmare. Se invece slitta fuori libera da tutte le fosse meno una, significa che esiste una fossa troppo alta da abbassare.
C – Nel portare il mento in avanti alla ricerca della Guida Incisiva lo sfioramento unico e indispensabile è tra gli incisivi centrali in Protrusione.
D – Nel portare il mento leggermente di lato, nella prima fase della Disclusione Laterale o Guida canina lo sfioramento deve avvenire contemporaneamente solo contro l’incisivo centrale e l’incisivo laterale.
E – Nel portare il mento invece tutto di lato in Guida canina, solo il canino deve lavorare con l’antagonista fino alla fine della Disclusione. Tutti gli altri denti debbono essere tra loro staccati. Quindi niente guide di gruppo. Il canino è e deve essere un dente indipendente, lo dice l’anatomia e la sua funzione rispetto agli altri denti.
Se ogni dente è stato impostato geneticamente per svolgere una certa funzione all’interno dell’ingranaggio dentario, significa che il suo ruolo deve essere reimpostato secondo quelle regole per salvaguardare la sua stabilità e la salute delle gengive.
Precontatti o assenza di sufficienti sfioramenti vengono evidenziati non solo dal fastidio fisico, dal bruciore, dalla retrazione gengivale o dalla rotazione dei denti; ma anche dal possibile impedimento a livello della spalla, del braccio o dell’anca, dall’irrigidimento del collo, dal fastidio ad un occhio o all’orecchio. Riflettere sulle traiettorie anche anteriori, dando ad ogni dente la possibilità di svolgere compiutamente il proprio ruolo, senza costringerlo a forzare, significa agevolare la postura e la funzione di tutta la dentatura.
Vietato impostare un’occlusione su impianti o su protesi secondo gli schemi abituali di certe scuole condannano i pazienti ad incurvarsi sempre più o un rialzo incontrollato del morso, in un crollo psico-fisico senza ritorno, oltre che testimoniare in tal modo incapacità di agire.Oggi l’unico modo per non avere più paura di perdere la salute è pensare che essa è influenzata dalla mandibola.
Essere pazienti in auto-riabilitazione può essere l’orgoglio di una vita; ma quando chi parla di benessere e guarigione ignora le regole di Occlusione Muscolare date qui e i test muscolari, allora non bisogna temere, opponendosi a certe terapie riabilitative, anche di passare per presuntuosi e contestatori.Esistono in Italia almeno cinquanta milioni di pazienti potenziali, dei quali almeno quaranta milioni soffrono di disturbi di varia entità imputabili soltanto ad una mandibola e ad un corpo sbilanciato; ma purtuttavia non collegabili ad essa esplicitamente per incapacità a distinguere da parte di chi non conosce le regole suddette. Il mezzo per rimediare a tutto ciò è uno solo: preoccuparsi di rilevare le asimmetrie di contatto ed evitare di danneggiare ulteriormente se stessi e gli altri evitando il metodo di rilevazione.
Ma per curare e guarire occorrono capacità che può avere solo chi si avvia all’auto-bilanciamento e il tecnico che segue la persona stessa. E se le capacità necessarie neppure tutti i pazienti le avranno completamente, gli incontri servono ad iniziare e proseguire fino a fine auto-riabilitazione in collaborazione col tecnico di bilanciamento e il dentista di fiducia. E’ l’insegnante che può valutare, in accordo con la persona che si bilancia, la fine del percorso, non la persona stessa in corso d’opera per non arrivare a peggiorare o arenarsi in situazioni semplici che sembrano complicate…Certo la situazione sarà tragica e di rassegnazione per molti che non sapranno o non vorranno fare. (C. Morcone)
Ma anche ammettendo che non tutti possano riuscire, servirà sempre considerare che lo sforzo mentale utilizzato per capire i test e le asimmetrie di contatto e per affrontare una parziale auto-riabilitazione sarà comunque un fatto positivo che costituirà, mal che vada, un passo all’indietro davanti all’abisso spalancato. All’inizio di un’ era che, seppur densa di progressi scientifici, vede l’uomo già avviato ad una trasformazione negativa, noi dobbiamo dare l’esempio e far capire che il paziente ai primi successi riabilitativi non è più un paziente normale.
E’ qualcosa di più, Diventa di un’altra pasta, di un’altra anima, di un’altra forza combattiva, esprimendo la parte migliore di sé. Tutto gli è chiaro, anche quello che verrà. Non ha illusioni: sa, anticipa, prevede e morde il freno nell’assistere al torbido pasticcio nel quale affondano e affogano malamente quei malocclusi che incontra giorno dopo giorno, in ognuno dei quali non deve poter più riconoscere se stesso.
A. Valsecchi – 2005 -2019 – C. Morcone tecnico di bilanciamento ove citato.