
Mantenere il bite il piu’ basso possibile.
Non serve spessorare il bite in modo tale da distanziare i denti anteriori esteticamente: il bite dovrebbe quasi non vedersi sorridendo.
Gli incisivi superiori debbono sì permettere al margine del bite inferiore di sfiorarli, ma ad un occhio superficiale le labbra semiaperte nel sorriso debbono mostrare denti, solo i denti.
L’inclinazione da far raggiungere alla mandibola-condili non richiede un allontanamento dei condili dalla cavità glenoidea. I condili infatti non scendono dalle cavità con spessoramenti ragionevoli del bite o dei denti, ma assumono soltanto una diversa inclinazione.
Se veramente i condili dovessero abbassarsi rispetto alla cavità per effetto di forti spessoramenti, l’allungamento dei muscoli avrà come sicuro risultato una tensione e una difficoltà nel masticare cibo mediamente voluminoso. E’ vero che i muscoli sono elastici, ma esiste sempre un limite al loro allungamento, pena uno stato di malessere che alla lunga esplode e renderà nevrastenico anche il più’ calmo dei soggetti.
Bilanciare un bite è un lavoro da farsi dopo aver individuato le fosse carenti di spessore, utilizzando cartine e manovre di controllo per individuare i punti da spessorare, manovre di controllo fatte possibilmente a tavolino tenendo d’occhio la posizione del mento nella chiusura.
Appendersi ad una Sbarra è solo un test di controllo della situazione così come il Rilassamento profondo.
Non si deve utilizzare la resina morbida appesi alla sbarra o spostando la testa o il collo o in posizione di riposo, così come non è possibile utilizzare il rilassamento per imprimere le resine, perché la posizione delle Fosse è determinante per il mento ed esse vanno impostate con attenzione massima seduti davanti ad uno specchio.
Chiariamoci, una cosa è uno sbilanciamento latero-laterale o antero-posteriore e una cosa ben diversa è una mandibola fuori asse muscolare, ovvero deviata (mento alla Toto’). Una rimessa in asse di una mandibola deviata richiede certo uno spostamento deciso anche se minuscolo, ma bisogna prima intendersi su cosa significhi Lateralità.
Due labbra che non coincidono denotano un fuori asse, ma due labbra tra loro centrate, in presenza di un collo e cranio che cedono, non abbisognano di spostamenti laterali del mento, ma solo di spessoramento maggiore di una emiarcata e il cranio tende a cadere di lato non certo per effetto della forza di gravità, ma solo perché i denti bassi su quel lato obbligano i muscoli del viso e collo a contrarsi ed accorciandosi i muscoli su un lato, il cranio e il collo seguono. Questo è indubbio.
COME VEDERE IL FUORI ASSE DI UNA BOCCA
Sono le labbra il riferimento da osservare quando si vuol capire se una mandibola è spostata dall’asse.
Il che rappresenta il primo passo da farsi con il paziente seduto di fronte.
Se le labbra appaiono nel loro mezzo centrate tra di loro, qualsiasi sia la loro inclinazione e le diversità di spessore, non può esistere il sospetto di mandibola deviata o fuori asse o comunque laterodeviata rispetto alla mascella ma comunque vi è Sbilanciamento Mandibolare. Se invece non sono in asse la mandibola è fuori asse. Intanto non bisogna usare il termine “Laterodeviata” in presenza solo di uno sbilanciamento tra lato destro e lato sinistro, il che obbliga il collo e il cranio ad inclinarsi di lato nell’atto di stringere i denti. La laterodeviazione indica un reale spostamento rispetto alla mascella-cranio e non uno Sbilanciamento che comunque è sempre presente e contemporaneo.
Facciamo un esempio pratico:
Chi presenta il centro del labbro inferiore spostato verso sinistra rispetto al centro del labbro superiore che è inamovibile e fisso, dovrà riposizionarsi sulle resine morbide del bite inferiore rialzando la mandibola verso destra, suo lato alto. Dopo di che, per sostenere la torsione dovrà spessorare la zona che non contatterà più, ovvero il lato basso, ovvero la zona sinistra per bilanciare tra di loro le due emiarcate. Chi ha la mandibola spostata dall’asse normalmente non può masticare sul lato alto (lato destro della foto) ma masticherà sempre sul lato sinistro ove scivola intercuspidando…masticare sul lato alto (destro) richiederebbe uno sforzo sgradevole, comunque della durata di pochi minuti. Osservare la punta del mento è altrettanto inutile in quanto sono le labbra a meritare attenzione.
La punta o la forma del mento sono in vari casi poco attendibili per lievi malformazioni dell’osso.
La mandibola non è mai parallela al pavimento, tranne nello Sbilanciamento e la mandibola del maloccluso è parallela al piano del pavimento solo perché il cranio è storto. Rimettendo ben diritti collo e cranio, i denti da un lato i denti rimarranno staccati, e le labbra appariranno storte, salendo da un lato verso l’orecchio…e quindi non sarà più credibile l’idea che la mandibola del maloccluso sia sempre parallela al terreno. Da cui possiamo dedurre che:
Alzare il bite di lato di oltre un centimetro, non è solo un affronto nei riguardi di chi è in qualche modo obbligato a credere ciecamente, ma per chi ascolta ed ha un minimo di buon senso deve essere un campanello di allarme che lo deve far correre come una lepre il più lontano possibile…
Cosa succederа a queste persone dal bite altissimo il giorno in cui dovranno buttare il bite e fare bilanciamento sui denti naturali? Che razza di guida incisiva potrà essere impostata per non avere un sorriso esteticamente spiacevole? E quanta gengiva si perderа per i contatti carenti di sfioramento?
© 2007, 2014 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) – APPIM