
Una mandibola può assumere inclinazioni diverse, ha ben sei gradi di libertà, il massimo concesso in natura, ma una sola è l’inclinazione corretta: una sola e solo quella viene accetta dal corpo come completamente esatta. Non vi è una altezza verticale prestabilita da raggiungere, fatta in laboratorio o in uno studio dentistico a priori, bensì un’inclinazione corretta valutabile alla Sbarra, sempre.
Il punto è far combaciare i denti nei loro punti di contatto curvi senza alterare l’inclinazione spazialmente corretta dell’ATM nei confronti della mascella-cranio.
Le manovre non sono una ginnastica riabilitativa, esse sono dei test di controllo che denotano il punto spazialmente più alto e di conseguenza il paziente capisce qual è il lato basso da spessorare per riabilitarsi.
In una persona benocclusa le manovre non possono dare risultati di asimmetria e il test dell’Altalena dei masseteri è impossibile da farsi, così il controllo degli scivolamenti anomali; infatti a riabilitazione avvenuta o avanzata la muscolatura non ha gioco, parafunzioni o disordinata attività: è lì tranquilla e stabile grazie ai denti. E solo ad essi.
Sono tuttavia i confronti tra le due emiarcate che danno sicurezza e le manovre si basano sui confronti. Per fortuna la mandibola ha in sé il mezzo per auto-valutarsi grazie a muscoli appaiati bilaterali e ai denti stessi e al fatto che la mandibola è un corpo indipendente dalla mascella, dal cranio.
La posizione di occlusione centrica o di intercuspidazione dentaria, ovvero di FOSSA, avviene quando si stringono le mascelle in una certa posizione; essa non è la posizione abituale né quella di riposo. Noi non viviamo a denti stretti, ma con denti inferiori leggermente retrusi rispetto ai superiori eccetto che quando stringiamo o deglutiamo. I muscoli rilassati portano la mandibola in posizione di riposo retrusa (o in posizione protrusa con testa anteroflessa )e in ambedue i casi l’articolazione si abbassa e arretra (o avanza) leggermente.
I contatti in RETRUSIONE non sono più di cuspide superiore contro fossa inferiore, bensì di cuspide superiore contro stop di retrusione inferiore, oppure di incisivi inferiori che sfiorano gli incisivi anteriori, in Protrusione.
Ma la posizione di riposo è una situazione di muscolatura in tono perché il paziente è vigile e cosciente. La muscolatura non è in rilassamento profondo come quando si dorme a bocca semiaperta.
Qualsiasi controllo in posizione di riposo in retrusione è privo di valore essendo la mandibola con muscolatura in tono probabilmente posizionata storta in quanto all’interno di una muscolatura resa asimmetrica dai denti stessi sbilanciati, per cui inutile far chiudere la bocca al paziente sulla poltrona con testa indietro, se non è in tensione.
Mentre i controlli eseguiti con muscolatura in tensione o in rilassamento profondo danno indicazioni molto utili al lavoro riabilitativo poiché in questi due stati muscolari opposti l’osso della mandibola si situa in posizione bilanciatissima.
Non è difficile capire che se la muscolatura che richiede sostegno ulteriore sui molari, lo spessore va applicato solo sui molari e sul quinto, non è detto che tutti i denti debbano essere rialzati.
I primi premolari danno la linea del sorriso, una volta impostata questa, bisogna pensare dunque alle altezze dei denti posteriori (quinto, sesto e settimo) e aggiungere spessore fin tanto che alla Sbarra risultano in contatto solo i premolari e il sesto eventualmente. Alla Sbarra il contatto laterale deve essere completo, da 4 a 7 su ambo i lati.
Con molari bassi, i rapporti testa-collo-dorso resteranno asimmetrici, mentre esagerando nel rialzare i molari subito i premolari perdererebbero contatto reciproco, ci troveremmo con i quarti e i quinti staccati. Entrambe le situazioni vanno risolte.
Alla Sbarra ci rassicuriamo se sentiamo battere contemporaneamente da 4 a 7 sia a destra che a sinistra: non è la Curva di Spee che ci deve interessare, ben venga se c’è, essa agevolerà il lavoro di disclusione e permetterà di aprire vie di uscita laterali senza perdere troppo tempo, ma il nostro corpo sta diritto grazie alle altezze dei denti posteriori equilibrate tra di loro, ovvero ai premolari e molari, ovvero alla distanza tra mandibola e mascella imposta (e suggerita) dalla Sbarra dopo aver impostato la linea del sorriso a tavolino.
Il soggetto che presenta SCOLIOSI con gibbo o gobba e si appende alla Sbarra, mantiene la stessa anche quando è appeso, se esistono calcificazioni.
Chi non ha la gobba, ma solo un atteggiamento scoliotico, alla sbarra porta in simmetria le spalle e la schiena si normalizza, per quanto possibile, maggiormente durante il bilanciamento.
Chi ha una scoliosi pronunciata probabilmente non recupera totalmente, pero’ noi non dobbiamo solo preoccuparci di raddrizzare ossa storte, noi dobbiamo far recuperare alla muscolatura del corpo rapporti di simmetria per migliorare al massimo l’atteggiamento muscolare del corpo, cosa che la chirurgia non può fare.
Concentrandoci sui denti, spessorando ove serve, portando i denti a chiudere secondo le regole di Bacio e Coca-Cola, Sbadiglio e Sbarra, Altalena…tutto deve migliorare, a fine riabilitazione si valuteranno le differenze tra situazione iniziale e finale.