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LA REALE VALIDITÀ DELLE RICERCHE SCIENTIFICHE SU MEMORIA E CERVELLO E L’AUTO-SPERIMENTAZIONE APPIM

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“Abbiamo scoperto che il cervello funziona come un hard disk: riscrive nuovi dati sui vecchi ricordi, soprattutto quando sono brutti o traumatici. Per la prima volta abbiamo fatto luce sui processi con cui si possono trattare con successo i ricordi traumatici” ci dicono i ricercatori di Lausanne (Svizzera).

Ma che significa in realtà? Probabilmente, che useranno dei farmaci per rimuovere i ricordi drammatici che indurranno a cancellare le brutte esperienze? Da un lato ci sono grossi dubbi da parte mia, perchè a rileggere molte volte la frase, che “potenzialmente potrebbe essere usata a fini terapeutici” (farmacologici vero?) ha aumentato sempre più una certa diffidenza…E allora mi sono chiesto ma queste ricerche in fondo sono affidabili, e perchè usare gli animali nella sperimentazione di questioni che hanno implicazioni così profonde sulle emozioni, sulla mente, sullo spirito umano, è così corretto farle?
Ne viene fuori un quadro non chiaro.

Che implicazioni etiche hanno “l’eliminare sindromi post traumatiche da stress, ansia, stress, insonnia” (così parla “Science” la rivista dove è stato pubblicato lo studio)?
In un’area dell’ippocampo ci sarebbe un’area preposta e lavorabile per cancellare certi ricordi…

Ma la ricerca è stata fatta sui topi. Già, i topi, per esperimenti sull’ansia e stress..
Ma già dagli anni ’70 ci sono grossi pareri contrastanti sull’effettiva plausibilità e risultati di certe ricerche su animali, dove? Ecco, soprattutto per gli studi legati a malattie a carico del sistema nervoso o di quello cardiovascolare, ove le condizioni di cattività possono influire molto sui risultati, rendendoli meno comparabili tra loro. Non è inoltre detto che aumentare stimoli ed esperienze per gli animali da laboratorio funzioni in tutti i casi, e con tutti i tipi di ricerca.
Per molti sostenitori vi sarebbe troppa differenza biologica tra l’uomo e le altre specie animali, tanto che una molecola efficace sul topo non è detto che lo sia anche sull’uomo. Non parliamo qui di sofferenza, eguaglianza, ed alternative valide.

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Roberto Mucelli la Scuola di specializzazione in psicologia clinica all’università La Sapienza di Roma che opera nell’area delle tossicodipendenze da quasi 40 anni.
«La sperimentazione animale fa riferimento a un paradigma scientifico obsoleto, superato. I paradigmi scientifici si avvicendano l’uno all’altro, ma la scienza non è neutra e se oggi si è ancora ancorati a metodologie del passato è solo perché continuano a fare premio interessi di tipo materiale ed economico».

Ma cosa c’entra con noi? Effettivamente rientra, perché Stress, ansia immotivata insonnia e certe sindromi da stress sono proprie del maloccluso..
Perchè la soppressione di certe sintomi negativi avviene con estrema naturalezza attraverso il bilanciamento mandibolare, è stato provato..e quindi dovremmo, se riteniamo esatte le conclusioni anche in parte della ricerca, che attraverso il bilanciamento anche l’ippocampo venga riequilibrato e certe aree del cervello, visto che effettivamente come abbiamo scritto negli anni, certe brutte sensazioni, certe situazioni del passato, se non fossero state scritte, non apparirebbero scritte dalla stessa persona, non emotivamente ascrivibili ad essa. 

E’ solo tramite i nuovi malocclusi che ci chiamano che effettivamente riusciamo a ricordare in parte il dolore profondo e le ferite dell’anima che avevamo egualmente come tutti coloro che si avvicinano, irrisolti dopo tante terapie fallimentari, all’APPIM. E’ solo tramite il flusso continuo di stimolo esterno che a volte e per un attimo torna alla mente, tutta la disperazione, tutta la tragedia, le colpevolizzazioni, il dramma passato da noi stessi.

Ecco, noi siamo stati topi per voi, animali da laboratorio volontari, perché senza alternativa ed essendo riusciti brillantemente a risolvere in questo siamo molto più affidabili di tanti piccoli animaletti, di tante ricerche fasulle o superficiali, di tante terapie fatte senza buon senso. Siamo forse (si spera) meritevoli di ogni fiducia e volendo anche di una certa imitazione positiva “Voglio risolvere come loro” (pochi perché i modelli positivi non piacciono). Altrimenti si resterebbe comunque topi ma chiusi in gabbia, perchè qualcun altro ha detto che non puoi guarire, senza una via di uscita. Chiusi in trappola, una trappola tutta, giocoforza, emotiva, una trappola della mente. Uscite dalla gabbie della disperazione silenziosa, vi aspetta un mondo pieno di cose belle da vivere.

Ricordo che  – Nella malattia di Alzheimer, l’ippocampo è una delle prime regioni del cervello a soffrire dei danni; deficit di memoria e disorientamento sono i primi sintomi che compaiono. Lesioni all’ippocampo possono occorrere anche come conseguenza di mancanza di ossigeno (anossia), encefalite o epilessia del lobo temporale mediale. Le persone che presentano danni estesi al tessuto ippocampale possono mostrare amnesia, cioè incapacità di formare o mantenere nuovi ricordi. – ippocampo

 

C. Morcone 2018 appimlab – appimlab amminstratore

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