
La malocclusione porta con sé depressione e stress che facciamo fatica a gestire, se non con farmaci o con esaurimenti e sentimenti di colpa per sentirsi sbagliati quando servirebbe un’altra modalità di agire, lo sentiamo, lo vorremmo, ma non riusciamo..Può non dipendere dalla volontà ma da una questione fisica, la mancanza di armonia nell’occlusione dentale muscolare che non riceve sufficienti stimoli coerenti per attivare a livello ipofisario ciò che il corpo richiederebbe. Può essere che questa situazione succeda dopo un certo periodo di ortodonzia, dopo una serie di otturazioni o perdita di elementi, dopo un impianto, o a causa di una chiusura diversa della bocca rispetto a mesi od anni fa. Facciamoci caso, colleghiamo gli eventi. Non è qualcosa forse di fisico e non psicologico o psicosomatico ma che riflette grandemente su quella sfera. Possiamo agire grazie alla psicologia? Certo ma se non vi è supporto fisico adeguato, essa resta una terapia a metà. Egualmente fare sport non aiuta, alla fine si ricadrà nello sprofondare della propria inazione, per via dello sbilanciamento e gli sforzi per restare in piedi.
I depressi hanno (la statistica lo dichiara), spesso una seconda classe, volentieri un morso profondo, denti posteriori laterali bassi..e il rimuginamento tipico della seconda classe è noto. d’altronde l’appiattimento delle superfici non fa che appiattire l’umore, non è un collegamento troppo complicato da capire. Certamente poi va indagato nel dettaglio, attraverso ciò che il professionista di ambito psicologico, psicoterapeuta o medico psichiatra potranno consigliare. Certamente una persona che si bilancia dovrà avere cognizione di causa, il bilanciamento non è cosa da poco, investe tutti gli ambiti della persona, invita a ragionare e con i farmaci si fa fatica. Perciò è bene non arrivare a certi stadi della malattia dove pur di vivere si accetta la progressione della malocclusione senza speranze. Invito i professionisti a chiedere indicazioni su certi pazienti ancora con capacità per attivarsi a migliorare la propria salute anche emotiva tramite l’uso dei test muscolari codificati da noi e del bilanciamento come una soluzione parallela alla terapia per risolvere pienamente tanti aspetti della salute della persona, fino a completa guarigione.
Il depresso pur sentendosi triste e letargico è come se vivesse in uno stato continuo di allerta e stress. Dal che possono derivare un battito cardiaco accelerato, aritmie inspiegabili, tachicardie. E’ un sintomo strano questo ma molto comune in una determinata fascia di persone.
Il cortisolo prodotto in eccesso dalla ghiandola surrenale, compromette il circuito ormonale ed è come se l’allarme biologico di reazione alla situazione di stress rimanesse attivato per più del necessario. Nei depressi esistono livelli di noradrenalina, uno degli ormoni dello stress, trenta volte superiori che nei non depressi. E questo ormone fa aumentare la pressione sanguigna, accelera il battito cardiaco, accrescendo il carico di lavoro per il cuore. Il cortisolo, oltre ad esasperare le aritmie, fa diminuire la secrezione della crescita. Un cambiamento che manda fuori registro i livelli di colesterolo.
Un altro effetto del cortisolo è quello di stimolare l’accumulo del grasso addominale che aumenta il rischio di malattie cardiache. E questo è piuttosto facile negli uomini, come sappiamo.
Infine, tra gli effetti biochimici della depressione c’è chi ha individuato un aumento dell’adesione delle piastrine del sangue, cosa che potrebbe facilitare la formazione di trombi che bloccano le arterie.
Tutto sembra essere regolato dalla biochimica degli ormoni. Si potrebbe combattere le malattie di cuore eliminando la depressione. Depressione e stress sono eventi del nostro tempo e sono aumentati dai fattori esterni cui non possiamo agire, ce ne sentiamo imprigionati e soffocati.
Ma potrebbe essere la malocclusione l’attivazione di certa depressione senza motivi apparenti, stress, irritabilità. Non bisogna quindi auspicare tempi e modi di vita meno stressanti ma sperare piuttosto in una buona riabilitazione dentaria, che porti ad un atteggiamento mentale equilibrato e rilassato, simile a quello dei soggetti naturalmente ben occlusi.
Carmine Morcone – tecnico di bilanciamento 2020