La MALOCCLUSIONE non è una malattia che colpisce solo l’ATM. Chi sostiene questo è male informato. La malocclusione è un’alterazione dei rapporti dentari che comporta una compromissione degli equilibri muscolari, scheletrici, nervosi e una vasta serie di disturbi fisici e psicologici che regrediscono solo in corso di Bilanciamento Mandibolare.
Affidarsi a “specialisti” è quantomeno inutile ai fini della Riabilitazione se questi ignorano il lavoro pratico dello spessoramento bilanciato dei punti di contatto dentario. La scienza riabilitativa, nonostante la tecnologia, era e resta dopo oltre due decenni, in uno stato di grande impreparazione.
A cosa servono infatti, i buoni propositi di ASL e associazioni di pazienti se i medici non sanno vedere e controllare la malocclusione? A cosa serve proporre cure gratuite e riconoscimenti della sindrome se le cure non vanno nella direzione giusta? A cosa serve insistere per ottenere nuovi centri specialistici se non esistono specialisti all’infuori del paziente stesso, che sia capace intelligente, razionale e volenteroso? Noi affidiamo al paziente il diritto e il compito di occuparsi, con la vasta azione di informazione e incontri, di occuparsi della propria bocca. A cosa serve infatti mettere in moto un meccanismo legislativo, se poi alla fine pazienti e dentisti si ritrovano impotenti perché ignoranti di tutto?
Ma siamo davvero ancora così ingenui e superficiali da non aver capito che la Malocclusione è un disturbo impossibile da curare dall’esterno e che non è una malattia, ma un’alterazione globale che crea disturbi reversibili. Eppure è peggio che se lo fosse, perché resta nascosta, opera nel silenzio, ed esiste da sempre e sempre esisterà nella vita dell’Uomo fintanto che non si porrà rimedio al fatto che i denti nascono sbilanciati usurandosi sempre più.
Non è forzando le istituzioni ad intervenire che questa piaga si risolverà. E’ diffondendo tra la popolazione le MANOVRE DI CONTROLLO, responsabilizzando la gente, istruendola. Solo così il difetto potrà essere tenuto sotto controllo e risolto. E’ educando i ragazzi ai TEST MUSCOLARI, facendo sì che collaborino col dentista. E’ indubbio che istruendoli ad impegnarsi in prima persona, i danni nel tempo saranno minimi, ed è lecito prevedere che molti di loro sapranno portare a termine l’auto-riabilitazione. Ma intanto se vogliamo sconfiggere come abbiamo fatto, questa sindrome, cambiamo modo di agire e diamoci da fare in prima persona.
In pratica facciamo ciò che il buon senso e la pratica ci suggeriscono, ovvero istruendo laddove la materia è carente, organizzandoci e camminando passo dopo passo in direzione delle Simmetrie di contatto.
Non sono le parole forti, non è il denaro, non è insistere puntando i piedi che verremo aiutati. Il nostro destino è nella nostra volontà di risolvere, nella nostra mente, nei test muscolari, trapano incisore per limare gli eccessi, resina o composito per le aggiunte e le cartine blu sottilissime. A casa, senza spendere altro che ragionamenti, un po’ di manualità e qualche ora, senza vagabondare da una terapia all’altra, da una teoria all’altra, sempre più fiacchi e tesi. Prendiamo in mano la situazione e agiamo secondo logica delle simmetrie di contatto, non certe idee assurde che appaiono o resistono ancora ad ogni cambio di stagione.
Adriana Valsecchi , dalle pagine APPIM de La Repubblica edizione Milano, anni ’90 e Appunti Rossi pagine introduttive.