
Per mia esperienza moltissimi malocclusi sintomatici fanno o hanno praticato sport anche a livello agonistico o semi-professionale. Sono arrivati subito al limite fisico della persona, proprio per lo sport. Legamenti che cedono, dolori costanti, algie varie, cali delle prestazioni in brevissimo tempo, sono segnali che devono far pensare. Per mia esperienza un maloccluso non può, se non supportato da una metodologia precisa come un bite inferiore bilanciandosi progressivamente, fare sport. Acuirebbe i sintomi e sbilancerebbe ulteriormente la postura e la compensazione che il corpo cerca di creare per restare in piedi. Il dolore può capitare o meno, dipende da tanti fattori, ma se già la postura durante il gesto atletico è inefficace e vi sono tante compensazioni, ci si può aspettare prima o poi un problema acuto o cronico.
Il corpo non è solo destro sinistro ma anche le fibre lo avvolgono. Viviamo nelle tre dimensioni, ma a pensarci almeno in quattro in effetti, come il tempo, per esempio. Durante lo scorrere del tempo, giorno per giorno e perdurando la mesializzazione, ovvero l’usura inferiore unilaterale dell’emiarcata che conserva i denti e quindi l’ingranaggio che riguarda il movimento del corpo intero, la spalla sinistra alta avrà un bacino opposto destro più basso, con una conseguente gamba destra più lunga e una difficoltà lampante a correre sul tapis roulant o su strada, allungare la gamba sinistra in bici, coordinare gambe e movimento delle braccia. Ma il corpo non è su un asse soltanto. La spalla sinistra alta tende ad andare indietro, la spalla bassa in avanti e il bacino destro ruota in avanti. La torsione è fatta.
Si vedono persone atletiche storte, con bacini ruotati, pettorali disallineati, addominali non dritti, glutei e gambe diverse, aperture delle braccia con differenti spazi tra lato destro e sinistro solo per effetto della torsione di compensazione.
L’addome, con tutto l’intestino e gli organi interni, non può lavorare in torsione perenne, ma gli organi devono essere spazialmente in un range di funzionalità, altrimenti causerebbe problemi di colon irritabile, emorroidi, prostatite, cistite…questo mi sembra abbastanza chiaro anche da analisi personali. Certamente molto è migliorato ma decenni di problemi non si possono riconvertire dopo poco tempo, servono diversi mesi, se succede. Praticare quindi gli sport tenendo conto delle due parti e facendo caso che una parte sostiene l’altra e se non lavorano al 50% e quindi dare una totalità uguale a 100 durante il lavoro muscolare, questo dovrebbe farci capire che bisogna lavorare il più possibile in simmetria, ragionando piuttosto sul gesto che sul peso applicato.
appimlab 2018 – C. Morcone, tecnico di bilanciamento