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INFIAMMAZIONE NERVO TRIGEMINO, ESISTE UNA CURA DEFINITIVA

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L’infiammazione del nervo trigemino, presente ovviamente nei malocclusi, il tutto risolvibile.

Il nervo trigemino infiammato rappresenta un disturbo temibile che spesso colpisce chi ha problemi di bocca. dopo aver escluso altre cause, quali traumi, tumori e problemi vascolari ben evidenti, l’attenzione del medico e del paziente deve fissarsi sui denti sbilanciati. Il nervo trigemino è il più esteso dei nervi del cranio. Possiede tre branche : l’oftalmica, la mascellare e la mandibolare. Innerva la faccia, una buona parte dello scalpo, i denti, la bocca, la cavità nasale e l’articolazione temporo mandibolare. Esso conduce gli impulsi dai muscoli masticatori ai denti. La branca oftalmica nasce dal ganglio di Gasser e si divide in tre branche prima di entrare nell’orbita; innerva il bulbo, la congiuntiva, la ghiandola lacrimare, parte della mucosa del naso e dei seni paranasali, la pelle della fronte, lo scalpo. le palpebre e il naso. La branca mascellare nasce dal ganglio di Gasser e attraversa il pavimento dell’orbita ed ha quattro branche ed interessa il palato tutto, la cavità nasale, la mucosa interna delle guance, gli alveoli dei denti, le gengive, il labbro superiore, le membrane della bocca.

La branca mandibolare del nervo è la branca più larga del trigemino e nasce dal ganglio di Gasser . Esce dal cranio dal foro ovale della fossa glenoidea e interessa la zona palatina e timpanica. Innerva gli alveoli di tutti i denti laterali, la lingua, il labbro inferiore, l’osso zigomatico, l’articolazione temporomandibolare, il condilo, il meato acustico esterno e la membrana timpanica e infine il pavimento della bocca, le gengive.

Come giustamente dice Robert R. Jankelson , dal quale ho preso queste informazioni, a pag. 16 del suo volume dal titolo Neuromuscular Dental Diagnosis and Treatment, Ed. Ishiyaku EuroAmerica Inc. Publishers, 1990 :
“Nello svolgere la nostra professione di dentista noi dobbiamo capire la necessità di assicurare al paziente una occlusione ottimale”.

E le cure quasi sarebbero?  E’ presto detto,  farmaci anticonvulsivanti , gli antidepressivi triciclici come l’amitriptilina o nortriptilina, la rizotomia che è l’intervento in cui, per poter bloccare il dolore, vengono distrutte fibre nervose. La rizotomia  può causare una menomazione sensoriale  e l’intorpidimento facciale, ma questo lo si dice al paziente? La decompressione microvascolare e infine la neurectomia, che consiste nel recidere parte del nervo, con le sue recidive. Tutto ciò è assurdo e da rigettare, in quanto solo nella malocclusione è presente una gravità di sintomi come infiammazione al trigemino che è davvero dolorosa e invalidante. Essa succede ovviamente sul lato di maggior compressione dentaria ma questo lo sappiamo solo noi. Basterebbe innanzitutto calmare il dolore e momentaneamente l’infiammazione con farmaci o terapie meno invasive e poi iniziare un serio percorso di bilanciamento sul bite e poi sui denti. Niente farmaci, niente antidepressivi, niente radiazioni sul nervo, niente operazioni. L’infiammazione trigeminale sarà solo un brutto ricordo. 

Diciamole queste cose ai neurochirurghi e ai neurologi che procedono sui malocclusi  invasivamente sul nervo del trigemino o ad interventi in zona cranica, senza prima richiedere il parere di un dentista competente e diciamoglielo tante volte affinché valutino prima l’occlusione del paziente, prima di intervenire chirurgicamente, perchè in una bocca bilanciata anche solo sufficientemente bene, per esperienza, non è possibile rilevare tale patologia.

©2015  C. Morcone  con contributi di A. Valsecchi  – APPIM

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