IL RAPPORTO CUSPIDI-FOSSE NEL BITE
Un bite superiore o inferiore che sia, serve a poco soprattutto se non è bilanciato con pazienza giorno dopo giorno. Bilanciare un bite significa perciò modificarne continuamente in progressione, senza azzerare tutto il lavoro fatto via via ma aggiungendo in fossa pochissimi parti di millimetro ed eliminare i precontatti attorno alla Fossa tranne i punti di contatto con i denti antagonisti di Premolari e Molari, utilizzando trapanino, cartine blu, resine a freddo e manovre muscolari APPIM.
Noi utilizziamo però sempre il bite inferiore. Già il lavoro di bilanciamento è complesso e richiede pazienza. Se usassimo il bite superiore, tutto diventerebbe più difficile.
Usando il bite inferiore lavoriamo invece in maniera più naturale, comoda e logica, ovvero adeguiamo le fosse alle cuspidi superiori palatine dei denti , né più né meno come faremo in un secondo tempo sui denti naturali.
Sui denti naturali lavoreremo sempre sulle fosse senza mai toccare le cuspidi dei denti superiori, esattamente con lo stesso metodo utilizzato per il bite, che serve quindi da scuola e pratica. E fin qui sembrerebbe tutto chiaro per i pazienti, ma non è sempre così per i professionisti.
Un concetto che i dentisti generalmente e i loro Tecnici faticano a capire è il seguente:
Se inferiormente i denti possiedono delle fosse è perché le fosse inferiori a qualcosa devono servire. Egualmente, se superiormente i denti possiedono delle cuspidi superiori è perché a qualcosa le cuspidi devono servire. Quindi le cuspidi superiori (una fila soltanto, quella interna normalmente) e le fosse inferiori (le fosse sono sempre al centro del dente) sono i punti essenziali di sostegno dello scheletro, del corpo intero.
Abbassando, limando o stravolgendo i punti di contatto (fosse o cuspidi ) il corpo, immancabilmente, cede. Esso si regge grazie a quei millimetri quadri di sostegno rappresentati da fosse-cuspidi. La nostra attenzione deve essere tutta su quei millimetri. Che senso ha dunque costruire capsule, ponti o protesi con le cuspidi superiori sul vuoto o con le fosse ove non servono, oppure con le cuspidi superiori che si incontrano con cuspidi inferiori, o con cuspidi inferiori che puntano verso l’alto contro pseudo-fosse?


E che senso ha voler impostare le bocche senza aver chiare in mente le regole occlusali dalle quali dipende il benessere di tutta una persona? Che senso ha far battere al paziente i denti sulle cartine blu per controllarne il bilanciamento, quando si sa bene che le cartine lasceranno impronta blu anche in casi di mancanza di spessore di 2-3 mm, perché la muscolatura contraendosi permette sempre ai denti di incontrarsi tra loro e stando con la testa reclinata all’indietro sulla poltrona in retrusione, quando invece è l’impostazione delle Fosse in massima intercuspidazione che serve innanzitutto e comunque è impossibile controllare in quella posizione anche gli stop di Retrusione? Una volta che il paziente torna dritto e tenta di andare in intercuspidazione, sentirà vuoto perchè sarà stato limato ciò che sorreggeva la cuspide superiore, ovvero avremo denti appiattiti senza nè fosse chiare (centriche lunghe) ma vaste zone dove la cuspide superiore scivola continuamente, né tantomeno stop di retrusione. Peggiorando così nel medio e lungo periodo i sintomi, o creandone di nuovi.
Che senso ha continuare a rifare i denti, piatti o con fosse inferiori inutilizzate o inutilizzabili.
Il paziente si deve accontentare. Ma perché si deve accontentare?
E vogliamo lasciare che tutti coloro che non conoscono le teorie e pratiche dell’occlusione corretta, proseguano seminando sul loro cammino schiene curve, zoppicamenti, artrosi, aritmie, stanchezza muscolare, fragilità psichica, ansia, paura del futuro, vecchiaia precoce, rassegnazione?
Chi si accontenta non fa il proprio interesse, fa solo quello del medico o del riabilitato. Però, siamo obiettivi. Il lavoro di bilanciamento è un lavoro complesso e di grande pazienza che solo noi possiamo fare con precisione su noi stessi. Quindi chiediamo la collaborazione del dentista nei lavori essenziali, in tutto il resto cerchiamo di fare da soli.
E sui lavori essenziali pretendiamo la precisione.
Che imparino almeno copiare i rapporti delle occlusioni giovani bilanciate. Che imparino a ragionare. Che evitino di inventarli come tuttora fanno. Che inizino a risolversi il loro sbilanciamento presente, anche minimo e iniziare ad auto-valutarsi in maniera chiara e precisa.
© 2002, 2015 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone)