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IL METODO SCIENTIFICO? SERIAMENTE?

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IL METODO SCIENTIFICO?  SERIAMENTE?

Lo scrittore e filosofo ungherese A. Koestler affermava che la resistenza all’innovazione non è una prerogativa, come molti pensano, delle masse incolte, bensì degli stessi scienziati, particolarmente di coloro che sono più interessati a mantenere il monopolio di un sapere attestato più dalla tradizione che non dalla ricerca e dalla sperimentazione.
La storia di tutto il pensiero scientifico occidentale, così come l’intero cammino percorso dalla ricerca scientifica, è stato percorso molte più volte da quei ricercatori considerati “eretici” che non dagli ortodossi; uomini e donne che hanno avuto importanti illuminazioni scientifiche destinate a essere derise dai colleghi ma premiate nel tempo, personaggi che oggi trovano il loro posto nei libri di storia ostacolati da luminari che ben poco avevano del lume scientifico, anzi erano considerate risibili o scandalose.

Non sempre è facile liberare la mente dal dogma, soprattutto quando il dogma stesso è la chiave che apre le porte alla notorietà, alla fama e al denaro e quando, in costante contraddizione, si cerca la “verità scientifica” imbalsamandola e continuando con protocolli non verificati e manipolati a proprio uso e consumo. In questo sistema, regolato dall’insostituibile legge dell’auto-incensamento e del “fare cassa velocemente”, con quelle frasi di circostanza e superficiali con le quali vengono trattate tutte le questioni dei pazienti, nel quale il rapporto dell’elite rispetto alla massa è sempre di pressione psicologica e induzione sistematica, che può essere quindi subito monetizzabile, il pre-giudizio scientifico trova il fertile terreno di chi presta attenzione al senito dire e la svogliatezza sia della classe medica che dei pazienti di approfondire, ascoltarsi reciprocament, se non il cercare di risolvere alla svelta e senza troppi giri, costi quel che costi. E quanto costa questa avventatezza…!!!

Non sempre essere in minoranza significa essere in errore; gli intellettuali e i ricercatori sono e saranno sempre una minoranza, molte delle più grandi scoperte in tutti i campi della scienza sono nate da errori e da errate valutazioni, questo per dire quanto valgano le affermazioni “scientifiche” di diagnosi e cura, nell’economia della complessità della ricerca, quella vera. Quella che salva le vite.

Il vero problema è che la scienza moderna esige dai suoi ricercatori e professionisti, una completa devozione acritica ed è totalmente allergica a quella che viene considerata come una eresia, ovvero il tentare di stravolgere un ordine costituito delle cose, sentendosi minacciati. Finanche un paziente che instilli il dubbio crea sentimenti di minaccia e di ferma negazione o messa in ridicolo dello stesso paziente, che pur paga e ha una testa pensante.

Il rischio, costante ed evidente, di chi si mette contro un certo sistema di valori non richiesto e non più accettabile, è quello di essere estromessi da ambienti accademici, l’esclusione dai convegni, dai mutui complimenti di facciata, dai finanziamenti, dall’esclusione sociale, dalla rescissione di contratti che fanno guadagnare..Ma cosa c’è di scientifico in tutto questo?

bibliografia di riferimento: Errori della scienza, Luc Burgin, Bompiani Editore. Le bugie della scienza”, Federico Di Trocchio , Mondadori Ed, Roberto La Paglia. 

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