
Il locking è una brutta bestia. E’ creato da uno spostamento anomalo dell’articolazione e dei suoi condili. Esistono varie situazioni che dipendono da caso a caso di malocclusione, ma se il paziente riesce ad aprire il morso, logicamente anche i molari si distanziano. La mandibola in questo caso, scende a fatica, bloccata dai legamenti resi asimmetrici e dalle eminenze articolari che stanno sul davanti della fossa glenoidea e bloccata dal menisco. Non bisogna forzarla per il rischio di rimanere poi a bocca aperta; però facendo uno Sbadiglio a labbra chiuse si agevola il suo movimento di apertura. Non c’entrano tanto le altezze dei denti quanto il loro sbilanciamento spaziale. Un bite bilanciato comunque è l’unico mezzo adeguato al massimo, per impedire il locking.

Il locking parziale è una difficoltà ad aprire creata dallo sbilanciamento di tutta l’articolazione. Per una persona giovane non è possibile pensare all’erosione della eminenza articolare. Potremmo capirlo se fosse una edentula come i soggetti fotografati sugli Appunti Rossi ( Appunti Rossi di A. Valsecchi allegato al libro Teoria di Occlusione Muscolare, Milano 1993) ovvero soggetti di 70-80 anni senza denti i cui crani secchi denotano mutilazione dei condili e erosione di fosse e eminenze. Circa la manovra di Dawson viene rifiutata dal paziente che ne trae fastidio. Sarebbe sufficiente che il dentista suggerisse al paziente di aspirare l’aria fortissimamente per far retrocedere il mento, ma poi il primo contatto percepito dal paziente non dovrà essere considerato precontatto da limare, ma l’unico contatto di retrusione corretto di tutta la dentatura. E’ questo l’errore che compiono i dentisti, sia nell’applicare la manovra sia nel giudicare il primo contatto percepito. In caso di blocco parziale talvolta il paziente stesso si aiuta con la mano per guidare il mento ad aprirsi e a chiudere, e questo sopratutto in caso di morso profondo ovvero con il morso collassato. Un’apertura di due o tre centimetri è significativa di locking . Una bocca deve aprirsi almeno di 4 centimetri, ma lo sbilanciamento di mandibola e condili porta la mandibola ad aprirsi in asimmetria ovvero a zig zag ovvero a baionetta, e quel menisco ostacola l’apertura e tende a schioccare ma dovrà rientrare grazie alla placca bilanciata che il paziente dovrà continuare ad usare.
Diversamente, La manovra di Sblocco manuale in caso di LOCKING acuto deve essere tentata al più presto, esercitando una pressione decisa verso il basso con il pollice sulla superficie dei denti inferiori. Attenzione anche da parte del medico, non è una manovra semplice perché il paziente è molto contratto, dolorante teso e spaventato tanto che a volte è necessario somministrargli un tranquillante. Nelle sedute successive si procederà ai ritocchi della placca inserita in bocca che consentirà una apertura agevole della bocca. Questo un esempio di sblocco manuale che è una manovra di Emergenza. Comunque a noi non interessano i condili, a noi interessano i denti (o bite) sui quali lavorare per riposizionare condili e fosse al posto giusto muscolarmente e anatomicamente parlando, anche se nella riabilitazione questi non appariranno certo “centrati” nelle Fosse. Questo concetto della CENTRATURA è un’altra fantasia creata dagli gnatologi.
©2005, 2014, 2015 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone)