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IL BITE SUPERIORE E’ UN GIOCATTOLO COSTOSO

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bite superiore: inutile.
il bite superiore è perfettamente inutile

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Questa mostruosità  di centimetri in bocca , è uno splint bite superiore usato solitamente per problemi di disfunzioni articolazione temporo mandibolari e sistema cranio cervicale. Rifiutatela

 

IL BITE SUPERIORE E’ UN GIOCATTOLO COSTOSO

Il bite superiore, cosi come ci viene proposto spesso (quasi sempre) dalla gnatologia al fine di ridefinire l’occlusione sbilanciata, è un metodo che noi pazienti che abbiamo risolto i nostri problemi alla radice, non possiamo accettare. C’è una confusione immane nel campo gnatologico.
Nessuna mano esterna può garantire una retrusione bilanciata spazialmente.
La prova della Coca-Cola che ben conosciamo ovvero la Massima Retrusione Autonoma o Relazione Centrica autonoma, deve essere eseguita aspirando l’aria a denti stretti al massimo delle proprie possibilità fisiche. Come sentiranno il maloccluso e il benoccluso in questa semplice e fondamentale pratica di controllo?

  1. Il maloccluso sentirà 1 solo Stop sul dente più alto in assoluto. 

  2. Il benoccluso ne sentirà almeno 4 (o più) per parte.

Considerando che sui sesti inferiori (il primo molare risulta essere il più importante dal punto di vista della forza), esistono 2 (due) Fosse e quindi due stop di Retrusione. E sul molare superiore esistono 2 (due) cuspidi palatine. Quindi la conformazione e la percezione con tutte le sue sfumature per riabilitare e ricreare l’Asse Muscolare corretto, tramite i celeberrimi Stop di Retrusione. Quindi se il bite è superiore sono impossibili da percepire, modificarli, crearli, in parole povere, gestirli. Qui è il blocco di tipo teorico-pratico ad una autoriabilitazione efficace. Quindi nell’arcata inferiore nessun controllo. E l’arcata inferiore è quella mobile..Quindi il bite superiore ci crea una bocca che frena ma non occlude. Ma noi non siamo cavalli..non abbiamo bisogno di un morso per evitare di mordere o fosse formate chissà come. Noi abbiamo bisogno di un bite inferiore che simuli i contatti dei denti inferiori. Cioè denti inferiori che debbono accogliere nelle loro fosse le cuspidi di stampo di quelli superiori (posteriori).

È su questi minuscoli punti del bite (fosse) che dobbiamo concentrarci per eventualmente spessorare o abbassare in modo da sentire il bite sui due lati contemporaneamente durante i test muscolari perché è la simmetria dei contatti che va ricercata, e nel momento in cui sentiremo contatti bilaterali omogenei nei test di controllo, in quel momento avremo imparato il mestiere tanto da poter buttare via il bite e iniziare il lavoro sui denti naturali inferiori, cosa che ovviamente non si può col bite superiore..il bite inferiore è l’ideale per il lavoro di bilanciamento per vari motivi, tra i quali il fatto che aprendo al bocca tu avrai una visione facile dei contatti tra cuspidi superiori (palatine) e le fosse del bite stesso.

Quindi niente bite superiore per chi vuole autobilanciarsi..diventerebbe una fatica immane e inutile in quanto nelle centinaia di ritocchi dovresti estrarlo e perdere concentrazione. Noi invece facilmente e praticamente applichiamo il medesimo metodo che useremo poi sui denti naturali inferiori, dato che basta aprire la bocca davanti allo specchio e vedere immediatamente la traccia lasciata dalla chiusura dei denti sulla resina morbida o quella lasciata dalla cartina blu, significa accorciare i tempi e facilitare l’osservazione…pensa un po’ se tu dovessi ogni volta andare a cercare la traccia o aggiungere resina sul bite superiore… Allungare i denti dal basso? E come fare? Facciamo gocciolare la resina dal basso aspettando che scenda? E come limare poi da sotto in su da soli..e le traiettorie? Come fai ad applicare resina al bite inclinato verso il basso, quando l’hai in bocca? Come si fanno a creare gli stop di retrusione fondamentali per riposizionare l’Asse muscolare?

E come è fatto il bite superiore? Generalmente il bite superiore viene fatto piatto! A volte con una pallina sul mezzo, un bozzo assurdo che serve da unico stop di retrusione a volte tutto cuspidato dove avvengono scivolamenti incomprensibili per il paziente ignaro e inconsapevole della funzione muscolare… il che sconvolge il paziente che parlando o masticando porta la mandibola all’indietro centinaia di volte al giorno e sente i denti inferiori incisivi che si scontrano contro questo strato di resina.
Oltretutto il bite superiore normalmente presenta il primo contatto di forza sul davanti alla prova della Sbarra, obbligando il paziente a sbilanciarsi contro qualche fossetta del bite superiore appena accennata o mancante del tutto.
In natura invece, in un morso normale (non incrociato), un corpo si regge in piedi grazie al contatto bilanciato delle cuspidi palatine superiori (quelle interne verso il palato) sulle fosse dei denti inferiori, sul bite inferiore devi quindi creare queste fosse artificiali con il versante inclinato anteriore che funge da stop di retrusione. Le cuspidi inferiori esterne andranno invece ad appoggiare (eventualmente) sui versanti inclinati dei denti superiori, questo contatto però non è indispensabile (soprattutto nella fase con il bite).

Capirai che è molto ma molto più semplice lavorare su una fossa ed il suo stop piuttosto che creare una cuspide superiore artificiale sul bite superiore.
Come potremmo lavorare quindi sul bite superiore? Impossibile..dovremmo lavorare dove e come, visto che le cuspidi superiori sono praticamente inesistenti e coperte dal bite?

Che significa dunque accettare un bite superiore? Significa non conoscere i fondamenti dei contatti né le regole di occlusione né i test muscolari. Il bite deve essere solo il mezzo per determinare una distanza muscolare equilibrata tra le due arcate antagoniste che venga accettata dal corpo, schiena, collo, spalle e gambe, indipendentemente dallo spessore vero e proprio del bite. È vero che superiore o inferiore non dovrebbe fare la differenza, ma il bite inferiore è facile da bilanciare e non nasconde le preziose cuspidi di stampo superiori… il bite non deve essere ritoccato una volta al mese oltretutto da un medico probabilmente all’oscuro dei test muscolari…ma deve essere modificato giorno dopo giorno, usando test e cartine blu e sensazioni. Altrimenti non se ne esce dalla malocclusione, ma se ne possono alleviare i sintomi, ma non certo la causa.

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Quindi ricapitolando: NO AL BITE SUPERIORE !

Sul bite inferiore rigido lavoriamo creando fosse e stop di retrusione bilanciati con attenzione, verificandole continuamente con manovre e cartine blu… come faremo dopo sui denti naturali…noi effettuiamo modifiche come se il bite rappresentasse i denti veri, al fine di mantenere lo stesso sistema di lavoro nel momento in cui si andrà a lavorare sui denti veri inferiori, aggiungendo spessore in fossa, senza rischiare cioè di dover allungare le cuspidi di sostegno superiori che sono per ovvi motivi difficili da allungare e fragili. Se lavorassimo avendo in bocca un bite superiore, dovremmo conformarlo con cuspidi di sostegno, perché della bocca noi usiamo cuspidi superiori e fosse inferiori e poi il bite superiore dovremmo toglierlo di bocca ogni volta per valutare la traccia blu…e per aggiungere o togliere resina…con il timore che le cuspidi superiori oltretutto durino ben poco nel tempo, con la resina spessorando per l’aumento della Dimensione Verticale, che andremo a vedere denti superiori conformati come zanne, all’apertura della bocca, al sorriso, con premolari e molari inguardabili, dato che i denti superiori si vedono maggiormente nel sorriso..quindi nessun vantaggio, nemmeno estetico.

Mentre dal basso e rialzando le cuspidi palatine certe discutibilità estetiche di pochi millimetri, che però a noi danno sostegno, passano praticamente inosservate, essendo dal basso e palatine.
Inoltre è la mandibola inferiore che si sposta in corso di manovra, mentre tu parli o mastichi…e quindi se lo sbilanciamento di una bocca è a livello dell’articolazione mandibolare, diventa più facile, più coerente, più semplice lavorare sulla parte mobile della bocca, ovvero sul bite inferiore..ben visibile aprendo la bocca davanti allo specchio.
Quando si impara a lavorare con il trapanino è anche opportuno e possibile non togliere più il bite di bocca…si usa il trapanino a bocca aperta sui punti di contatto ormai ben memorizzati oppure aggiungendo piccolissime quantità di resina ove serve. Questa è la pratica. 

Perché bite inferiore e non superiore? Perché’ sul bite inferiore lavorerai nelle fosse, aggiungendo o togliendo spessore ove senti necessita’ di miglior sostegno …utilizzerai come riferimento le cuspidi (palatine, se sei un morso non incrociato laterale) dei denti superiori che dovranno occludere con le fosse del bite.

In caso di bite superiore tu praticamente ti vieni a trovare in una situazione impossibile da bilanciare. Il bite superiore viene applicato solitamente con l’intento di deprogrammare la muscolatura e rilassarla per tentare di ridurre digrignamento e bruxismo ma non serve a granché , Sono palliativi di breve, media durata. Quindi l’unico strumento valido e logico, dopo esperienza diretta e non tramite teorie o astrazioni, dato che siamo pazienti che devono risolvere necessariamente e subito i loro problemi di salute, è un bite inferiore rigido che copra l’intera arcata inferiore ma anche questo serve a poco se bilanciato senza il supporto dalle manovre muscolari descritte dalla APPIM.

I medici si fissano sul bite superiore perché non sanno che significa contatto CUSPIDE-FOSSA-STOP DI RETRUSIONE. Usano i molaggi per eliminare gli stop di Retrusione che sono invece fondamentali, li prendono per Precontatti, oppure rialzano con il kinesiografo, oppure si inventano occlusioni ancora più fantasiose e la gente sta male e non conclude poco o nulla. Ma non sapendo distinguere un sostegno essenziale da un precontatto, lasciando magari i denti in occlusione sui versanti vestibolari, o canino su canino, e quando proprio gli si chiede troppo…nel dubbio lasciano i denti posteriori sul vuoto, come spesso ci accade di notare osservando i calchi in gesso guardandoli da dietro, a contatto uno sull’altro.

© 2005, 2007, 2014 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone) – APPIM

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