
Bisogna con calma esaminare la situazione concentrandosi sulle sensazioni a muscolatura in tensione, non certamente a muscolatura normale.
Seduti al tavolo davanti allo specchio, bisogna imparare ad autovalutarci:
Importanti sono anche le simmetrie di disclusione. Una deviazione dalla linea ideale presuppone un problema da risolvere: un precontatto da limare oppure il contrario, un versante da spessorare.
In fondo è tutto qui il segreto: bisogna arrivare a distinguere se il fastidio è creato da un precontatto oppure da un insufficiente contatto.
Fatta questa distinzione, bisogna procedere alla rettifica senza perdere di vista l’intera situazione dentaria; senza dimenticare che ogni ritocco su un dente o bite modificherà l’intera inclinazione della mandibola e dei punti di sostegno e di sfioramento anche anteriore e che ogni volta il tutto andrà riconsiderato sulla base di continue verifiche delle sensazioni con l’aiuto delle manovre di controllo e delle cartine blu. E quindi prendere per riferimento l’unico dente o la coppia di denti che ci fa sentire sicuri e su di essi impostare i contatti degli altri. La posizione del mento non va mai persa; gli altri contatti possono essere anche fatti, rifatti, distrutti e rifatti cento volte o più fino a raggiungere altri punti fermi. I denti non sono trasparenti, quindi i contatti vanno dapprima percepiti, e poi immaginati e poi ancora valutati con le cartine blu e ben memorizzati in modo da poterli “vedere” mentre movimentiamo la bocca andando a cercarne i difetti durante i tragitti. Nei contatti risiede il nostro benessere, il resto segue…non importa se i denti sono diritti o storti, ammesso che essi almeno abbiano sufficienti superfici e cuspidi per poter creare un ingranaggio che andremo a migliorare, ricreare al meglio. Noi dobbiamo soltanto farli combaciare secondo certe regole non scritte.
Non si può procedere nei ritocchi una volta ogni tot giorni. I ritocchi occlusali vanno eseguiti a brevissima distanza tra loro, anche più al giorno nei casi importanti, perché le inclinazioni dei versanti sono tante ma una sola è quella giusta che ci serve in quel dato momento. E’ sufficiente una differenza di decimi di millimetro per alterare l’insieme delle sensazioni, per farci sentire sbagliati. O al meglio.
A. Valsecchi © 2005, 2015 Appim – edit C. Morcone appimlab