Christof Koch, ce lo spiega nel suo libro “Una coscienza. Confessioni di uno scienziato romantico”; durante un potente mal di denti che ha infiammato il nervo trigemino su un lato del volto, a causa di un molare inferiore inizia ad interrogarsi lucidamente sulla natura del dolore e sul modo in cui possiamo sentirlo. Un’infiammazione alla polpa genera attività elettrica che si propaga dal nervo trigemino fino al tronco encefalico. Di qui i treni di impulsi elettrochimici raggiungono la neocorteccia mediante l’attivazione progressiva di moltissimi neuroni fino a che (ma è una frazione di secondo) si attivano quelli di alcune zone specifiche. A quel punto si ha la spiacevole esperienza del dolore. «Il problema sta nel divario apparentemente incolmabile tra il sistema nervoso e la sua visione interiore, le sensazioni che esso genera», l’insieme della nostra vita mentale e spirituale. Nasce qui, l’inizio dello studio scientifico della “Coscienza”. Come fa l’attività del cervello a originare le sensazioni? Del resto, si tratta di viscida materia. Come può la mera “sostanza molliccia” originare la coscienza?
Il sistema nervoso periferico è composto di 12 paia di nervi encefalici, 10 dei quali emergono dal tronco encefalico, e di 31 paia di nervi spinali che si distaccano dal midollo spinale. E’ anatomicamente situato al di fuori del sistema nervoso centrale.
È possibile che, in vertebrati inferiori; i muscoli masticatori siano stati veri muscoli viscerali originari, sia per la struttura che per innervazione. Se ciò è vero, sembra anche ragionevole ritenere che nell’attuale struttura ed innervazione si sia verificata una somatizzazione filogenetica del muscolo e dei nervi, a partire dallo stato primitivo.
Del sistema nervoso Parasimpatico che fa parte del sistema nervoso autonomo, parleremo fra qualche giorno quando discuteremo del NERVO VAGO che può essere visto aderente alle vertebre cervicali e fa un percorso lunghissimo da qui il nome, con funzioni ancora non del tutto chiare; i nervi di tipo parasimpatico hanno origine nel mesencefalo, nel proencefalo, e nella regione sacrale del midollo spinale; le sue funzioni comprendono: rallentare il battito cardiaco, potenziare la contrazione della muscolatura liscia e la secrezione ghiandolare, e facilitare la digestione. Ma ne parleremo settimana prossima.
Il quinto paio invece, il celeberrimo nervo trigemino, è costituito da una componente sensitiva somatica principale ed è fondamentale per chi si bilancia, essendo molto presente in tanti sintomi afferenti allo Sbilanciamento mandibolare. Le sue fibre motrici forniscono i muscoli masticatori, cioè il massetere, il temporale e gli pterigoidei esterno ed interno.
Il trigemino con le sue tre branche (oftalmica, mascellare e mandibolare) nasce nel cranio e nel cranio si divide nelle tre branche. Queste fuoriescono dal cranio dal foro centrale, dal foro ovale della fossa glenoidea ove sono alloggiati i condili e da un foro esistente nella cavità orbitaria..
Vi sono condizioni neurologiche che comportano dolori frequenti e molto intensi, come ad esempio la nevralgia del trigemino. Nevralgia vuol dire dolore di origine neurale; il trigemino innerva i tessuti della faccia e porta segnali dalla faccia al cervello. Essa riguarda la faccia, in generale un solo lato e una zona particolare: ad esempio la guancia. Un gesto del tutto innocente, come un tocco lieve sulla pelle, o perfino un leggero soffio di brezza, possono scatenare d’improvviso un dolore lancinante: chi ne è colpito sente la pelle straziata da una lama, o trafitta da aghi che penetrano fino all’osso. Finché, questo tormento continua (e può presentarsi anche di frequente), il paziente non riesce a pensare ad altro, non riesce a fare altro: tutta la sua esistenza ora è concentrata sul dolore, mentre il corpo si ritrae in una chiusura difensiva.
E’ la condizione normale in cui si trovano molti malocclusi.
Talvolta, ci spiega l’autore, la nevralgia mostra di resistere a ogni possibile medicamento, e si parla di condizione intrattabile, o refrattaria; in tali casi, si può ricorrere alla neurochirurgia, unica via di sollievo. Così ci dice Antonio Damasionel libro “L’errore di Cartesio”, pubblicato nel 1994, Adelphi, un testo che critica l’approccio di Cartesio circa la separazione netta tra corpo e mente. Ma è realmente così? Secondo la nostra esperienza non è così, sbaglia anche Damasio. Ne ho sofferto in un certo momento della vita, verso i 27 anni, quand’ero a Milano, parliamo del 1996.
Ma ci muoviamo, ancora adesso, in un territorio, ove per quanta ignoranza circa le connessioni che noi invece usiamo in maniera banale ed ovvia, finanche possibili ipotesi di correlazioni tra mandibola, muscoli sovraioidei e vertebre cervicali. Ancora nel 2020.
Parliamo del Nucleo Trigeminale mesencefalico. Le fibre provenienti dai fusi neuromuscolari dei nuclei masticatori e dai recettori delle gengive, dei denti e del palato duro, hanno i loro corpi cellulari non nel ganglio trigeminale ma addirittura direttamente all’interno del Sistema Nervoso Centrale SNC. Essi sono visibili in una colonna molto sottile detta Nucleo Trigeminale mesencefalico.
Questa situazione in medicina è ritenuta anomala, strana perchè tutte le fibre sensitive hanno i loro corpi cellulari nei gangli periferici e quelli no…Perchè? La funzione di questo nucleo è assai oscura per la medicina. Si è pensato che abbia un ruolo importante per la masticazione e la coordinazione dei movimenti perché i suoi afferenti conducono importanti informazioni propriocettive. Ma se tagliamo questo nucleo ad esempio in una scimmia, essa mastica egualmente.
Di sicuro, uno dei suoi motivi funzionali è quello di stiramento del massetere, del riflesso mandibolare. Un contatto sul mento provoca la sua contrazione bilaterale, in modo riflesso. Ritengo che questo sia il motore che ci fa percepire contatti e sfioramenti di occlusione muscolare, dei molari, vista anche la grande estensione e la bilateralità dello stesso, nonché la profondità con cui è connesso col cervello.
Vedremo, fra qualche secolo, se qualche biologo vorrà studiarlo per capire meglio come mai ognuno ha una percezione diversa e se esso può essere utile e stimolabile attraverso il bilanciamento, come si modifica. Può essere che sia questa la sede dove vengono raccolte e gestite le informazioni di piacere dei contatti, di armonia grazie al riflesso di questo nucleo? Chissà..
Chissà perché i sofferenti di trigemino hanno sempre delle bocche vuote di denti o dai denti problematici. Eppure i neurochirurghi non vogliono convincersi che in assenza di patologie organiche o di evidenti conflitti vascolari, è lo Sbilanciamento di Bocca il responsabile dei sintomi e delle nevralgie.
Eppure i pazienti manifestano spesso che il sintomo è stato scatenato, a pensarci bene, dopo l’applicazione di una protesi, di un impianto, di sbilanciamenti di pressioni occlusali e quindi la medicina tenta di agire con le micro compressioni del Ganglio di Gasser, delle decompressioni vascolari e così via.
Eppure è ben noto che il trigemino si ramifica in tutta l’arcata mandibolare e in quella mascellare, arrivando alla radice di ogni dente…e le radici sono molto più dei denti stessi!
Durante l’intervento chirurgico di decompressione micro vascolare, il chirurgo può anche rimuovere una porzione del vaso a contatto con il nervo trigemino o tagliare parte del nervo stesso (neurectomia). Viene eseguita con un taglio dietro l’orecchio (quindi vicinissimo l’ATM), allontanando la vena.
Con la radioterapia, la radiofrequenza, si causa la lenta formazione di una lesione del trigemino, che interrompe la trasmissione dei segnali dolorosi al cervello. Certo non c’è più dolore ma anche perdita del gusto, intorpidimento del viso. Ma si resta sbilanciati…Vale la pena? Perchè sempre l’accento sul dolore? E’ così avanti la medicina?
D’altra parte essa si può fare solo con pazienti sotto i 40 anni per i danni eventuali che può causare questa terapia secondo noi non idonea. E’ più importante il conflitto neuro-vascolare che il conflitto cranio-mandibolare, dal condilo sbilanciato che comprime vasi e tessuti, come abbiamo spesso scritto.
Un bite o una protesi sufficientemente bilanciata avrebbe potuto dare sollievo e decomprimere attraverso i movimenti corretti.
Così come l’ernia non fa più male quando il corpo ritrova la sua verticalità grazie agli spazi intervertebrali che recuperano i loro rapporti originali, ed è successo a qualcuno del nostro gruppo, abbiamo le testimonianze; così è successo anche per il trigemino…abbiamo le testimonianze.
Quindi il condilo sbilanciato in se stesso non danneggia, altrimenti tutti i malocclusi sarebbero a rischio certo, ma è la muscolatura contratta o in tensione del viso (guancia, occhio…) che ne determina la sofferenza; sono le “Compressioni a distanza” che colpiscono!
Il maloccluso può soffrire di questo disturbo senza avere altre patologie, è solo sbilanciato di bocca, ma ne risentono i vari distretti del viso…esistono i famosi trigger points dei quali parlano tutti i libri di gnatologia, quelle stilettate che prostrano il paziente e sul quale agire chirurgicamente è come voler affrontare una tigre coi denti a sciabola le recidive non possono mancare…
Non può essere sempre questione di compressione procurata da un condilo sbilanciato, perchè, per fare un esempio, il nervo che infiamma l’occhio fuoriesce in zone distanti dal condilo.
Ma se la muscolatura contratta e tesa coinvolge i nervi, tanto che si parla fin troppo di “neuromuscolare”, si può quindi ipotizzare che certi tipi di contrazioni muscolari, coinvolgendo i nervi che li attraversano in una tensione asimmetrica e scoordinata possono essere all’origine di quella sofferenza nervosa.
Se quindi parliamo di zone lontane dal condilo come gli occhi, la sensazione di tensione spesso presente nella zona degli occhi, il bruciore e la lacrimazione o la secchezza anomala sono tipici di una malocclusione di una certa gravità e nessun oculista potrà mai porre rimedio a questi disturbi, come nessun neurologo e nessun neurochirurgo potranno dare garanzia di guarigione.
Solo bilanciandosi di denti, riportando la muscolatura ad una sua normale attività esente da contrazioni esagerate, solo così i trigger points, le fitte, il dolore all’occhio, quelle vibrazioni quasi impercettibili che fanno vibrare le palpebre ( blefarospasmo ) , scompaiono e scompaiono contemporaneamente ad altri disturbi quali la lacrimazione problematica, il senso di ovattamento all’orecchio, il ronzio, la rinorrea, l’infiammazione di gola. E sono esperienze concrete di ognuno di noi.
Uno scienziato, Loewi negli anni ’20 fece un esperimento circa il nervo Vago, lo isolò da una rana e vide che stimolandolo elettricamente, poteva abbassare le pulsazioni del cuore…La tachicardia di un certo tipo, così presente in certi malocclusi… è riconducibile allo sbilanciamento? Di questo ne parleremo la prossima settimana. Grazie.