
Sentiamo spesso dire “L’anomalia di una componente si ripercuote anche sulle altre ed induce un’alterazione dell’equilibrio funzionale tra le diverse componenti”, a proposito de l’Apparato Stomatognatico, ovvero parliamo di 5 tipi di sistemi:
La questione viene vista sempre dal punto di vista del solo DOLORE, del puro sintomo da eliminare, ma può il solo dolore esser considerato come cardine e guida della terapia? Ve lo chiedo come una pro-vocazione perché invece il dolore può portare fuori strada, può farci imboccare vicoli assolutamente ciechi e perdite di tempo. Siamo convinti che ci debbano essere ben altri punti cardine per dare credito, portare avanti e terminare una terapia efficace.
Ad esempio solo per i disturbi del Rachide possiamo avere diverse tipologie di persone con problemi, con dolore da movimenti ripetuti, un dolore intermittente da sola sollecitazione ma che non si irradia e smette quando si assume una posizione più armonicamente corretta, ma quando i movimenti ripetuti provocano dolore per stiramento muscolare ed inizia una discesa verso la progressiva cronicizzazione del sintomo doloroso con una forbice di età del paziente compresa tra i venti e i cinquantacinque anni, ovverosia praticamente la maggior parte delle persone che pratica attività di un certo rilievo, che si fa, si continua ad andare sulla zona del dolore o si cerca altrove? Sì e ammesso che si cerchi, dove cercare come e perchè?
Vediamo che certi interrogativi sono la norma, dovrebbero esserlo, perchè poi ai famosi triti enunciati circa una seria diagnosi e quindi una seria terapia, non se ne vedono né le prime e nemmeno poi le seconde, visto che se si vede una parte del problema, come si può pensare di conoscere il più vasto ventaglio possibile di soluzioni?
La causa per esempio viene definita dallo spostamento di materiale discale che provoca una pressione sulle strutture innervate. Ma non si spiega mai perché quelle strutture non sono coerenti , di persone che hanno ernie è pieno il mondo, però non tutte hanno dolore, è statistica.
Un altro problema ancora più grave è che la riabilitazione o presunta tale, non gestisce che il dolore, il che va benissimo per tamponare momentaneamente, ma non va a ripristinare le questioni che lo hanno causato, tanto più che col tempo, ovviamente potrà riaccadere…ed accadrà. Da sbilanciati, accadrà.
E a chi fa comodo avere pazienti sempre? Non al paziente stesso che però certamente si sente protetto, si sente curato e coccolato, lo vediamo nel modo di porsi sempre cordiale, professionale, corretto..ma tutto ciò è ininfluente dal punto di vista terapeutico, può influenzare l’effetto placebo che è pure sostanziale (ha un potere quantificabile del 20-30% ed a volte oltre nell’illudere il paziente che si sia guariti, è tutto passato) ma ammettiamolo, è solo buon marketing. Serve un impulso di coraggio in più da parte dei professionisti per aggiornarsi facendo confluire certe informazioni sistematiche in altre informazioni più corrette e complete che comprendono il grande valore dell’occlusione muscolare.
In un libro famoso in America “Trick or Treatment” pubblicato nel 2008, (in italiano “Aghi, pozioni e massaggi. La verità sulla medicina alternativa”, Rizzoli 2008, fuori catalogo), il fisico Simon Singh (indiano in USA) e un altro fisico e professore di medicina complementare, hanno avuto la bella idea di inviare in diversi studi persone che non avevano sintomo ma che ne manifestavano al chiropratico o agopuntore e puntualmente venivano colmati da diagnosi sicurissime e con diagnosi e cause anche molto diverse da un professionista all’altro, scoprendo tra l’altro anche la famosa dicitura dibattuta della sublussazione, che non esiste nella realtà scientifica, è una pura invenzione lessicale. Il signor Palmer che l’ha inventata molti anni fa come molti anni fa, come causa di ogni problema e cura, non solo il dolore alla colonna vertebrale, pecca di grande superficialità. Ma poi ognuno è libero di fare ciò che si vuole..Il punto è che vanno indagate certe questioni.
E se, quella sintomatologia dipendesse dalla mesializzazione (leggi: usura delle superfici ) unilaterale inferiore dell’arcata mandibolare che procede secondo il proprio sbilanciamento? La mesializzazione dei denti inferiori è provocata da denti posteriori troppo bassi rispetto al premolare. La mancanza di un dente può accentuare la mesializzazione ma non provocarla; L’effetto leva derivante dallo scivolamento per insufficiente spessore e la conseguente forzatura sui versanti inclinati spinge in avanti i denti posteriori, usurando le zone interprossimali, inclinando radici e denti. L’inclinazione si realizza soltanto sui denti inferiori e sul Lato dentario Basso, non esiste mesializzazione sui denti superiori. Il danno diventa ancor più’ visibile quando i denti inferiori centrali presentano il tipico affollamento. Eliminando con gli spessori nei punti di Fossa e stop e ricreando quindi le superfici usurate potremmo tornare a creare quelle condizioni primitive di coerenza muscolare, del movimento, articolare, neurologico, perdute. Così come hanno fatto tanti bilancianti negli anni. E’ una possibilità alla portata di tutti ormai. E cosa c’entra l’usura dei denti con i muscoli? E’ una domanda importante che ci viene spesso rivolta, perchè non se ne capisce il motivo, a prima vista, senza aver connesso occlusione con il sistema muscolare, che agisce in ogni movimento umano.
Torniamo quindi al dunque e cerchiamo di farci la domanda che ci serve: L’odontoiatria prende quindi in considerazione o almeno conosce le questioni dei muscolari e le connessioni con l’occlusione, ATM e innervazione? No. Eppure sono state fatte pubblicazioni, sono stati fatti incontri per trent’anni.
Perché? Non lo sappiamo.
Dobbiamo approfondire la questione. Al prossimo articolo però…. (fine parte I)
Carmine Morcone – tecnico di bilanciamento, 2020