Non esiste una parola sui libri di gnatologia al riguardo degli stop di retrusione. Nessuno ne parla, nessuno ne sa qualcosa, eppure questi volumi sono stati scritti da specialisti.
Non esiste un cenno sulla necessità di frenare la retrusione della mandibola grazie a questi versanti inclinati obbligando i condili ad abbassarsi per scaricare i tessuti della fossa glenoidea da dannose compressioni, né esistono parole scritte sull’esigenza di un sostegno dentario anche nella posizione di riposo retrusa; nessuno che ritenga utile accennare a questo, eppure gli autori dei libri sono degli specialisti conosciuti, hanno un nome, una reputazione, un giro di allievi, una cattedra.
Non esiste da parte loro il dubbio che la retrusione manuale operata dal dentista sul mento del paziente possa falsare la traiettoria retrusa, cosi nessuno che capisca che eseguire un molaggio sul “loro” precontatto retruso provochi un appiattimento della fossa, una centrica lunga, e forse un torcicollo, una periartrite o l’infiammazione all’occhio, l’acufene, il dolore trigeminale, un precontatto retruso rilevato nella manovra di Dawson che oltretutto potrebbe rappresentare l’unico stop corretto di quella dentatura, che viene quindi barbaramente limato.
Eccolo qui lo stato dell’arte della grande Odontoiatria del nostro secolo: Fosse piatte, centriche lunghe per assenza di stop, rapporti inesistenti tra cuspidi di stampo e fosse inferiori, guide di gruppo, incapacità assoluta di verificare le altezze posteriori e le altezze tra destra-sinistra, eppure sono gnatologi, che per tutta la vita si dedicano ai denti di chi si fida del camice bianco e dell’attestato di laurea appeso alle pareti e dei certificati di partecipazione a Congressi.
Dentisti che non sanno mettere in occlusione due denti, che non sanno usare cartine blu per articolazione sottili, ma solo spesse come materassi, che eseguono otturazioni profonde, cosi profonde che il fastidio che ne scaturisce li convince ad eseguire devitalizzazioni inutili, eppure hanno frequentato corsi di gnatologia pagando somme a volte incredibili per sentire di tutto sui muscoli e niente sull’occlusione.
Siamo in una situazione raccapricciante, ove rifarsi una bocca è un salto nel buio, è l’anticamera di un tragico percorso che avvia il paziente all’artrosi, al crollo della postura, ai problemi di anca, alla sofferenza psicologica, alla trasformazione del carattere sempre più cupo, sempre più solitario, al desiderio di morte.
Noi pazienti, ignoranti e inascoltati, abbiamo messo a punto tutti i test di controllo della funzione muscolare della bocca..abbiamo scovato le regole, le abbiamo spiegate, chiarite nei dettagli, abbiamo sperimentato positivamente in prima persona ogni passaggio, abbiamo perfino raggiunto il più grande desiderio dell’umanità: raddrizzarci di schiena riportando in simmetria i contatti dentari, verificandoli via via con le manovre muscolari, correggendo con resine e trapanino e lavorando sempre e solo sui denti inferiori, senza sconvolgere la masticazione, senza buttar via denti preziosi, senza inventarci metodiche solo per apparire più intelligenti di altri, solo per dare un nome ad un metodo, per distinguerlo da altri lacunosi e inventati.
Siamo stati teutonici, precisi, assolutamente esigenti e refrattari ai compromessi proprio per non prendere scorciatoie o per accelerare certi percorsi…tanto da poter affrontare tutte le contestazioni presenti e future ormai con l’agilità mentale di un acrobata da circo…noi abbiamo ragione, e la ragione che sappiamo di avere la dovremo provare nel momento in cui porteremo i responsabili di certe strutture a difendersi davanti alle nostre richieste..
Non dobbiamo dar tregua a costoro, bisogna insistere … non dobbiamo avere momenti di esitazione, dobbiamo essere severi contro i responsabili di questa branca, severi e inflessibili per resistere al desiderio di riposarci…questo è quello che ci chiedono i pazienti di oggi e questo è quello che ci impongono i malocclusi morti anticipatamente dei millenni trascorsi…abbiamo un dovere da portare avanti,
e la nostra battaglia non si fonda sul caos, non è il disordine, non è lo sfascio di tutte le terapie…si pone su un livello più alto, è di una qualità più’ elevata…la nostra rivoluzione ha un senso e una portata storica perché migliora il genere umano, lo fa diventare sano, lo mantiene diritto ed energico…
è una disciplina che si sostituisce ad un’altra disciplina incerta, lacunosa, inventata spesso, che ha fallito. Il nostro compito è di far pulizia.