
“Alla palpazione il PUNTO TRIGGER è percepito come, un’area indurita di particolare dolenzia all’interno di una contrattura palpabile, se si preme, il paziente grida o salta dal dolore. L’area dolente viene percepita come una cordosità di 2-3 mm di spessore, come una formazione allungata fusiforme soprattutto se il polpastrello esplora trasversalmente alla direzione delle fibre muscolari, in diverse posizioni, per tutta la lunghezza del muscolo. La palpazione superficiale trasversale alle fibre muscolari dà l’impressione di una cordosità, la palpazione profonda nel verso della lunghezza del muscolo dà l’impressione di un nodulo. La pressione moderata e protratta del punto trigger provoca o aggrava il dolore nella regione di proiezione, il dolore può richiedere anche 10 – 15 secondi per comparire.
La palpazione a scatto può evocare uno spasmo di difesa (anche in qualche pt latente) che blocca l’ulteriore allungamento del muscolo. Il dolore aumenta quando il muscolo è in una posizione di accorciamento come contro una forza fissa. L’allungamento (stretching) attivo o passivo del muscolo interessato aumenta il dolore, sino a causare uno spasmo protettivo registrabile con l’elettromiografia. L’allungamento passivo del muscolo è limitato. La massima forza contrattile del muscolo interessato è diminuita.
Gli esami ematologici muscolari (ldh – cpk), l’emg, cosi come gli esami di imaging: rx, tac, rmn,
SONO NELLA NORMA. I muscoli normali non hanno contratture, non sono dolenti alla palpazione, non hanno spasmi all’iniezione locale, non proiettano dolore in seguito ad una compressione. Le sindromi miofasciali colpiscono praticamente tutti. ” A. Fiumano il Dolore muscolare.
“Il reumatismo fibromialgico veniva ritenuto una volta un disturbo psichico, tanto che la presenza nei pazienti di alcune note caratteriali comuni ha stimolato i ricercatori a impiegare dei test in grado di delineare la presenza di eventuali disordini psichici. Il dolore fibromialgico, che viene riferito come continuo e costante nel tempo, tipicamente varia di intensità da un giorno all’altro e risente in maniera caratteristica delle modificazioni atmosferiche. L’esame clinico consente di evidenziare anche in questo caso alcune sedi (trigger points) la cui pressione è in grado di scatenare un’intensa sintomatologia dolorosa. L’esame obiettivo articolare è assolutamente negativo o si riduce a evidenziare una limitazione funzionale dovuta ad una contrattura di gruppi muscolari che di norma scompare quando il paziente “si distrae”. L’assoluta normalità degli esami di laboratorio e delle comuni indagini non consente di confermare una causa organica. COME ESCLUDERE CHE I SUDDETTI DISTURBI, LA CUI EZIOLOGIA E’ IN MAGGIOR PARTE SCONOSCIUTA, NON DERIVINO DAI DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI? E SE DUNQUE QUESTI PAZIENTI SOFFRISSERO DI MALOCCLUSIONE MANDIBOLARE?” A. Valsecchi Teoria di Occlusione Muscolare 1993, pag. 193.
Questo scritto 25 anni fa da una semplice paziente risolta…Mentre solo ORA la medicina timidamente cerca di capire cosa sia la Fibromialgia ..Ma è ben lontana da accettare certe cause, non le accettano i dentisti, non le accettano tanti pazienti, che pensano agli integratori e ai farmaci…non possono accettare che essi sono “semplicemente” SBILANCIATI. Noi lo sappiamo perché abbiamo risolto… 10, 20, 30 anni sono secoli per la medicina…Siamo effettivamente troppo avanti per questa società..eppure siamo qui a dimostrare i fatti.
E alla fine, dopo la procedura della palpazione, non vi è nessuna terapia universalmente accettata..quindi o si diventa dipendenti dai farmaci oppure si prova col bilanciamento.
a cura di C. Morcone appimlab amministratore