E LA DEGLUTIZIONE ATIPICA SCOMPARE
Nella deglutizione scorretta (atipica o disfunzionale), la punta della lingua spinge contro o tra i denti frontali – incisivi e canini – (in qualche caso, tra i denti posteriori), mentre nella corretta deglutizione la lingua è a contatto con la superficie superiore della punta verso le rughe palatine e verso lo spot palatino, una leggera collina dopo queste rughe prima di incurvarsi nella cavità del palato vero e proprio, alla sensazione di qualsiasi profano.
In un articolo che fa riferimento ad un altro articolo di 9 pagine sulla deglutizione atipica col titolo di “Analisi osteopatica e posturologica tra deglutizione disfunzionale ed alterazione dell’equilibrio”, tra le altre cose ovviamente condivisibili sulla lingua su cui nessuno può quindi pensare il contrario, anche se si parla di muscoli, di lingua, di postura, mandibola, mai vengono menzionati i denti, i contatti dentari, solo analisi posturali…grave errore…
Si nota, di passaggio questa frase che denota la superficialità. Tale superficialità è logica per chi non conosce i pazienti auto-riabilitati ma per chi invece li conosce, girarsi dall’altra parte non fa bene alla scienza medica. E soprattutto ai pazienti che hanno le proprie patologie irrisolte o al massimo arginate.
In un passaggio, non in neretto, quindi non importante per loro:
“Di norma ognuno di noi ha un lato preferenziale di masticazione (lato di lavoro), per questo motivo il tragitto mandibolare frontale è di solito asimmetrico.”
Certamente..ma questo non è un dato da lasciare così, va risolto. E’ il maloccluso che opera in questa maniera..perché in una persona risolta posturalmente occlusalmente o come vogliamo noi…non vi è più un lato preferenziale e la mandibola chiude in Asse. Per il resto è logico che tutto sia connesso (e chi può mettere in dubbio tale lapalissiana ovvietà?) ma dipende come si vuole agire..se ad esempio la curva di von Spee è appiattita, con la lingua non si fa niente, se i denti sono bassi, se i margini anteriori sono rovinati per via di mancanza adeguata di spessore posteriore…e così via..si deve agire sui denti.
In un secondo passaggio si scrive così: “La lingua, è il punto di partenza dal quale si sviluppano la mandibola, il mascellare superiore e tutti i muscoli facciali.”
Può la lingua, un muscolo, essere il punto di partenza di un sistema scheletrico e della mandibola e di tutti i muscoli facciali? Non è plausibile. Sembra piuttosto un sistema interconnesso di un muscolo particolare quale è la lingua, con fasci muscolari, ossa, organi, sistema nervoso, sistema circolatorio, e i denti stessi che sono i punti di contatto tra la mandibola che è mobile e il cranio che è fisso.

Successivamente che: “dei soggetti con normale occlusione dal 40% all’ 80% non presenta contatto dei molari durante la deglutizione” e qui sfugge il significato di “normale occlusione”, dato che nella deglutizione i denti entrano in contatto di massima intercuspidazione o ICP e quindi se i molari non sono in contatto reciproco non vi è a monte “normale occlusione”. E’ quindi plausibile che, come diciamo da ventuno anni, che dal 40% all’80% sia presente nei soggetti, malocclusione.
E ancora: “Una diminuzione dello spazio C0-C1 (Occipite-Atlante) comporta un aumento della dimensione verticale occlusale con interposizione linguale anteriore”. E anche questo non è esatto, dato che il bilanciato ha aumentato Dimensione Verticale e quindi estensione e altezza tra occipite e atlante risolvendo l’interposizione linguale proprio da queste altezze ottenute senza aprire il morso anteriore.
Negli studi cefalometrici si mettono quindi a contrasto vertebre, angoli, assi, diagonali, muscoli, cranio, filo a piombo, esercizi di logopedia e trattamenti osteopatici ma non si parla mai di denti. Troppo difficile capirne in maniera completa tale per cui solo chi ha lavorato su di sé comprende senza sovrastrutture e gabbie culturali che un professionista non aperto necessariamente possiede. Peccato..ci sono professionisti validi. Auspichiamo dialogo e interazione, con le specificità proprie, per integrarsi a beneficio dei (loro) pazienti.
Alla fin dei conti cosa ci interessa? Ci interessa vivere diritti o ci interessa soltanto che la lingua e la deglutizione che “per il momento” non ci diano fastidio? O invece ci interessa sia vivere diritti che avere la lingua al proprio posto e una mandibola che chiuda coperchio su scatola quando appesi facciamo il test della Sbarra?
Eppure, ecco una persona, anche umile, senza grossi background di fisiologia ma con conoscenza dei contatti dentari e delle regole dell’occlusione, pur con i problemi descritti, in poche settimane ottiene successo sperato. E la deglutizione atipica, la lingua che aperta esce lateralmente, se presente, sparisce. Per sempre.
2014, C. Morcone