
Giacomo ci scrive…
“Sto vivendo un inferno, un calvario. Dopo l’ortodonzia sono peggiorato tantissimo, ma d’altronde la dovevo fare….tanto che ormai non riesco a controllarmi, mi sento in continuo disagio, ansia, sudorazione, fobie, pazzia (non scherzo). Attorno a me nessuno mi comprende, vivo in un mondo tutto mio come d’altronde da piccolo.
Sono stato un morso profondo, non credevo di fare questa fine, per ora sono nelle mani di Dio, praticamente la mia mandibola è laterodeviata, se prima già lo era (lo è sempre stata) adesso è proprio all’estremo. Quando un giorno capita di alzarmi e di stare con una mandibola ancora più contratta del normale, guai se qualcuno mi si avvicina, divento nervoso, son da manicomio. Non so spiegarlo, provo solo emozioni negative, emozioni distruttive. Nei momenti in cui sto nervoso posso arrivare ad avere una forza sovrumana, se tocco qualcosa la scasso per la rabbia, tutti muscoli vanno in tensione come se stessi sempre in una situazione di pericolo.
Non faccio altro che accumulare tensioni e quindi ho una potenza spaventosa, se esplodo con un pugno potrei scassare qualunque cosa, non sento neanche dolore, proprio come quelli dei manicomi, le nocche non mi fanno male, non avverto dolore, sono irritante, ipersensibile, nervoso come non mai, un vero pazzo del manicomio.
Mi vergogno a dirlo, che voi ci crediate o no, sto veramente così. La dimostrazione è che quando la mandibola va più nella sua dimensione spaziale ritorno più sereno, più tranquillo, più in pace con il mondo, meno autolesionista ecc…(il contrario di prima).
Forse in futuro si prenderà coscienza di questa cosa, chi lo sa, poi si devono dare delle dimostrazioni che convincano questi medici che è così, è un nostro diritto quello di essere benocclusi, non è giusto il fatto che certe persone debbano essere benoccluse e altre gravi come addirittura….non è giusta questa cosa.
E’ l’unica cosa nella vita su cui mi incazzo, non mi pare giusto, saremmo tutti felici se fossimo benocclusi come quelle rare persone che vediamo oggi.
Una sofferenza di una vita intera inutile praticamente, per un problema che non viene neanche affrontato né giustificato, perché non si conoscono i malesseri legati a questo disturbo e quindi non ci può essere comprensione da parte degli altri.
Ha ragione Giacomo di ribellarsi ad una situazione della quale oggi i colpevoli sono i medici che potrebbero fare, ma non fanno, preferiscono lavarsene le mani. E noi con fatica dobbiamo tempestarli di info sapendo di non riuscire a sfondare il muro che hanno eretto…ma i pazienti stanno diventando tanti…pazienti che hanno conseguito risultati insperati, che stanno portando a termine la ricostruzione del loro assetto…che parlano, spiegano, raccontano, suggeriscono e consigliano e aiutano.
A. Valsecchi 2018 a cura di C. Morcone appimlab amministratore