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DIMMI QUANDO QUANDO QUANDO

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” Dimmi quando tu verrai
dimmi quando, quando, quando
e baciandomi dirai:
Non ci lasceremo mai! “

Emilio Pericoli

Dimmi quando tu verrai, occlusione bilanciata? Chi può dire di quante ore, di quanti giorni o di quanti mesi di lettura, studio, incontri e  di grande impegno personale è fatto il lavoro di bilanciamento?
Che cosa è una giornata o un mese di fronte alla sensazione di aver capito come stabilizzare la bocca?
Accanto a questa fatica, deve esserci una volontà, una capacità di distinguere con buon senso i passi che giorno dopo giorno devono andare nella direzione giusta. Non si può iniziare una riabilitazione se non si hanno in mente le simmetrie da raggiungere, non bisogna affidarsi solo alle sensazioni. Bisogna essere attenti alla postura, al collo che cede da un lato, alle spalle che dondolano, al ginocchio che scricchiola…questi sono i campanelli di allarme.

Non bisogna fissarsi sulla bontà di una sola prova, perché una prova da sola non basta; va incrociata continuamente, va ragionata a mezzo di schemi, questo perché la bocca ha 3-4 movimentazioni e quindi deve potersi districare dalle Fosse, ma l’appoggio di fossa non può essere piatto per evitarne l’uscita brusca, deve essere tondeggiante con vie di uscita, che accompagni anche l’escursione dei denti. La Retrusione deve essere sostenuta, la Guida Incisiva deve essere esente da precontatti, la Guida Canina deve agire solo sul canino e non essere una guida di gruppo…la cuspide palatina deve
calzare nelle fosse del bite, per ogni cuspide deve esservi un contatto solido in fossa e vicino deve esservi lo Stop di Retrusione relativo. 
Le regole certo ci sono, ma il nostro buon senso le deve individuare senza bisogno di leggerle, perché il corpo reagisce velocemente…e le gengive pure; non si può bilanciare un bite una volta ogni sei mesi…o due volte al mese! Non vi è un calendario dettato dalla voglia o programmato. La malocclusione non programma, esiste e persiste, se non viene registrata inizialmente col bite bilanciato anche, in determinati casi in cui i Test lo consigliano, tutti i giorni, per molti mesi. 

Non osservare mai comunque solo un’arcata; è l’insieme delle due arcate che deve dare conferma di rapporti adeguati. Anche se si dovessero avere due denti storti e uno diritto nella zona inferiore, non ci sarebbe da preoccuparsi purché i denti antagonisti superiori fossero tali da mantenere un contatto armonioso di sfioramento.

Il lavoro richiede centinaia di ritocchi fino al riposizionamento dell’articolazione; centinaia di ritocchi significano ore di lavoro sulle resine a freddo – fosse, stop, precontatti – con cartine blu e trapano, sotto una buona luce, perché l’inclinazione di tanti contatti contemporanei non può avvenire in modo veloce e il collo, la schiena, la testa riflettono immediatamente la situazione. Un millimetro di spessore mancante storta il collo, i millimetri sono metri in bocca. Uno stop di retrusione inesistente storta il labbro nel sorriso e crea morsicature all’interno della guancia; un precontatto in zona incisiva scopre il colletto del dente o lo fa sanguinare, una mancanza di contatto in zona canina con ad esempio un morso aperto, danneggia una gengiva o fa roteare il dente.
Bisogna garantire ai denti i loro contatti e i loro sfioramenti fisiologici, non possiamo imporre loro le nostre idee. Siamo NOI che dobbiamo adeguarci alle loro regole: alle regole dell’Occlusione.

2004, 2015 A. Valsecchi (a cura di C. Morcone)

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