
Il depresso è un pessimista, un fatalista, rimanda l’azione, non ha voglia di curarsi o meglio ha paura e quindi si riempie di diagnosi, propositi ma a conti fatti non riesce a decidere, non si crede all’altezza, non ha stimoli sufficienti per cambiare, si crogiola nella sua condizione di persona sensibile, sofferente, fragile, scambiando sovente ingenuità per innocenza. Se non è realmente disperato come lo sono alcuni malocclusi, non affronterà mai una strada difficile che lo possa portare fuori dai problemi, preferirà assumere farmaci o intraprendere la via dell’analisi. E quando presserà per richieste di aiuto disperatamente e insistentemente, anche lì, è difficile che poi prenda in mano la propria vita.
Il depresso ha poca fiducia in se stesso e negli altri…si lascia andare perché il mondo abbia un senso di colpa nei suoi confronti. Un mondo e un ambiente però che al massimo lo compatisce, di solito lo ignora inesorabilmente.
La persona malocclusa è una persona sfiduciata. Che ha perso la fede, su chi avrebbe dovuto “salvarla”, curarla, proteggerla, medicina, medici, riabilitatori, parenti, compagni e compagne che non hanno compreso la propria condizione, genitori, fino a non riconoscersi nemmeno più nel proprio corpo, come un oggetto distante e indesiderato, non più “efficiente”, bello e narcisisticamente da esibire..a prescindere dall’età.
Avrebbe bisogno che gli si imponga di fare con chiarezza e certezza da chi ha già risolto: solo così spinto o obbligato a risolvere prima possibile, grazie a un gruppo di pazienti come se stessa, solo così la persona potrebbe decidere di Autobilanciarsi…ma anche lì serve consapevolezza della sua condizione.
Una conoscenza che non possiede e una visione che non ha al momento, essendo troppo addentro alla sua serie di malattie che lo sconvolgono lasciandolo interdetto e in una eterno sospeso. Il fatto di fidarsi è un problema per queste persone, sfiduciate e con giudizi senza appelli per la Medicina e i medici. Dobbiamo ridare fiducia a queste persone, è il nostro compito.
Fiducia, affidarsi, sono derivazione della parola FEDE.
Ma è proprio la Fede che manca a questi pazienti e in assenza di questa si deve avere il controllo della propria vita. Ci si sforza, serrando i denti, ma come non si riesce a controllare la chiusura della propria bocca cosi non si riuscirà nemmeno a controllare la propria vita. Che prende tutta una sua direzione al di là della propria volontà.
Questo dissidio interno ed esterno rovina il maloccluso giorno per giorno. Nei giorni di festa, dove tutti sembrano (sembrano) divertirsi e prepararsi con luci e gioie e ritrovi in famiglia, bisogna fare i conti con lo stato psicofisico di fine anno, un altro anno con problemi, malattie, dolori cronici, false speranze poche certezze.
Tra le poche certezze però possiamo annoverare i nostri Test muscolari Appim in muscolatura in tensione, da farsi seduti, calmi e tranquilli.
Solo così sapremo certo che siamo sbilanciati, e che quel contatto solido su un unico dente alla Sbarra prima degli altri ci crea fastidio,bene, quel precontatto che non conosciamo né abbiamo visto nemmeno alle cartine ci crea fastidio, bene, quella guida canina che fa scivolare troppo da un lato e meno dall’altro, bene..
Vuol dire che le sensazioni ci sono!
Vuol dire che si può fare ancora tanto e che si è ancora vivi e con una soluzione certa, ricreare quel vuoto, sfumare quello stop o quel versante, riadattare quel contatto e ritrovare il gusto di abbandonare la propria tristezza che in molti casi culmina della prostrazione e nella paura di mostrare la propria rabbia, panico o del terrore a lungo repressi.
Rinunciare al controllo (tra l’altro pessimo) della propria esistenza significa abbandonarsi al corpo, quel corpo che ha tradito le nostre aspettative. Non gli credono, non credono al corpo, quella carne in cui però essi vivono. Hanno paura che diventeranno incontrollabili. In realtà il corpo, passando da sbilanciato a bilanciato distruggerà la facciata contratta e rigida in modo da rivelare la vera personalità.
Una personalità arricchita di contatti in bocca giusti e una giusta movimentazione di tutta la struttura fisica non può che avere Fede nel proprio corpo che è tutt’uno con la mente.
Questo pensiero è totalmente nuovo perchè siamo abituati a pensare in maniera dicotomica corpo-mente con una sopravvalutazione della mente. Mentre è piuttosto un dialogo tra i due, in completo equilibrio.
Coloro che hanno una fede autentica si distinguono per una grazia nei gesti e nelle espressioni ritrovata.
Il nostro obiettivo è quello di ritrovare la Grazia al più presto.
© 2014, C. Morcone
vedi anche : https://bilanciamento.wordpress.com/2014/07/23/malocclusione-e-depressione/