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COSA NON FARE

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 © APPIM - Bite bilanciato con segni di cartine blu in ICP
© APPIM – Bite bilanciato con segni di cartine blu in ICP

COSA NON FARE

  • Non si estraggono denti per far posto ad altri
  • non si estraggono i terzi molari cioè gli ottavi (o denti del giudizio) se non per motivi certi
  • Inutile diagnosticare con strumenti se essi sono tarati su occlusioni ideali
  • Inutile diagnosi se la terapia diventa un dubbio dietro l’altro
  • E’ pericoloso fare definitivi su una bocca malocclusa
  • no al molaggio selettivo
  • no ai bite per “rilassare i muscoli” o diagnostici,  completamente piatti o puntiformi
  • no alle guide di gruppo
  • no al bite superiore
  • no a modifiche mensili o quindicinali
  • no a bite superiori ed inferiori insieme
  • non esistono gnatologi in grado di riposizionare una mandibola meglio di come può fare un paziente stesso e non per mancanza di volontà e/o capacità. Ci possono essere invece dentisti seri e concreti che aiutano con i loro tecnici di laboratorio l’assistito al fine di ricreare l’engramma occlusale muscolarmente corretto ai test APPIM e alla SBARRA e Rilassamento Profondo.
  • Al nascere dell’Appim, la gnatologia classica stessa ha perso senso.  I test muscolari sono eterni e validi per sempre perchè intercettano sempre le posizioni di occlusione, quali che siano, nello spazio tridimensionale.
  • i denti non si spostano se i contatti sono corretti e bilanciati
  • La lingua non ha potere di modificare l’occlusione e non determina malocclusione, al massimo modificherà i denti anteriori inferiori.
  • Non si deglutisce essenzialmente in Fossa ma verrà comodo farlo da bilanciati sul versante di Stop, sfruttando il maggiorato Freeway-Space.
  • Non esistono corsi di formazione, di informazione e materiali di studio per affrontare l’autoriabilitazione per pazienti e professionisti al mondo, che non siano quelli dell’Appim
  • Nei convegni ove si parla di postura e di gnatologia i pazienti non possono accedere né tantomeno parlare, tantomeno se sono pazienti risolti Appim.
  • No a strumenti diagnostici che si sono rivelati inefficaci, inutili, costosi e superficiali come pedana stabilometrica, analisi bipupillare, i trigger points, i piedi…alcuni test kinesiologici sono assimilabili però ai test APPIM, usarli per confermare.
  • Inutile misurare i livelli elettromiografici se appendersi alla SBARRA denota già malocclusione
  • Chi parla di postura spesso non conosce la bocca, tantomeno la propria. Comprende il problema ma non lo affronta mai, per mancanza di esperienza sul campo.
  • Chi parla di multidisciplinarietà non fa altro che frammentare il paziente tra più soggetti senza “educare” il paziente a rendersi autonomo e a controllare la sua occlusione sempre. L’unico vero paziente olistico è il paziente Appim che è arrivato dopo aver passato e speso anni tra cure, terapie, dietetiche, consigli, di vario tipo e ha dato fiducia ad ognuna di queste cose ma non ha risolto realmente la causa del problema di fondo.
  • chi si occupa di gnatologia è maloccluso tanto quanto e più di chi vorrebbe curare. “Medico cura te stesso” ancora ha un senso per l’APPIM.
  • non si cura assolutamente la malocclusione con l’ortodonzia
  • la malocclusione non è una sindrome di poche persone e i sintomi spesso non sono riconosciuti come riconducibili alla stessa.
  • no in generale alla chirurgia maxillo-facciale
  • no impianti corti non in occlusione
  • inutile togliere denti devitalizzati dato che essi sono fondamentali per il sostegno.

2014, © APPIM

 

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