
La rigidità o meglio la limitazione della grazie e della scioltezza, si manifesta sia a livello psichico che fisico e non è tanto un fattore di tipo cronologico, riguardante l’età della persona. Essa viene comunque espressa innanzitutto e principalmente in termini corporei, almeno per quello che vediamo di una persona, ma anche ciò che non vediamo che è sempre molto di più. Spesso i termini in cui parliamo di una persona rigida sono sempre gli stessi; appare poco spontanea nei gesti, ha un volto impassibile, con contatti muscolari dentari scarichi, con la mascella contratta dai muscoli tesi in maniera costante eppure in maniera asimmetrica, lo vediamo sempre dal fatto che pur avendo una muscolatura tesa, le labbra serrate per tentare di tenere una serie di contatti in intercuspidazione e in leggera retrusione simmetrici ma inutilmente e le labbra al posto di protendersi verso l’esterno in maniera fiduciosa con il “Bacio”, si serrano come a voler trattenere. Questa abilità a trattenere, questa inflessibilità si associa a collo rigido che può essere spesso con tendenza ad avere la testa anteroflessa, perdita delle curve fisiologiche o all’opposto si forma una rotondità alla base del collo, che si indurisce nel tempo. Il corpo perde così quell’unità tra alto e basso e inizia a dividersi. Il principio della divisione è il principio della malattia, giacché ogni cosa che è negativa per l’uomo inizia col dividere l’unità fondamentale. Questo ci dice da più parti Lowen in vari scritti molto illuminanti sulle dinamiche corpo-emozioni, sebbene non conoscesse affatto l’occlusione e quindi ricada in certe ingenuità. Partendo da ciò che ci spiega in più testi, possiamo però determinare con maggior precisione certi aspetti che invece ormai ben conosciamo già dall’esperienza trentennale di appim.
Ora, nonostante abbia tutte le forze per serrare i muscoli facciali, la persona può osservare una asimmetria inspiegabile senza una logica razionale. Alcuni dicono che è normale essere asimmetrici, altri dicono che si è simmetrici solo quando si muore, etologi che studiano gli animali e la natura affermano che la simmetria invece è un elemento difficile da mantenere e che è molto ricercato in natura. E allora perchè è così fragile e sotterraneamente riconosciuto? D’altronde modelle e modelli vengono scelti per la loro relativa simmetria, e se essi non lo sono vengono costantemente resi più simmetrici ed armonici con programmi di fotoritocco digitale. Dov’è quindi la verità delle cose?
La realtà sta nel fatto che è vero che siamo internamente asimmetrici negli organi ma non nei muscoli e nelle ossa, non esternamente. In più la mandibola è proprio l’unico osso che va da un lato all’altro del corpo ed è biarticolato. Poco più in basso vi è l’osso ioide che è anche sospeso. Poi abbiamo l’atlante, l’epistrofeo e certamente i condili della mandibola che si relazionano con le fosse glenoidee del cranio. Ma cosa mobilita e sostiene tutto questi tessuti, legamenti, organi se non le arcate dentarie e i denti come ingranaggio raffinatissimo e fragile, minuzioso e complesso? La tendenza del corpo è quella di essere simmetrici muscolarmente. La tendenza non significa un’assoluto, ma arrivare al meglio delle proprie possibilità tenuto conto dell’anatomia che ci limita, che ci è propria, che identifica ogni individuo.
Ora, sebbene ognuno di noi sia diverso, tutti dobbiamo rispondere a leggi fisiche e chimiche. Una di queste è proprio che la natura della simmetria di contatto, dell’occlusione muscolare e come scriveva Giorgio Colli in un suo libro “La natura ama nascondersi”. La natura si nasconde lì dove è più tormentata e più visibile. Nella bocca.
Eppure non diremmo mai che un viso con un occhio più piccolo dell’altro possa avere sotto quell’occhio piccolo un molare privo di sostanziale contatto coerente, oppure che un sorriso asimmetrico abbia sul lato poco contratto un premolare che non agisce secondo le regole, che un lato della schiena bassa ovvero la parte lombare possa essere risolta con un appoggio del primo ma soprattutto del secondo molare, che l’assenza di stop di retrusione inferiori faccia scivolare il mento in avanti impedendo la coerenza di un profilo, che la guida canina assente possa creare problemi al collo e quindi risolverli assieme all’ultimo molare, che un premolare possa influire (impedendo col contatto coerente contro la membrana oltre il palato) di avere naso chiuso e i raffreddori, che possa un premolare dettare legge rispetto all’articolazione scapolo-omerale, e così via…La mappa di ciò che si può collegare è lunga ed ancora non esaustiva dopo diversi decenni di studio approfondito e ravvicinato.
Se è vero che il corpo è anche emozioni, esse vengono espresse in maniera lineare, egosintoniche, col supporto totale dell’Io, direbbe ancora Alexander Lowen. Non c’è e non ci può essere retropensiero in chi si è bilanciato, c’è piuttosto una coerente linearità e quando la persona esprime rabbia essa non è derivante da compulsività, non è mai esplosiva ma razionale, perchè i contatti armonici non fanno sobbalzare la mente non più disturbata ma la sostengono nello sforzo di porsi nel mondo per quello che è, segue il flusso che crea e se non può si adegua ad esso.
Accanto alle persone rabbiose e rigide ci sono d’altra parte anche quelle inerti, “prive di spina dorsale”, che decidono non decidendo ma sono piuttosto arrendevoli, negano le emozioni, il sentire. Quindi, dice la bioenergetica, “mentre la mascella in fuori esprime un atteggiamento di “non volersi lasciare andare”, la mascella retratta dice: “non posso lasciarmi andare”. In questa misura, una terza classe è renitente, le guarigioni sono lunghe in genere perchè non si vuole abbandonare il passato, mentre il morso profondo è impotente, si vorrebbe abbandonare il passato con i sintomi e i disturbi ma è costretto, imbrigliato, legato inchiodato fisicamente e psicologicamente da una mandibola che non si muove agilmente in avanti e non potrebbe farlo pur volendolo perchè significa non avere dimensione verticale e sfioramenti coerenti per arrivare fino all’altro capo del suo tragitto, in Protrusione, fino agli incisivi superiori ed oltre. E gli altri morsi? Diciamo che tra la volontà che manca e l’impotenza, bisogna trovare un modo per uscire fuori dalla propria prigione. La volontà quindi va sostenuta e la fiducia nei movimenti crea la possibilità di liberarsi dall’incastro di un morso profondo, di denti bassi e quindi mandibola retrusa. L’importante, del resto è la sensibilità dei propri denti. Sensibilità a cosa e come contattano, non sensibilità alla patologia e al dolore.
Spesso chi si trova agli antipodi, tra gli esaltati e gli arresi, ha in genere poca o nulla sensibilità a percepire oralmente i contatti in bocca. A meno che non abbiano fatto protesizzazioni estese. Anche gli sportivi possiamo mettere in questo alveo, degli “insensibili”. Da un lato questo è comodo nella vita, essere poco sensibili aiuta a sopravvivere, ma serve realmente? La risposta dei denti è: No. La percezione è fondamentale per comprendere dove si è, come si è e perchè si è in questo stato. E da qui partire per un percorso personale faticoso ma realmente importante, fondamentale per vivere con dignità e salute per noi e i nostri cari. La buona notizia è che più si procede nel bilanciamento e più si aumentano le percezioni tra dente e dente, tra sfioramenti e contatti; in più ci sono di aiuto le cartine per articolazione usate dente per dente sottilissime col dorso in plastica, il che sembra una questione superflua a molti ma è di assoluta importanza per capire dove va la nostra bocca, dove va il nostro corpo, in quali lidi approda la nostra mente e da lì, guidarla verso orizzonti più sereni e appaganti. A questo serve l’insegnante e chi forma, nello specifico il Tecnico di bilanciamento.