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CONTATTI E PRECONTATTI : COME SUPERARE GLI OSTACOLI

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Un bite non bilanciato con bordi

Prologo

In un celebre testo di gnatologia, sotto una foto che mostra i denti inferiori marcati con le cartine rosse, l’autore esprime perplessità riguardo alle tracce da eliminare e quelle da mantenere. Nel testo si afferma: “Riposizionando i condili dalla loro posizione patologica a una posizione più distale (retrusa) e guidando la mandibola a occludere, si individueranno i precontatti da eliminare per ristabilire l’armonia occlusale.” Questo approccio, però, tradotto nella pratica, significa che, non sapendo come rialzare i contatti, tutto verrà molato per costringere il bilanciante in una posizione retrusa, ovvero in relazione centrica, muscolarmente teso e contratto, senza la possibilità di passare da ICP (intercuspidazione centrica) a retrusione in modo automatico e naturale.

Persone con un buon livello culturale possono capire facilmente se una trattazione scientifica è scritta bene o meno. Tuttavia, questo passaggio, tratto da un testo di formazione per dentisti, appare poco efficace, sia nella comprensione sia nella risoluzione pratica. Termini come “condili retrusi”, “condili anteriorizzati”, “relazione centrica”, “occlusione centrica”, “procoresi”, “cuspidi per sostenersi in occlusione”, “precontatti da limare” e “riposizionamento dei condili” sembrano astratti, inafferrabili e spesso contraddittori. Soprattutto i precontatti, che sembrano condurre a un’incertezza maggiore quando si tratta di decidere cosa eliminare e cosa mantenere.

Contatti e Precontatti: Come Distinguere i due macro insiemi

Nell’auto-riabilitazione dell’occlusione, è fondamentale saper distinguere tra contatti necessari e precontatti nocivi. Questa distinzione dovrebbe essere basata sulle sensazioni fisiche di disagio a livello di gengive, radici e muscoli. Le gengive, ad esempio, possono ritirarsi, arrossarsi o recuperare rapidamente quando un precontatto viene eliminato.

Le gengive richiedono sfioramenti fisiologici, ma come riconoscerli? Non esiste un manuale universale che elenca queste regole; queste vengono scoperte con pazienza e tentativi continui. Ogni dente laterale deve agire in sincronia con gli altri, mantenendo le simmetrie di contatto come base. I denti anteriori lavorano in coppia: solo il canino disclude da solo, ma solo dopo che gli incisivi del lato interessato hanno dato la spinta necessaria per discludere.

Gestire i Precontatti

Ogni precontatto o contatto alto può mascherare il precontatto successivo, che può trovarsi sul dente vicino o su un dente dell’altra emiarcata. Le sensazioni risultanti dal test con la cartina blu possono indicare l’esatta posizione dei precontatti da eliminare.

L’inclinazione obliqua della mandibola deve essere corretta monitorando tutti i denti posteriori e il gruppo anteriore. I ritocchi devono essere minuscoli per evitare errori significativi e per mantenere quel tanto o poco di bilanciamento che permette comunque di masticare e riposare.

Alzare le Fosse

Abbassando la masticazione si rischia di incontrare nuovi precontatti. Al contrario, alzando il centro della fossa si eliminano molti precontatti, purché si levighino eventuali sbavature. In pratica, si dovrebbe spessorare la fossa partendo dal lato più basso, pareggiando i denti simili (quarto con quarto, quinto con quinto, e così via).

È essenziale basarsi sempre sulle risposte ai test muscolari, evitando di fare supposizioni. La fossa, in pratica, non deve apparire come un pozzo, ma come un piatto ovale dai bordi lisci, tranne per lo stop di retrusione anteriore.

Distinguere e abilitare la Propriocezione orale con Certezza

I precontatti sono infiniti: l’eliminazione di uno spesso comporta la necessità di ritoccare un altro dente. Le sensazioni durante le manovre sono fondamentali per individuare dove concentrare l’attenzione, in base al fastidio maggiore o all’ostacolo più alto.

È importante saper distinguere tra i segni blu da mantenere e quelli da eliminare, memorizzando i punti di supporto indispensabili e agendo su questi solo per ultimi. È utile simulare i movimenti che causano disagio, identificando se il problema si presenta in fossa, in retrusione o in lateralità, e determinare se è dovuto a un eccesso di contatto o a uno scivolamento da correggere.

Non bisogna fidarsi unicamente delle sensazioni o delle cartine blu, né delle osservazioni superficiali o del puro ragionamento teorico. I precontatti devono essere studiati, sentiti e distinti con attenzione.

La Natura Subdola dei Precontatti

I precontatti sono insidiosi, tanto quanto le gengive che, pur scoprendo i colletti, non causano dolore; che si arrossano senza una causa apparente; che si anneriscono ma rimangono sane; che sanguinano senza fragilità capillare. La loro valutazione richiede pazienza, uno studio attento, e non può essere effettuata rapidamente.

La cartina per articolazione colorata da 8 o 12 µm può rivelare la traiettoria dei precontatti, ma bisogna evitare di intervenire con il trapano lungo tutto il percorso. I ritocchi devono essere delicati e graduali. Utilizzando la cartina per articolazione (consigliabili le Pelikan 205 handifilm ormai fuori produzione, le Hanel della Coltene da 12 strato singolo, le Artifol della Bausch doppio strato da 8 ), si può determinare il punto esatto in cui il fastidio si manifesta, che può trovarsi all’inizio, a metà, alla fine della traiettoria, o addirittura sul dente vicino.

Conclusioni: Controllo e Auto-Riabilitazione

Non si può insegnare esattamente come eliminare i precontatti, poiché ogni caso è unico e richiede riflessione pratica, intuizione, coraggio e una certa predisposizione a considerare la questione da un punto di vista delle simmetrie e delle relazioni curve. È necessaria molta fatica e pazienza. Ma proprio quando si pensa di voler abbandonare, ecco che arriva l’intuizione giusta e la soluzione.

Se la soluzione non è ancora arrivata, è sufficiente un contatto personale con un bilanciante istruttore esperto che possa indirizzare verso quel piccolo dettaglio tralasciato, e con un minimo ritocco del precontatto fastidioso, si ottiene immediatamente il beneficio tanto desiderato. Quindi, non si può insegnare, ma si può indicare il metodo di individuazione.

Una bocca non è infinita: i denti sono pochi centimetri quadrati. Solo superando gli ostacoli si può trovare un beneficio completo e duraturo.

Riflessioni Finali

L’auto-riabilitazione dell’occlusione è un percorso che richiede pratica, sensibilità, tentativi ed errori. Una volta individuate le regole, esse non cambiano più. È come imparare a guidare: una volta che si acquisisce la sensibilità necessaria, non si perde più. Il controllo dei contatti e precontatti dentali è una pratica che si sviluppa nel tempo e con l’esperienza.

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