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CONDILOGRAFIA, ARCO FACCIALE, CEFALOMETRIA….LA PREISTORIA DELLA GNATOLOGIA

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Non fatevi convincere da gnatologi con voce suadente e in apparenza preparati circa i modi di diagnosi e analisi per riabilitare uno sbilanciamento. Essi possono ingannare se stessi ma non noi…Non volendo imparare i test muscolari ne insegnarli ne applicarli su di se e i pazienti, continuano a proporre strumenti superficiali e imprecisi, nonostante tutto.

La condilografia e l’arco facciale non servono assolutamente, se non a valutare le conseguenze di uno sbilanciamento una mandibola sbilanciata, deviata, ma non possono indicare la cosa più importante ovvero gli spessori mancanti, necessari per capire quanto serve per riabilitarsi, le distanze muscolari tra le arcate in tutte le posizioni di occlusione, massima intercuspidazione, leggera retrusione, massima retrusione, protrusione, lateralità…Sono tracciati che nulla ci dicono e non confluiranno nemmeno in una azione univoca.
Quindi la condilograifa non serve. Come si vede, la fanno sempre in Retrusione, seduti e con la testa reclinata…a che serve? a nulla.

Bastano i test muscolari, molto più precisi.
La cefalometria, nemmeno questa dà indicazioni precise in merito, più precise dei test muscolari Coca-Cola, Sbadiglio, Bacio ed Altalena..se non quelle di misurazioni numeriche che poi non tengono conto di inclinazioni, effetti tenaglia, sfioramenti…sono misurazioni tutte da valutare senza un vero punto di partenza, come invece può essere la valutazione di un morso, il test Sbarra e quindi il primo punto di contatto, quello da cui partire, quello da non toccare…
L’arco facciale abbisogna di sedute frequenti e continue e l’aver chiaro che bisognerà adattarsi a tracciati appena sufficienti, nonostante le attese.

Questo perché la distanza muscolare tra mascella e mandibola viene impostata dai denti posteriori premolari e molari. Ogni tracciato anche incrociato non può suggerire quindi, visto che i due lati saranno sempre diversi nelle altezze, nelle inclinazioni, negli sfioramenti, nelle disclusioni laterali, nell’anatomia…e vanno quindi trattate in maniera personalissima e precisa, non coi tracciati di strumentazioni tarate X. Nessun macchinario può impostare la posizione terapeutica, che non può esistere ad inizio percorso ma semmai a fine percorso, dopo aver eliminato precontatti e risolto tutte le conseguenze di altezze e limature, fino ad avere alla Sbarra contatto contemporaneo e immediato nonché distribuito nelle pressioni esercitate, di tutti i denti posteriori premolari e molari.
Non buttare soldi ed energie in diagnosi fallaci e superficiali, fino ad oggi la percezione umana è molto più raffinata di una macchina che nulla dice fattivamente del percorso di riabilitazione individuale.

C. Morcone 2018 appimlab amminstratore

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