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COME SI COSTRUISCE UN BITE DI BILANCIAMENTO CORRETTAMENTE ?

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Calco in gesso 721, arcata superiore, cranio sul libro
Calco in gesso 721,  impronta arcata superiore, cranio sul libro “Teoria di Occlusione Muscolare” (foto APPIM)

COME SI COSTRUISCE UN BITE PER BILANCIARE CORRETTAMENTE ?

C’è un articolo su come deve essere un bite inferiore  (cerca “IL BITE, COME DEVE ESSERE: INDICAZIONI DA DARE AL DENTISTA/TECNICO” ). Questo invece, ad esclusivo uso dei tecnici e medici, è la Procedura nell’esecuzione di un bite,  adatto alla metodica .  Ovviamente il bite è inferiore.

Quello che vi propongo è un mio protocollo standard che permette di ottenere  bite di buona qualità. Produco bite dal 1985 e tra le molte tecniche disponibili propongo la seguente:

NB.: Le impronte devono essere rilevate esclusivamente da un dentista, diversamente si tratta di esercizio abusivo della professione medica.

L’eventuale cera è preferibile che venga presa sul soggetto seduto (come ci si siede su una normale sedia) evitando quindi la comoda posizione sulla poltrona del dentista (altrimenti la mandibola tende ad arretrare). Anche in piedi può andar bene. Anche questo lo deve fare il dentista.

 Personalmente sviluppo tre modelli inferiori:

1-il primo dove verrà eseguito fisicamente il bite con la resina

2-il secondo per la verifica del corretto adattamento

3-il terzo da consegnare all’utilizzatore del bite.

Calco in gesso 721, impronta arcata inferiore, cranio sul libro
Calco in gesso 721, impronta arcata inferiore, cranio sul libro “Teoria di Occlusione Muscolare” (foto  APPIM)

Dall’impronta superiore sviluppo due modelli, uno di lavoro è uno ad uso del paziente. Si posizionano in articolatore i modelli (il primo modello). Il posizionamento in articolatore serve per avere dei punti di contatto (comunque approssimativi rispetto a quello che sarà il vero bilanciamento del bite). Io uso l’articolatore Gerber esclusivamente per la comodità nel maneggiare successivamente il modello. Nessun gancetto in metallo sarà presente, tranne casi rari, né un versante retroincisivo tale da non permettere la fonazione e la posizione corretta della lingua. Il bite non dovrebbe allungarsi vestibolarmente oltre l’equatore del dente.

a-Posiziono il primo modello inferiore in un parallelometro e definisco l’equatore dei denti.

b-Sempre con il parallelometro determino (con l’apposito strumento) l’entità del sottosquadro.

c-Metto dell’isolante per resina sui modelli inferiore e superiore.

d-Inizio a mettere sul modello polvere e liquido (a pioggia), con la stessa metodica utilizzata per la costruzione di apparecchi ortodontici.

e-Con i modelli in articolatore, porto in leggero contatto la resina con il modello superiore.

f-Eventualmente aggiungo polvere e liquido in modo da creare un abbozzo di quelle che saranno le guide: canina e incisiva.

g-Inserisco il modello in un polimerizzatore, rispettando le istruzioni del produttore della resina per quanto riguarda il tempo e i gradi di cottura, oltre alla pressione.

h-Dopo la cottura e il successivo raffreddamento della resina, sgrosso con delle frese il bite (senza mai staccarlo dal modello)

i-Posiziono il modello in articolatore e mi cerco i contatti su tutti i premolari e molari.

k-Imposto degli abbozzi della guida canina e incisiva.

l-Taglio la resina al di sotto dell’equatore in modo da liberare il bite dal modello.
m-Rifinisco il bite e lo adatto sul secondo modello.

n-Lucido e consegno il bite, il terzo modello e il modello antagonista.

In casi complessi (ad esempio denti particolarmente accavallati) duplico il modello con silicone liquido, trattando il modello esattamente come per la costruzione di uno scheletrato. Lo spessore del bite varia da caso a caso, ma 2 o 3 mm. massimo per i morsi profondi e 1,5 mm-2 mm per i morsi normali, sono adeguati per iniziare il bilanciamento.

Buon lavoro!

© 2014, G.  Adelizzi, odontotecnico in Torino

RICORDIAMO LE INFORMAZIONI TECNICHE PER IL BITE COSTRUITO CORRETTAMENTE 

1. Il bite deve essere inferiore, rigido, trasparente in resina ( no termostampato se non in certi casi specifici valutati volta per volta ).

2. Sottile sui denti incisivi e canini ma abbastanza alto comunque per consentire una guida incisiva e canina, evitando così il rischio di trovarsi con un morso aperto.

3. L’ortotico inferiore deve essere lungo quanto l’ultima cuspide dell’ultimo dente posteriore dell’arcata superiore. Deve calzare sui denti senza arrivare a gengiva.

4. Esso deve contattare con le cuspidi palatine di tutti i denti superiori posteriori da quarto a settimo e anche con l’eventuale cuspide centrale. Sotto il quarto deve presentare una fossa. In pratica il Quarto sul bite si comporta come un Quinto.

5. Le Fosse debbono essere appena accennate e possibilmente sul davanti di ogni fossa deve essere costruito un minimo di versante inclinato che serva da stop di retrusione.

6. E’ il centro della fossa che mantiene la distanza tra mandibola e mascella e che sostiene il peso dell’occlusione e il centro deve avere una forma tondeggiante, ma larga per permettere alla cuspide di contattare comodamente La fossa deve essere pulita, senza granelli, scalini, buchi e bordi. Il fondo deve essere liscio e lo stop inclinato altrettanto pulito e liscio.

7. Applicando l’ortotico sul calco inferiore bisogna che ad ogni cuspide dell’arcata superiore corrisponda un contatto solido. Non vi devono essere cuspidi sul vuoto a causa di fosse troppo profonde. Inoltre, in zona frontale deve aderire agli incisivi per non falsare la posizione del mento.

8. Con l’ortotico in bocca il paziente deve poter muovere il mento in avanti a denti ravvicinati, all’indietro aspirando forte l’aria, e di lato spostando il mento. Non bisogna sentirsi bloccati o impediti in alcuno di questi movimenti.

9. Lo spessore può essere di circa 1,5 – 2 mm. in modo che non si rompa. In caso di morso profondo lo si può fare già di un paio di millimetri almeno mantenendo pero’ sempre la zona anteriore aderente ai denti e sottile per evitare il rischio che lo spessore comporti una retrusione del mento.

Una volta ottenuto il bite, l’autobilanciamento può iniziare…

©  2014, Carmine Morcone 

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