
COME RADDRIZZARE COLLO E SCHIENA CON I DENTI POSTERIORI
Collo e testa tesi in avanti denotano altezza dentaria posteriore insufficiente…chiamata impropriamente sindrome da testa anteriorizzata, così come altre sindromi di derivazione tutta occlusale, MAI delle vertebre. Come fare per raddrizzare il collo senza avere problemi?
E’ questo un aspetto sconosciuto ai Dentisti i quali tendono a rialzare i denti in modo uniforme, cioè da 4° a 7° spessorano aprendo il morso e distanziando i denti anteriori con il rischio di far perdere sfioramenti di guida incisiva indispensabili.
Se appeso alla sbarra il soggetto sente contattare solo in zona premolare da un lato o da ambo i lati, la mancanza di spessore sarà da 5° a 7° e non da 4° a 7°. Fintanto che i denti molari alla sbarra non contattano, sarà su di essi (ed eventualmente sul 5°) che bisognerà aggiungere resina. Questo non comporta un distacco tra premolari antagonisti, soltanto una logica diversa inclinazione degli incisivi e canini inferiori rispetto a quelli superiori.
Simulando sul calco il rialzo con l’aggiunta di uno spessore, si noterà subito come cambiano i rapporti tra incisivi. L’arcata superiore ( mascellare ) è inamovibile! Quindi il cambiamento è dovuto soltanto alla mandibola che in zona molare si “abbassa” unitamente ai condili. Facendo la Sbarra sentirai un dente solo, mentre tutti i benocclusi del mondo sentono 4 denti per parte incontrarsi contemporaneamente. Fai tutti i trattamenti che credi, qualche beneficio lo avrai…forse.


Ma se il problema sono i denti, è solo sui denti che devi provvedere (rialzando ove necessario e mai limando i punti di contatto).
La zona debole del tuo corpo corrisponde al lato dentario basso e la zona forte al lato del dente ALTO che sentirai appeso alla SBARRA. Alzando le Fosse, la linea del sorriso rimarrà eguale a prima, ma il collo, testa e schiena avranno recuperato una postura normale. E’ perfettamente inutile che si pensi che “Tanti problemi poi spariscono da soli”.
Non ci si bilancia pero’ alla SBARRA o con altre “posture” illogiche e fuorvianti (chi lo ha fatto ha rachidi cervicali e lombari rettilineizzati, assume farmaci, non sta bene ). Ci si bilancia invece a tavolino procedendo con le resine con cautela massima e facendo piccole aggiunte ove serve, riflettendo sulle sensazioni. Come da incontri di informazione e formazione.
Diffidate sempre dei discorsi difficili da condividere e che esulino i Test muscolari Appim, che mischiano le cose, che accettano in parte ma poi comunque sono nel dubbio terapeutico. Quante contraddizioni abbiamo noi tutti sperimentato nei discorsi di chi cercava di aiutarci? Prendete coraggio, metteteli di fronte a domande precise e chiedete risposte che non siano le solite generiche che qualcuno ci propina non avendo altri argomenti, avendole soltanto memorizzate nei congressi e sui libri di docenti-gnatologi che sanno soltanto limare i denti o rialzare indiscrimintamente e che non abbiano svolto il lavoro di bilanciamento mandibolare su di sé.
Diffidate di chi imputa all’età o allo spazzolamento eccessivo la retrazione delle gengive, non è vero: sono i contatti carenti o i precontatti, gli uni e gli altri provocano lo stesso danno. Diffidate di chi afferma che i disturbi aumentano per via dell’assestamento del corpo in corso di bilanciamento dentario. Non è vero, i disturbi e i sintomi nascono da errori di occlusione. Abbiamo i test muscolari, fateli studiandovi davanti ad uno specchio…non sarà tempo perso ragionare sulle traiettorie mentre aprite e chiudete la bocca alla ricerca del primo contatto dentario. Studiatevi mentre siete in attesa del tram, riflettete sulla gamba di sostegno, sull’inclinazione di collo e testa.
©2010, 2015 A. Valsecchi a cura di C. Morcone