Ad ogni molaggio corrisponde un innalzamento della mandibola verso la mascella-cranio ma soprattutto una sua diversa inclinazione nei confronti dei denti
antagonisti, il famoso Effetto Tenaglia codificato da APPIM.
E’ per questo che il bilanciamento appare un lavoro infinito, ogni minuscolo ritocco mette in discussione tutti gli equilibri del momento prima, ma così deve essere, questa è la logica reale della natura dell’ingranaggio e del suo bilanciamento, è un fatto da accettare, così come le leggi fisiche.
Solo alla fine gli ultimi minuscoli ritocchi non scombussoleranno più di tanto gli equilibri raggiunti, ma essendo ormai scaltri ad usare la mano e i ragionamenti proprio per evitare di fare grossi errori, non sarà più un problema definire i minimi dettagli finali soddisfacenti.
Inizialmente la cartina blu non lascia traccia o ne lascia in abbondanza; bisogna insistere fino ad individuare i punti fastidiosi e, in mancanza di una prova precisa e di una capacità individuale che non sa ancora focalizzare le varie situazioni intermedie, meglio soprassedere…meglio chiedere a chi è responsabilmente più autorevole di voi.
Questo perchè lavorare alla cieca è pericoloso, così come lo è se si lavora solo in base alle sensazioni, così come lavorare ore ed ore nella confusione lasciandosi guidare dall’istinto, o pochissimo con grande superficialità. Ogni modifica non è e non può essere una operazione di automatismi ma sempre di ragionamenti per esclusione, per conferme, per sensazioni ragionate ed oggettivamente confermate.
Ogni ritocco eseguito deve essere stato ragionato su prove evidenti, la nostra capacità si affinerà sempre più, grazie anche ad un po’ di fortuna e ad una certa sicurezza proveniente dal fatto di aver avuto una buona formazione ed aver studiato se stessi con fiducia, così come insegnato.