Gli obiettivi che vogliamo realizzare appaiono come una montagna insormontabile..il Bilanciamento mandibolare. Continuiamo nel percorso con consigli mirati, con l’esperienza che si è raccolta negli anni usando questa classica metafora per arrivarci sapientemente. Sappiamo che è giusto, i test muscolari unici APPIM ci dicono che è QUESTA la strada da percorrere ma si vede dal basso, dalla propria valle (spesso di lacrime) tutta l’ampiezza e la cima inarrivabile. Quindi diventa un obiettivo DIFFICILE. Per la mente “difficile” significa “impossibile”. Ecco spiegato tutto? Non proprio..siamo ancora all’inizio. Ci si perde d’animo per lo sforzo che si dovrà compiere, senza sapere che invece non si sa affatto quale sforzo sarà né quante energie..lo si immagina con le idee, le emozioni e i pensieri del maloccluso, non logici, né perfettamente razionali ma anche pieni di sintomi quindi nemmeno a volte lucidi. Come fare?
foto di Blockhaus Climbing Garage
Come se non bastasse NESSUNO farà in modo di darti una spinta su a salire, darti sostegno ed energia sufficienti a portarti fin lassù, anzi non sai nemmeno come fare il primo passo, con quali materiali, quali capacità da usare e quali no, con quali conoscenze..non si può scalare la montagna incantata del Bilanciamento di corpo e mente senza conoscere, osservare e imparare da chi ci è stato prima di te, ha salito ogni dannato gradino, ha girato in lungo e largo, la conosce meglio degli sherpa che salgono sull’Everest e poi è ritornato spianando la strada per gli altri.
Ma essendo nella mente impossibile succederà che inizialmente tutto, anche raccogliere il materiale e fare un calco sembreranno imprese titaniche..tutto complicato, ed invece è solo complicato affrontare e pensare con mente nuova, rinnovata pur avendo sintomi che frenano da una parte e dall’altra spingono. Una “disperazione non disperante” come spesso affermo.
foto di Blockhaus Climbing Garage
Tutto appare complicato anche raccogliere e comprare i materiali perchè la mente proprio non vuole..inizialmente. Non vi è coerenza tra mente corpo ed azione. Tutto faticoso rispetto a quando si poteva aprire la bocca, pagare e andarsene a casa. Ma si è consapevoli dei danni che si sono susseguiti tra il lassismo nostro ed altrui e le tante incapacità..Ci avevano detto che avremmo scalato montagne e invece siamo precipitati in un crepaccio da soli, lasciati a morire.
D’altra parte bisogna anche fare in modo che chi si è appena avvicinato possa ben relazionarsi con i tutor esperti Appim affinchè si facciano meno errori possibili sul bite, e sapersi destreggiare sapendo di essere protetti e al sicuro da spiacevoli inconvenienti, sotto la guida attenta dell’Esperto.
foto di Blockhaus Climbing Garage
Importante è però, una volta avviati, non pensare alla cima ma arrivare fino alla prossima roccia, al successivo sperone, al conseguente passaggio per camminare agevolmente, passetto dopo passetto, continuando con I PICCOLI OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE E NON IL GRANDE OBIETTIVO SOVRASTANTE, LA CIMA.
Avanzando volta per volta, avendo sempre presente il proprio obiettivo, che già vi viene ben spiegato ad inizio Bilanciamento guidato, arriverete in cima senza saperlo. La mente, focalizzata sui piccoli ma solidi obiettivi che saranno FOSSE e STOP di Retrusione, ASSE MUSCOLARE, Guide anteriori, sfioramenti e contatti precisi e bilaterali, assenza di scivolamenti e blocchi, oltre alla ritrovata energia e postura..
Avanzare per logica nel poter fare solo due cose, alzare o abbassare e tener conto degli effetti di tale aggiustamento per tutta la superficie di occlusione, col trapanino leggero ma solido come un arpione che ci trascina su, volta per volta, decimo di millimetro per volta, si arriverà alla cima. Spezzare l’obiettivo in micro-obiettivi è una delle soluzioni migliori per fare bene.
foto di mrandmrsadventure
Altro discorso importante, ogni volta che il micro obiettivo è stato raggiunto darsi una ricompensa, che può essere un dolce (magari senza zucchero), comprarsi un libro, un qualcosa che può piacere di pochi euro, per pura soddisfazione personale. Alla mente non piace trovarsi lì dove c’è il cambiamento..piace l’abitudine e la comfort zone ma il Bilanciamento è proprio uscire dalla zona di abitudine, perchè in realtà lo sbilanciamento non è uno stato equilibrato, benchè ci si sia abituati..E’ una dannazione di stati mentali fisici ed emotivi che fanno sostare la persona, se non risolve, a restare a valle, per sempre. Hai ancora intenzione di restare lì?