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CINQUANTA SFUMATURE DI FOSSA

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mandibola e testa
mandibola e testa

Capitolo I – La questione del Piacere dopo la Sofferenza

Il principio del Piacere, questione ormai centenaria, affonda nel nucleo infantile della persona, con diverse forme. La questione della dicotomia Piacere/Sofferenza è non solo antichissima ma alla base di ogni credo religioso, questione sociale, rapporti interpersonali. Non possiamo slegarci da questa. Però dipende da come si affrontano certe questioni. Al momento in cui la persona cade nella malattia, soprattutto se incompresa non solo al soggetto stesso ma anche alla pletora di medici e terapeuti conseguenti, lo smarrimento è completo e si attuano i sistemi di compensazione o di difesa, non sempre aggressivi, anzi. Il vittimismo spesso la fa da padrone, così come  la sfiducia, sentimenti passivo-aggressivi, snaturando e distorcendo situazioni che andrebbero risolte invece con maturità. Ma chi si ammala e non è capito non può che retrocedere in forme di infantilismo, alimentate spesso proprio dalla cosidetta Scienza e Medicina. Illusioni vere e proprie. Non ultima una cultura fondata sul fatto che Tutto è possibile e tutto ci è dovuto, purche si paghi, purchè si trovi il luminare, il salvatore, il messia che verrà a liberarci dal giogo delle sofferenze. Ma non dopo un logico percorso di comprensione, di concentrazione e completa attenzione alla propria bocca e al mondo dei contatti e sensazioni. D’altra parte non esistono momenti di “approdo” e “arrivo” senza viaggio, senza piccoli o grandi ostacoli da affrontare. La letteratura dell’uomo è piena di questi messaggi, dall’Odissea, a Dante fino alle peripezie della letteratura moderna e contemporanea. Certo non bisogna perdere la speranza ma nemmeno lasciarsi andare..bisogna agire con una certa lucidità e razionalità. I denti sono fisici, il corpo è fisico innanzitutto e bisogna adeguarlo fisicamente per condizionarlo a riportarsi autonomamente, con un certo impegno, a ritrovare un bilanciamento Spaziale adatto ed adeguato nel riportarci nella comprensione e operatività del corretto Bilanciamento mandibolare. Niente di astruso o segreto, ma molto chiaro e logico. Cosa dobbiamo fare per permettergli di ingranare la mandibola con i denti superiori in modo da non storcere i rapporti del viso e quelli del corpo ma anzi raddrizzare i rapporti e tornare in salute?  Cosa possiamo fare ?
Possiamo solo agire sui denti; non certo sull’osso né sulla muscolatura. 

  • Li sentiamo bassi a destra..OK rialziamoli
  • Li sentiamo bassi sia a sinistra che a destra perché tocchiamo nel test solo davanti? OK rialziamo sui due lati.
  • Sbagliamo nel rialzare perché i Precontatti ci impediscono di masticare, di parlare, di dormire ? OK…Rimbocchiamoci le maniche e andiamo a capire dove è il primo problema da risolvere..il primo contatto alto che ci tiene sospesi sugli altri denti.

Mettiamo in moto lo spirito di osservazione, la voglia di capire, la curiosità di buttarci in una impresa che ci raddrizzerà di schiena il giorno in cui alla Sbarra sentiremo finalmente 4 denti per parte contattare contemporaneamente…il giorno in cui facendo le manovre incrociate ci sentiremo finalmente esenti da asimmetrie. Non abbandoniamo la speranza di risolvere il problema illudendoci che la nostra bocca sia particolarmente difficile; certo che lo è: tutte le bocche maloccluse vanno reimpostate in asse e bilanciamento sui nuovi spessori, tutte sono difficili, chi per un verso chi per l’altro. Ma non dobbiamo drammatizzare le difficoltà, dobbiamo invece avere la testa dura e non arrenderci mai, perché la via di uscita esiste, bisogna solo individuare le esigenze dei nostri denti.

Dobbiamo fare come le formiche, ovvero affrontare un problema al giorno cercandone la soluzione e senza retrocedere, a piccoli passi per volta, senza dire che la cosa è impossibile, senza fantasticare. Chi lo fa non ha risolto, li vediamo ancora che girano, che fanno altre cose, che si arrabattano tra una terapia farlocca e l’altra, tra un personaggio e l’altro, pensando di fare chissà quali passi avanti e invece sono gamberi. Alla prova della Sbarra restano sbilanciati e quindi un po’ meglio di prima ma non senza esporsi a sintomi. Se ne conosciamo qualche amico o amica informiamo la persona che bisogna tornare a ragionare sui contatti, per un po’ di mesi, in maniera serrata, per poi procedere spediti. Chi afferma che è troppo difficile la propria bocca, ha già finito ancor prima di iniziare. C’è da dire che coloro che rinunciano, lo fanno perché non sanno affrontare i primi problemi iniziali, perchè di questioni iniziali si tratta, ovvero le Fosse e la posizione del mento; o perché non credono nelle Manovre Muscolari, perché non si impegnano applicando un metodo, ma lavorano così, tanto per…e solo quando hanno voglia e tempo, non si sanno organizzare neppure con trapano e specchio, sono superficiali, non ascoltano.
Dopo i primi successi bisogna continuare; perché la mente si mette in moto e a furia di fare e disfare il meccanismo assume una sua logica, viene inquadrato e diventa semplicissimo almeno in teoria rispetto all’inizio, non certo più difficile. I denti non sono capricciosi, ma sono esigenti.
Quello che vogliono glielo dobbiamo dare e vogliono solo superfici di contatto con gli antagonisti, che abbiano una certa inclinazione che non obblighi la muscolatura ad andare in asimmetria, trascinando collo e schiena. L’inclinazione la dobbiamo ricercare per esclusione.

© 2005, 2015 A. Valsecchi a cura di  C. Morcone – APPIM

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