
“L’84% dei veronesi si dice stressato”.
“L’81% dei comaschi si dice sotto #stress “.
“Stress, colpito l’87% dei senesi.”
“Grossetani stressati e si salvano solo con lo #sport.”
“L’85% dei valdostani è stressato”.
“Il 92% dei riminesi soffre di stress”.
“Sì, Rovigo è proprio la città dello stress”.
“Che stress la vita in Polesine!”.
“L’84% dei genovesi afferma di essere troppo stressato.”
“Solo uno spezzino su dieci non soffre di stress.”
“L’85% degli abruzzesi rivela di essere stressato.”
Insomma, secondo l’indagine di una ricerca dell’Osservatorio di Reale mutua assicurazioni, pardon “welfare”, Siamo un popolo di stressati. Quasi il 90% degli italiani è sottoposto ogni giorno a continui carichi di pressione e preoccupazioni. Una maggioranza altissima che vede ridurre in modo significativo la qualità della vita arrivando a incidere negativamente su salute, lavoro e relazioni sociali.
Tra i disturbi da stress condizionanti ci sono Eccessiva Stanchezza (non ben definita) ovvero in gran parte Insonnia, sbalzi di umore, tensione muscolare, tachicardia ed emicrania.
Ma questi sono tutti sintomi da sbilanciamento di bocca, non è strano?
Il fatto viene rafforzato dalla ERRATA convinzione degli intervistati, tipica però dei malocclusi, che si possa risolvere praticando sport, massaggi e terapie termali ma anche con l’uso di farmaci. Con una dimensione mentale da foglio di carta velina, il 52% immagina le cose come un qualsiasi approdo ad un porto di carico-scarico. Sono stressato e quindi devo rilassarmi…Si ma il rilassamento non porta a nulla se non si accede alla causa reale del disagio che non può essere certamente dato da stress generalizzato (il caso dei valdostani stressati è paradigmatico.. dove al pari del Molise non mi pare succeda molto!).
Affermare di “essere stressati”, da reale irrequietezza e disagio e problema, appare più come un darsi un tono “Eh, sai sono stressato” ovvero il famoso “Faccio cose, vedo gente”. In realtà non si ammette e non si sa ancora che dentro la piega del dovere di essere stressati perchè si pensa di fare tanto, in realtà si fa poco…C’è una delusione sul lavoro (61%), difficoltà economiche (66%) che però in civiltà davvero povere non influenza l’umore…Seguono i problemi di salute e di relazione e l’educazione dei figli. Figli nati in coppie spesso emotivamente non adulte, se esse appaiono come fonti di problemi e non di opportunità di crescere nella gioia i propri figli.
Il punto è sempre quello di capire la sottotraccia, ciò che realmente dicono certe analisi e ricerche. Dal nostro punto di vista non sono altro che conferme continue sul fatto che le persone non capiscono i propri problemi e proiettano altrove “stress” con parole magiche che tutto dovrebbero contenere semplificando troppo l’essere umano. Ne consegue che l’iper semplificazione della propria vita “Ah, che stress”, porti a pensare a soluzioni sbagliate “fare sport”, “fare massaggi”, “ah ecco la tisana, ecco il farmaco”….Quando in realtà vi è la reale possibilità che la persona sia “solo” sbilanciata e che lo “stress” sarà sicuramente tutt’altra cosa, anche piacevole, al netto di un equilibrio mentale e fisico ritrovato dal bilanciamento.