
Chi soffre cervicalgia, generalmente pensa allo stress (che non esiste come lo si pensa comunemente), alla temperatura, ai colpi di vento e all’umidità, mai ai denti.
Tra lombalgia e male al collo abbiamo le prime due sindromi al mondo , infatti la cevicalgia colpisce un italiano su otto in forma anche cronica. Quindi andiamo a valutare…E’ un dolore che può presentarsi improvvisamente in maniera acuta o che può insorgere lentamente, condizionando in maniera importante i movimenti del collo e alcune volte provoca anche nausea, vertigini, ronzii auricolari. Le cause quali sono? Frivole a quanto pare..certamente dubbie quelle proposte.
Eppure sappiamo sono proprio le altezze insufficienti dei denti posteriori ad alterare la posizione nello spazio del collo e della testa e a provocare una riduzione degli spazi intervertebrali con compressione dolorosa…sbilanciata nella pressione e nella forza applicata su quelle superfici così importanti. L’eccessiva contrazione muscolare comprimendo vanifica tra l’altro la portata adeguata nell’ossigenazione.
Il paziente quindi che pensa alla cervicalgia come ad un sintomo puramente di altro tipo, magari dell’età (!!!) deve considerare che il dolore e la postura che assume malamente una testa sul collo, si forma solo quando la mandibola è sbilanciata e che comunque ne condiziona in maggioranza la condizione e che i problemi regrediscono e scompaiono non appena i denti riacquistano i loro rapporti bilanciati (grazie alle manovre di controllo dell’occlusione muscolare APPIM ). Muscolarmente bilanciati. Assieme a tutta la serie di sintomi che prima non avevamo collegato con coerenza, allo sbilanciamento.