
BREVE E ILLUMINANTE STORIA DEI PAZIENTI ATTIVI
C’era una volta l’abitudine di affidarsi ai medici totalmente, nella convinzione di non poter essere all’altezza di giudicarne la preparazione e nella cieca fiducia nelle loro capacità di risolvere i mali, ispirata dai titoli professionali, dai loro camici eleganti, dalla loro simpatia, dagli studi costosi.
I pazienti erano disposti a tutto, a sacrificare lo stipendio di un mese o di un anno, a vendere il garage o la casa, a chiedere la liquidazione anticipata…pur di potersi garantirsi il benessere, sicuri che il pagamento di parcelle alte fosse un’ulteriore garanzia di successo delle terapie suggerite con tono sicuro e affettuoso, suggerite dal camice. Il paziente si sentiva inesperto, incapace e ignorante. Nè tantomeno il medico dialogava col paziente stesso in maniera completa ed esaustiva, presentando i benefici, cercando di eludere i discorsi problematici o tecnici , ritenendolo inadeguato. Egli discuteva di medicina solo per competenze, per curricula, alla pari.
Ma quando gli assistiti iniziano ad informarsi con obiettività tramite buon senso, dialogano, si interpellano, si auto-valutano, arrivano i dubbi, e con essi qualcuno tenta di risolverli. Tra i tanti che tentano qualcuno prima o poi riesce a salvarsi e a risolvere il rebus della propria bocca, della propria salute.
Quando il paziente decide, con tutte le paura del caso, di affrontare da solo il proprio problema, riuscendo per una serie di eventi e ragionamenti a risolverlo, che succede?
Da quel momento, si manifestarono gli abissi entro i quali intere categorie si sono mosse e si muovono tuttora tranquille. Ma non è più possibile, essendo scaduto il tempo massimo. Bisogna che essi si adeguino, se vogliono, con collaborazione, pazienza e vera dedizione alla persona.
Le illusioni scompaiono e nascono precise sensazioni di incapacità professionali mascherate da discorsi complicati e termini inappropriati.
Nel contempo escono, come dal cappello dell’illusionista, uno dietro l’altro, i miracoli risolutivi di tanti tipi di malessere, e l’elenco non finisce mai; continuava in tutte le direzioni..Si risolvono via via tutti i disturbi di una vita, quelli causati dalla malocclusione e solo lavorando sui millimetri dei denti inferiori.
E averlo gridato forte non è servito finora a molto..Tutti hanno chiuso le porte offesi, sordi, come tante primedonne. Strano! E la salute dei pazienti?
Come se presentare la soluzione dei mali di tanta parte dell’Umanità fosse solo un atto dispettoso o folle o insensato.
E’ nata da qui la decisione di colmare certi vuoti, tramite l’APPIM, per aiutare i pazienti a non illudersi, a fare da soli secondo il proprio limite; in definitiva a salvarsi.
E perché no, per dimostrare che, applicando i principi più elementari del mondo, ovvero i Test Muscolari, l’uomo ha la possibilità di diventare un essere rispettabile perché sano di corpo e di mente.
Adriana Valsecchi (a cura di C. Morcone)