
Esiste tra la popolazione una fascia di persone apparentemente normali e sani, ma silenziosamente invalidi, anche a loro insaputa, che hanno disturbi accertati ma senza una causa chiaramente individuabile, neppure dopo decine di controlli e diagnosi di tutti i tipi e tutti i generi. Sembrano sani. Ma sani non sono…Si lamentano spesso di dolori come al collo, cefalea, problemi alle gambe e tachicardie immotivate, dolore intercostale e blocco alla spalla, tendenza a camminare storti e non in maniera fluida e armonica, portano i pesi volentieri da un solo lato, mancano di forza simmetrica..e così via. Si potrebbe continuare all’infinito. Non parliamo poi delle reazioni emotive, fuori luogo spesso, causate dalla minima contraddizione, anche con se stessi..Questo vivere male, questo desiderio continuo di essere sostenuti psicologicamente da altre persone, e questo sentirsi con due personalità o facili agli entusiasmi e facilissimi alle delusioni confermando le loro ostinate autoconvinzioni, cercando di farsi apprezzare da tutti, di dimostrare di essere i più bravi, e spesso lo sono, nella loro genialità da sbilanciati, tutto questo li porta a richiedere conferma negli occhi degli altri o ad aiutarsi alla fine con farmaci per mantenere sicurezza in se stessi, rinforzando la propria personalità e il carattere dai cedimenti…Ma tutto questo non è armonico, non è equilibrato e non può durare per sempre. Ad un certo punto vengono visti come malati immaginari, psicosomatici o soltanto molto “pesanti” da sopportare e sopportarsi, eppure i loro disturbi sono proprio autentici, non inventati. Esistono. Sono la maggioranza dei malocclusi.
Osservando la schiena di un corpo adulto, si capiscono gli errori compiuti dai dentisti, gli errori di valutazione, le leggerezze nel non osservarsi allo specchio, le usure dentarie unilaterali inferiori, che cambiano l’aspetto di collo, spalle e testa che spesso sono incassati, oppure avanzano troppo…a causa di otturazioni troppo profonde il lato dentario basso è diventato ancora più basso..la bocca si è stortata, cadendo in diagonale, la spalla ha ceduto insieme al ginocchio, il bacino idem, la postura ne viene afflitta ed infine i piedi non sono in appoggio fluido e coerente.
Virtualmente non serve nemmeno osservare i denti del paziente, serve osservare i lineamenti del viso e il modo di camminare, di tenere il collo, le spalle, la schiena, il calco e i denti volendo, sono solo la necessaria conferma.
L’artrosi è prevedibile fin dalla prima gioventù, e così i disturbi d’orecchio, di naso, di occhio, l senso di freddo, la forza muscolare, la lombosciatalgia, la cervicalgia, emicrania, così come tante sindromi e patologie e i problemi del maloccluso, ammesso che possa e voglia mettersi in gioco in prima persona, possono essere risolti. Almeno provarci seriamente.
©2008, 2015 A. Valsecchi, C. Morcone a cura di C. Morcone