Le gambe non ci reggono? Sentiamo dolore alla pianta del piede? Dolore al gluteo che sentiamo più piccolo dell’altro? Ma perché succede questo? E sentiamo che un ginocchio cede e l’altro scrocchia mentre ci abbassiamo?
Abbiamo la sensazione di dondolare le spalle mentre camminiamo? Abbiamo la sensazione che le gambe tremano e vanno letteralmente da sole anche a zig zag? Tendiamo ad incavarci di torace, infossando il collo tra le spalle, come se avessimo sempre freddo? Cerchiamo di camminare con le ginocchia rigide e mentre così facciamo vediamo un po’ dove chiudono i denti. Ma un attimo: siamo sicuri di sentirli sui due lati o forse quando camminiamo come tanti soldatini li sentiamo solo davanti o solo di lato e forse solo sul premolare e basta? Tutto questo possiamo collegarlo alla Malocclusione?
Facciamo finta di doverci buttare a terra come se recitassimo a teatro, un po’ cadenti, quasi afflosciati, da quale lato ci lasceremo cadere, forse dal lato del ginocchio rigido? Forse dal lato invece della spalla bassa e del ginocchio che cede? E ancora, facciamo finta di dover aspettare una persona per mezz’ora per strada e di non poterci sedere né appoggiare ad un muro: su quale gamba ci sosteniamo meglio? Sarà la gamba debole che ci reggerà o quella rigida e forte? Se fosse quella debole la gamba sulla quale ci sosteniamo più volentieri per quella mezz’ora, proviamo a cercare di capire il perché.
Dobbiamo capire che la malocclusione ha, paradossalmente più effetto quasi nelle parti più lontane dalla bocca che quasi in quelle vicine ad essa. Piedi, gambe, inguine, zona del bacino e glutei sono estremamente collegati alla malocclusione, perché il movimento, tramite la mandibola e i contatti dentari, si ripercuote attraverso la colonna vertebrale fino al sacro e al bacino in maniera vibratoria profonda attraverso i fasci muscolari, nervosi superficiali e profondi. Chi si bilancia bene, già dalle prime sedute di autobilanciamento sperimenta l’appoggio contemporaneo della postura. Qualcosa che non aveva mai sperimentato prima e che non l’abbandonerà più. E’ puramente un fatto di spessori bilancianti nell’armonia dell’occlusione dentaria. Con tutte le proprie regole precise e dettagliate che qui descriviamo nei 415 articoli precedenti, ed oltre.
©2007, 2015, A. Valsecchi a cura di C. Morcone