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IL METODO APPIM SI FONDA SU ALCUNE PROVE MUSCOLARI:

Il metodo Appim si fonda su alcune prove muscolari, quattro esattamente:

  • 1)Bacio, 

  • 2)Coca Cola, 

  • 3) lo Sbadiglio e 

  • 4) l’Altalena dei Masseteri

che sono più che sufficienti per permettere al paziente di auto-valutarsi in corso di Riabilitazione.

Esistono poi la prova della 5) Sbarra, sommamente utile per verificare le altezze dei molari rispetto ai premolari, 6) il Rilassamento Profondo per verificare la posizione del mento-fosse e altri semplici test tipo accavallare la gamba (forte), osservarsi allo specchio confrontando la linea delle pupille con la linea delle labbra, e altri ancora che ora sarebbe complesso descrivere qui.

Ora l’Appim garantisce che i test sono più che sufficienti per ricercare e garantire la posizione del mento e fosse, le altezze posteriori (Dimensione Verticale), gli Stop di Retrusione in simmetria e quindi l’Asse Muscolare, e consentono di individuare i precontatti da eliminare senza rischiare di trovarsi con centriche lunghe e senza Stop di retrusione e senza rischiare di sbilanciarsi spazialmente ulteriormente invece di migliorare.

Con questo si intende dire che a saperlo adottare il sistema è completo. Consente di passare da situazioni confuse create da riabilitazioni precedenti incongrue ad una situazione di eccezionale precisione, tanto da permettere alla schiena, collo, cranio di raddrizzarsi stabilmente, tanto da permettere ad anche, gambe, piedi di muoversi in simmetria, tanto da permettere alla mente di recuperare equilibrio e autocontrollo,
Sempre che lo si adotti questo metodo totalmente.

Non bisogna essere dei geni per bilanciarsi di bocca; bisogna solo essere predisposti e testardi. Ci possono essere persone estremamente intelligenti ma incapaci a fare bene e altre modeste nella loro comprensione ma pratiche, logiche, determinate.

Se il metodo delle simmetrie viene applicato dal paziente concentrandosi solo sui denti e sensazioni di contatto, quindi evitando di perdere tempo e denaro in radiografie ed esami elettromiografici o altro, il risultato può essere raggiunto e se le asimmetrie residuano significa che i denti sono ancora sbilanciati perché il metodo non è stato applicato.

Coloro che capiscono le manovre e sanno collegare le sensazioni ai contatti dentari senza correre con la fantasia in altre direzioni, non possono che parlare un solo linguaggio intendendosi velocemente tra di loro. Finora nessuno lo ha mai contestato nei fatti e non potrebbe essere che così.
E’ vero che le malocclusioni sono di tanti tipi, ma è anche vero che la muscolatura è eguale in tutti noi e che solo il menisco deformato crea nel tempo una incoordinazione dell’articolazione che malposiziona la mandibola, ma le manovre di controllo la riportano in asse e in bilanciamento purché i denti vengano adeguatamente spessorati via via per sostenere il nuovo assetto, purché il paziente incominci ad entrare nel meccanismo della movimentazione dei denti senza fermarsi al primo ostacolo.

I denti non li abbiamo inventati noi.
I denti hanno esigenze di contatto che debbono essere interpretate in base alle sensazioni che essi ci trasmettono in corso di manovra muscolare.

L’aiuto che diamo è comunque costante da oltre 20 anni per coloro che hanno voglia di tornare a vivere, seguendo correttamente il metodo.

( © 2005 A. Valsecchi – edit C.Morcone)

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